Translate

lunedì 22 giugno 2026

ANNUNCIO DELLA NASCITA DI S. GIOVANNI BATTISTA


 

4 commenti:


  1. Antifona

    Sarà grande davanti al Signore,
    sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre:
    molti si rallegreranno della sua nascita. (Lc 1,15.14)

    Si dice il Gloria.

    Colletta

    Dio onnipotente,
    concedi alla tua famiglia di camminare sulla via della salvezza
    e di andare con serena fiducia,
    sotto la guida di san Giovanni il Precursore,
    incontro al Messia da lui predetto,
    Gesù Cristo Signore nostro.
    Egli è Dio, e vive e regna con te.

    Prima Lettura
    Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto.

    Dal libro del profeta Geremìa
    Ger 1,4-10

    Nei giorni del re Giosìa mi fu rivolta questa parola del Signore:
    «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto,
    prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato;
    ti ho stabilito profeta delle nazioni».
    Risposi: «Ahimè, Signore Dio!
    Ecco, io non so parlare, perché sono giovane».
    Ma il Signore mi disse: «Non dire: “Sono giovane”.
    Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò
    e dirai tutto quello che io ti ordinerò.
    Non aver paura di fronte a loro,
    perché io sono con te per proteggerti».
    Oracolo del Signore.
    Il Signore stese la mano
    e mi toccò la bocca,
    e il Signore mi disse:
    «Ecco, io metto le mie parole sulla tua bocca.
    Vedi, oggi ti do autorità
    sopra le nazioni e sopra i regni
    per sradicare e demolire,
    per distruggere e abbattere,
    per edificare e piantare».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale

    Dal Sal 70 (71)

    R. Dal grembo di mia madre sei tu il mio sostegno.

    In te, Signore, mi sono rifugiato,
    mai sarò deluso.
    Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
    tendi a me il tuo orecchio e salvami. R.

    Sii tu la mia roccia,
    una dimora sempre accessibile;
    hai deciso di darmi salvezza:
    davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
    Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. R.

    Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
    la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
    Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
    dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. R.

    La mia bocca racconterà la tua giustizia,
    ogni giorno la tua salvezza.
    Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
    e oggi ancora proclamo le tue meraviglie. R.

    Seconda Lettura
    Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti.

    Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
    1Pt 1,8-12

    Carissimi, voi amate Gesù Cristo, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.
    Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti, che preannunciavano la grazia a voi destinata; essi cercavano di sapere quale momento o quali circostanze indicasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che le avrebbero seguite. A loro fu rivelato che, non per se stessi, ma per voi erano servitori di quelle cose che ora vi sono annunciate per mezzo di coloro che vi hanno portato il Vangelo mediante lo Spirito Santo, mandato dal cielo: cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo.

    Parola di Dio.



    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alleluia, alleluia.

      Venne per rendere testimonianza alla luce
      e preparare al Signore un popolo ben disposto. (Cf. Gv 1,7;Lc 1,17)

      Alleluia.

      Vangelo
      Ti darà un figlio e tu lo chiamerai Giovanni.

      Dal Vangelo secondo Luca
      Lc 1,5-17

      Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
      Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso.
      Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

      Parola del Signore.

      Elimina
  2. PAROLE DEI PAPI
    Qui c’è una culla vuota, la possiamo guardare. Può essere simbolo di speranza perché verrà il Bambino, può essere un oggetto da museo, vuota tutta la vita. Il nostro cuore è una culla. Com’è il mio cuore? E’ vuoto, sempre vuoto, ma è aperto per ricevere continuamente vita e dare vita? Per ricevere ed essere fecondo? O sarà un cuore conservato come un oggetto da museo che mai è stato aperto alla vita e a dare la vita?
    (PAPA Francesco Santa Marta, 19 dicembre 2017)
    È evidente il contrasto tra Maria, che ha avuto fede, e Zaccaria (…), il quale aveva dubitato, e non aveva creduto alla promessa dell’angelo e per questo rimane muto fino alla nascita di Giovanni (…). Questo episodio ci aiuta a leggere con una luce del tutto particolare il mistero dell’incontro dell’uomo con Dio. Un incontro che non è all’insegna di strabilianti prodigi, ma piuttosto all’insegna della fede e della carità (…): senza fede si resta inevitabilmente sordi alla voce consolante di Dio; e si resta incapaci di pronunciare parole di consolazione e di speranza per i nostri fratelli. E noi lo vediamo tutti i giorni: la gente che non ha fede o che ha una fede molto piccola, quando deve avvicinarsi a una persona che soffre, le dice parole di circostanza, ma non riesce ad arrivare al cuore perché non ha forza. (…) La fede, a sua volta, si alimenta nella carità.
    (Papa Francesco - Angelus, 23 dicembre 2018)

    RispondiElimina
  3. FAUSTI – Luca si rivolge a dei convertiti dal paganesimo. Essi ignorano la storia della salvezza.
    Perciò, prima di parlare di Gesù, che ne è il frutto maturo, parla delle Sue radici: la promessa fatta ad Israele.
    Gesù è il compimento della promessa , di cui Dio ha fatto depositario Israele a favore di tutti i popoli. Per tutti la salvezza non viene da altri alberi se non da quello che Lui si è piantato e coltivato in Palestina. In quest'albero è inserito ogni credente, di tutti i tempi e di tutti luoghi.
    Luca, attraverso queste figure emblematiche dell'A. Testamento – padre e madre vecchi, un figlio impossibile, ma donato – introduce il lettore a comprendere le caratteristiche fondamentali dell 'azione di Dio nel mondo, come le ha rivelate ad Israele.
    E' una miniatura sapiente, un racconto policromo centrato sul Tempio, che fa da sintesi catechetica per comprendere che è Dio che compie la Sua promessa, proprio quando l'uomo la ritiene impossibile. Come per Israele, così anche per il cristiano che vuol cogliere l'azione di Dio e del suo Cristo.
    L'uomo è un sacerdote. Si sottolinea la sua appartenenza al popolo della promessa , per indicare che Dio mantiene quanto ha detto.
    Il suo nome “Zaccaria” significa “Dio si è ricordato”. Il suo nome dichiara il motivo per cui Dio interviene : si ricorda della Sua Promessa , del Suo Amore e della Sua Misericordia.
    Zaccaria e Elisabetta erano giusti davanti a Dio, ma non avevano figli.
    Sotto queste figure c'è il dramma di Giobbe, il dramma di ogni speranza umana : essere giusti è doveroso, ma non dà felicità e vita.
    E' la sterilità dell'uomo, incapace di produrre la propria salvezza. Il popolo, dopo tanti secoli dalla promessa, non è riuscito a produrre il Salvatore.. l'uomo è condotto da Dio a conoscere l'impossibile di cui ha bisogno.
    Solo il dono di Dio è salvezza. E l'uomo è condotto a riconoscere quel Dio che gli dona proprio l'impossibile, cioè Se Stesso !
    Nel Tempio, vita, festa e legge, l'uomo riconosce Dio come centro della salvezza e se stesso come uomo limitato e mortale , riconcilia la tensione tra desiderio infinito e realtà finita, mediante la lode e la benedizione. L'uomo si scopre fine di tutto, che in lui torna alla fonte della vita, diventa liturgo della creazione , nel canto di gioia di chi sa che tutto è per lui e lui per Dio.
    Tutto ciò che c'è è dono d'amore per lui, nella benedizione e nella lode tutto recupera senso.
    La lode di Dio attraverso tutto il creato è il fine dell'uomo, per essa l'uomo gioisce della gioia stessa di Dio attraverso tutte le Sue creature.
    Non si dice , se non qui e indirettamente, che Zaccaria abbia pregato. Certamente agli occhi di Dio la sua situazione è già preghiera . Il bisogno del figlio è sentito come richiesta dal cuore del Padre.
    La promessa di Dio è dare futuro a chi non ne ha, dare senso a chi ne è privo.
    La storia della salvezza germina in piena fecondità proprio in chi è sterile.
    Questi è in grado di recepire il dono come dono : l'impossibile rivela che l'azione è di Dio.
    E' Lui che agisce, solo Lui!
    Fine della Sua azione è la gioia dell'uomo. La gioia è il profumo di Dio, segno della Sua presenza.
    Giovanni sarà grande al cospetto di Dio, non è il Messia, egli cammina al cospetto del Signore e precede il Suo Volto, come l'ultimo profeta che ne parla.
    In lui la profezia di Israele giunge alla sua conclusione . L'ultima stella annuncia gli albori del giorno del Signore.
    Ma l'incredulità non blocca la forza della promessa.
    Zaccaria, memoria muta, è figura dell'uomo chiuso, di Israele dal cuore non convertito e del silenzio profetico che ha preceduto il Cristo.
    Il popolo attende una spiegazione da Zaccaria, che non può darla, perchè non ha creduto.
    All'uscita dal Tempio, non può pronunciare la consueta benedizione sul popolo.
    Con questa benedizione mancata, si apre il Vangelo.
    Si concluderà con tre benedizioni nel Tempio, quando la promessa sarà compiuta (24, 50-53).

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.