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martedì 21 aprile 2026

S. ANSELMO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA



 

4 commenti:


  1. Antifona

    In mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca,
    il Signore lo ha colmato dello spirito
    di sapienza e d’intelligenza;
    gli ha fatto indossare una veste di gloria. (Cf. Sir 15,5)

    Oppure:

    La bocca del giusto medita sapienza
    e la sua lingua esprime verità;
    la legge del suo Dio è nel suo cuore. (Cf. Sal 36,30-31)
    Colletta

    O Dio, che hai concesso al vescovo sant’Anselmo
    il dono di ricercare e insegnare
    le profondità della tua sapienza,
    fa’ che la fede in te sostenga la nostra intelligenza,
    perché il cuore gusti le verità che ci hai comandato di credere.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Signore Gesù, accogli il mio spirito.

    Dagli Atti degli Apostoli
    At 7,51-8,1a

    In quei giorni, Stefano [diceva al popolo, agli anziani e agli scribi:] «Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l'avete osservata».
    All'udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.
    Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio».
    Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Sàulo.
    E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.
    Sàulo approvava la sua uccisione.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale

    Dal Sal 30 (31)

    R. Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
    Oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Sii per me, Signore, una roccia di rifugio,
    un luogo fortificato che mi salva.
    Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
    per il tuo nome guidami e conducimi. R.

    Alle tue mani affido il mio spirito;
    tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
    Io confido nel Signore.
    Esulterò e gioirò per la tua grazia. R.

    Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
    salvami per la tua misericordia.
    Benedetto il Signore,
    che per me ha fatto meraviglie di grazia. R.

    Acclamazione al Vangelo

    Alleluia, alleluia.

    Io sono il pane della vita, dice il Signore:
    chi viene a me non avrà fame. (Gv 6,35ab)

    Alleluia.

    Vangelo
    Non Mosè, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo.

    Dal Vangelo secondo Giovanni
    Gv 6,30-35

    In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: "Diede loro da mangiare un pane dal cielo"».
    Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
    Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
    Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

    Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEI PAPI
    Gesù non elimina la preoccupazione e la ricerca del cibo quotidiano, no, non elimina la preoccupazione di tutto ciò che può rendere la vita più progredita. Ma Gesù ci ricorda che il vero significato del nostro esistere terreno sta alla fine, nell’eternità, sta nell’incontro con Lui, che è dono e donatore, e ci ricorda anche che la storia umana con le sue sofferenze e le sue gioie deve essere vista in un orizzonte di eternità, cioè in quell’orizzonte dell’incontro definitivo con Lui. E questo incontro illumina tutti i giorni della nostra vita. Se noi pensiamo a questo incontro, a questo grande dono, i piccoli doni della vita, anche le sofferenze, le preoccupazioni saranno illuminate dalla speranza di questo incontro. «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà sete, mai!» (v. 35). E questo è il riferimento all’Eucaristia, il dono più grande che sazia l’anima e il corpo. Incontrare e accogliere in noi Gesù, “pane di vita”, dà significato e speranza al cammino spesso tortuoso della vita. ( Francesco Angelus, 2 agosto 2015 )


    Che cosa significa pane della vita? Per vivere c’è bisogno di pane. Chi ha fame non chiede cibi raffinati e costosi, chiede pane. Chi è senza lavoro non chiede stipendi enormi, ma il “pane” di un impiego. Gesù si rivela come il pane, cioè l’essenziale, il necessario per la vita di ogni giorno, senza di Lui la cosa non funziona. Non un pane tra tanti altri, ma il pane della vita. In altre parole, noi, senza di Lui, più che vivere, vivacchiamo: perché solo Lui ci nutre l’anima, solo Lui ci perdona da quel male che da soli non riusciamo a superare, solo Lui ci fa sentire amati anche se tutti ci deludono, solo Lui ci dà la forza di amare, solo Lui ci dà la forza di perdonare nelle difficoltà, solo Lui dà al cuore quella pace di cui va in cerca, solo Lui dà la vita per sempre quando la vita quaggiù finisce. E’ il pane essenziale della vita. (Papa Francesco, Angelus, 8 agosto 2021)

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  3. FAUSTI - Pur avendo visto me, tuttavia non credete” I Suoi ascoltatori “vedono” il Pane della Vita , di cui quello nel deserto e quello sul monte sono segno, e tuttavia non credono in Lui.
    Hanno visto i segni e ne hanno ascoltato il significato. C'è nel loro cuore un impedimento a credere che non c'era nella Samaritana. Il Signore non può essere il loro pane, fino a quando altri pani sono il loro signore . Non possono credere in Dio , finchè il loro dio è il proprio io. - La volontà del Padre è comunicare la propria vita ai suoi figli. Gesù , scendendo dal cielo, compie l'opera del Padre, perché non vada perduto
    nulla di quanto Egli ama, così che l'ultimo giorno sia per tutti vita e non morte...
    La volontà del Padre è darci il Figlio, perché in Lui "vediamo" il suo amore per noi e lo accogliamo.
    Aderire al Figlio è avere già ora la vita eterna, che consiste nell'amare il Padre e i fratelli.Questo amore è vittoria sulla morte e caparra della risurrezione futura : uniti a lui, siamo in comunione con il principio stesso della vita. Gesù è uomo, come può essere di origine divina? Come mai chiama Dio : "Padre mio" e promette agli uomini la vita di Dio?
    Come può un uomo farsi uguale a Dio? E' il mistero di Gesù.
    Egli è carne, come tutti noi.
    Però è la Parola , diventata carne, il Figlio di Dio che si è fatto Figlio dell'uomo, scandalo inevitabile perché ogni figlio d'uomo diventi figlio di Dio. Gesù ribadisce che accogliere lui è dono del Padre, la sua opera per eccellenza . Egli attira ogni uomo al Figlio perchè diventi figlio.
    Quest'attrazione del Padre, anche se misteriosa,
    è innata nell'uomo, proprio perchè suo figlio:
    si esprime nelle molteplici richieste di senso che ciascuno si pone. Tutti siamo istruiti direttamente da Dio, discepoli della voce interiore che testimonia la Parola, luce vera che illumina ogni uomo.Siamo "teodidatti" ,
    ammaestrati da Dio, egli agisce nel cuore di ogni uomo attirandolo verso la luce e la vita, verso il Figlio nel quale si dona a noi come Padre.
    Se prima c'era la legge, scritta su tavole di pietra, ora Dio stesso scrive nei nostri cuori la sua parola, mettendo in noi un cuore nuovo, pieno del suo amore.

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  4. Nutrendoci di Lui, Pane di vita, non avremo altro desiderio che stare con Lui, lavorare, vivere con Lui “Chi viene a Me non avrà più fame, che crede in Me non avrà più sete” (6,34) e questo desiderio profondo, Egli lo ha suscitato per dirci, prima di salire al Cielo, “Io Sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).
    E che Egli è il Vivente , sempre con noi, vince il mondo, ogni calcolo, ogni paura, ogni dubbio, ogni tempesta....! Opera Sua , siamo noi, offuscata dal nostro peccato, ma sempre capace di chiedere e ottenere perdono per riprendere a vivere da figli del Padre della Luce (Gc 1,17). Che il Signore operi sempre, nonostante la nostra umana limitatezza e fragilità, con la Sua Misericordia, a rendere i nostri cuori purificati dal Suo perdono e capaci di accogliere il Suo Dono, “Cristo in noi , speranza della gloria”
    (Col 1,27)

    https://www.youtube.com/watch?v=LmnXUkGWMcM&t=70s

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