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martedì 28 aprile 2026

SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT, PRESBITERO


 

6 commenti:

  1. Antifona
    I tuoi sacerdoti, o Signore, si rivestano di giustizia
    ed esultino i tuoi santi. Alleluia. (Cf. Sal 131,9)

    Colletta
    Dio di eterna sapienza,
    che hai reso il presbitero san Luigi Maria
    [Grignion de Montfort]
    singolare testimone e maestro
    della perfetta donazione a Cristo tuo Figlio
    per le mani della sua santa Madre,
    fa’ che seguendo il medesimo cammino spirituale
    collaboriamo all’avvento del tuo regno.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.
    Dagli Atti degli Apostoli
    At 11,19-26

    In quei giorni, quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore.
    Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.
    Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 86 (87)

    R. Genti tutte, lodate il Signore.
    Oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Sui monti santi egli l'ha fondata;
    il Signore ama le porte di Sion
    più di tutte le dimore di Giacobbe.
    Di te si dicono cose gloriose,
    città di Dio! R.

    Iscriverò Raab e Babilonia
    fra quelli che mi riconoscono;
    ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:
    là costui è nato.
    Si dirà di Sion:
    «L'uno e l'altro in essa sono nati
    e lui, l'Altissimo, la mantiene salda». R.

    Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
    «Là costui è nato».
    E danzando canteranno:
    «Sono in te tutte le mie sorgenti». R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
    e io le conosco ed esse mi seguono. (Gv 10,27)

    Alleluia.

    Vangelo
    Io e il Padre siamo una cosa sola.
    Dal Vangelo secondo Giovanni
    Gv 10,22-30

    Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
    Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    Queste parole ci aiutano a comprendere che nessuno può dirsi seguace di Gesù, se non presta ascolto alla sua voce. E questo “ascoltare” non va inteso in modo superficiale, ma coinvolgente, al punto da rendere possibile una vera conoscenza reciproca, dalla quale può venire una sequela generosa, espressa nelle parole «ed esse mi seguono». Si tratta di un ascolto non solo dell’orecchio, ma un ascolto del cuore! Dunque, l’immagine del pastore e delle pecore indica lo stretto rapporto che Gesù vuole stabilire con ciascuno di noi. Egli è la nostra guida, il nostro maestro, il nostro amico, il nostro modello, ma soprattutto è il nostro Salvatore. Infatti la frase successiva del brano evangelico afferma: «Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno può strapparle dalla mia mano». Chi può parlare così? Soltanto Gesù, perché la “mano” di Gesù è una cosa sola con la “mano” del Padre, e il Padre è «più grande di tutti». (Francesco - Regina Caeli, 17 aprile 2016)

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  3. FAUSTI - LA FESTA DELLA DEDICAZIONE - La festa ricorda la consacrazione del Tempio ad opera di Giuda maccabeo dopo la profanazione di Antioco Epifane. E' una festa simile a quella delle capanne,collegata alla consacrazione del primo Tempio di Salomone, nella quale Giovanni situa il suo racconto (c.7-10) La festa cade a metà dicembre. è la festa invernale delle luci
    L'inverno è la stagione morta, senza vita, con tempo brutto e burrascoso.
    In questo clima gelido si svolge il processo a Gesù, che porterà alla decisione di ucciderlo.
    Deve ancora passare una brutta stagione prima che i fiori appaiano nei campi e la voce della tortora , insieme a quella del diletto, si faccia udire nella gioia di Pasqua.
    Gesù passeggiava nel Tempio, dove, a più riprese, avevano cercato di catturarlo ( 7,30-32-44 8,20) di lapidarlo o di ucciderlo (7,1-19-25 8,37-40-59).
    E' nella casa del Padre suo (2,16) e vi passeggia in libertà.GESU' è' accerchiato, senza scampo, come vittima designata. E' l'ultimo scontro tra Gesù e i suoi nemici prima della passione. Come al solito, in Giovanni, “i giudei” non sono il popolo d'israele, ma i suoi capi, che non hanno accettato la testimonianza di Gesù e si oppongono a lui e ai suoi discepoli.
    Il Pastore, che “pone” la sua vita a vantaggio delle pecore, è accusato di togliere la vita.
    L'espressione, carica di significato nel contesto, vuol dire : togliere il fiato, non lasciar vivere, lasciare in sospeso, in dubbio mortale.
    Effettivamente, se Gesù è il Messia, devono morire le attese dei falsi capi.
    Devono anzi, morire loro stessi come capi.
    Provocano Gesù a dichiararsi apertamente Messia per poterlo accusare davanti ai romani, che non erano teneri con chi coltivava aspirazioni messianiche.
    Ma la sua rivelazione è scandalo e follia : è Pastore in quanto ucciso dai sapienti, è Signore in quanto crocifisso dai potenti. Se questo è il Pastore, i capi del popolo sono i ladri e i briganti, ai quali Dio è venuto a strappare di mano il suo gregge.

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    1. --->“Ve lo dissi e non credete” è la medesima risposta che Gesù dà in Lc 22, 67 davanti al sinedrio.
      Quanto lui ha fatto e detto, ha un unico scopo : che noi crediamo che lui è il Cristo, il Figlio di Dio.
      La risposta di Gesù è centrata sulle opere che compie nel nome “del Padre suo”.
      L'ultima sua opera è stata quella di aprirci gli occhi per farci venire alla luce.
      Il criterio per riconoscere che la sua azione è da Dio, è il fatto che ci apre gli occhi, dandoci vita e libertà.
      E' sbagliato dire che si crede alla sola Parola, per pura fede.
      Ogni Parola esprime sempre un evento, colto nel suo significato : non è altro che la realtà, in quanto capita e comunicata.
      La Parola di Gesù fa leggere le sue opere come “segno” di quel Dio che dà luce, vita e libertà.
      Sono esse che testimoniano di lui come Messia.
      E' il Pastore Bello che va in cerca della pecora smarrita.I suoi avversari non possono credere in Lui : non seguono Lui, il Pastore bello, ma un altro pastore, la morte.
      Credere o meno non è una questione teorica, ma pratica : è un atto di libertà nostra, in cui decidiamo quale fondamento scegliere per la nostra esistenza . L'uomo comunque vive di fede, e crede in ciò a cui affida la sua vita , si tratti di cose, idee, persone.
      Se non si affida a chi dà la vita, si affida ai suoi idoli,
      che gliela tolgono.
      Ma il Figlio non taglia il dialogo con i fratelli . Anche chi non crede è chiamato a seguirlo. Tutti infatti siamo suoi, predestinati a essere figli nel Figlio. Dal 9, 41 Gesù si sta esplicitamente rivolgendo a chi non crede, perchè veda la propria cecità e desideri la luce. E' un aggancio al discorso precedente sul Pastore (vv.1,21).Anche gli avversari sono chiamati ad ascoltare la Sua voce.
      Sta parlando proprio a loro.
      Chi crede nel Figlio mandato dal Padre, ha la vita eterna (3,16) : la sua stessa vita di Figlio, che Egli è venuto a mettere a disposizione di tutti, perchè non perisca niente di ciò che il Padre gli ha dato(6,39). E' una vita che vince la morte (8,519 , una fonte di acqua zampillante ( 4,14) offerta a chiunque ha sete e viene a Lui (7,37).
      Ne' alcuno le rapirà dalla mia mano :la mano indica la forza, il potere, la capacità di agire.
      Il Pastore Bello rassicura le sue pecore : la sua mano , che è la stessa del Padre, le difende efficacemente da ladri, briganti e lupi.
      Gesù proprio mentre è in preda ai nemici suoi e del gregge, rinfranca i suoi discepoli.
      Subiranno scandalo dalla sua morte e dalle difficoltà che incontreranno, “ Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse” ( Mc 14,27). Ma il Risorto le riunirà dopo la Pasqua.
      Allora capiranno che la Sua mano è onnipotente in quanto inchiodata al legno della croce.
      "IO E IL PADRE SIAMO UNA COSA SOLA" E' il culmine della rivelazione di Gesù. Corrisponde alla sua affermazione sul Figlio dell'uomo che " siede alla destra della potenza di Dio" (Lc 22, 69) .
      Il Padre e il Figlio sono piena comunione d'Amore, un unico essere e agire, capire e volere. E' il mistero di Dio che è "Uno", ma non solo . E' perfetta unità tra Padre e Figlio.
      A chi gli aveva chiesto se è il Cristo, Gesù risponde che lo è , ma in modo "altro" . è l'Altro, Dio stesso, il Figlio che è una cosa sola col Padre.

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  4. CONSACRAZIONE A MARIA SS. DI S. LUIGI G.DE MONTFORT
    “Io, peccatore infedele, rinnovo oggi e ratifico nelle tue mani, o Maria Immacolata, i voti del mio Battesimo. Rinunzio per sempre a satana, alle sue seduzioni e alle sue opere e mi do interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, per portare la mia croce dietro a Lui tutti i giorni di mia vita.

    E affinché io gli sia più fedele che nel passato, ti scelgo oggi, o Maria, alla presenza di tutta la Corte celeste, per mia Madre e Padrona. A Te, come uno schiavo, io abbandono e consacro il mio corpo e l’anima mia, i miei beni interni ed esterni e il valore stesso delle mie buone opere passate, presenti e future, lasciandoti un intero e pieno diritto di disporre di me e di tutto ciò che mi appartiene, senza eccezione, a tuo piacimento, alla maggior gloria di Dio nel tempo e nella eternità. Amen.”

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  5. Consacrazione a Gesù per Maria (S. Luigi Maria de Montfort)

    O Sapienza eterna e incarnata! O mio Gesù, tanto amabile e adorabile! Vero Dio e vero uomo, Figlio unigenito del Padre Eterno, e di Maria, sempre vergine! Ti adoro profondamente nel seno e tra gli splendori del Padre Tuo, durante l’eternità; e Ti adoro anche nel grembo verginale di Maria, Tua degnissima Madre, nel tempo della Tua incarnazione.

    Ti ringrazio perché ti sei voluto spogliare di te stesso, assumendo la condizione di servo, al fine di liberare me dalla crudele schiavitù del demonio. Ti lodo e Ti rendo gloria per aver voluto vivere sottomesso in tutto a Maria, tua santa Madre, per rendere me tuo schiavo fedele, per mezzo di lei. Ma, ahimè! Ingrato e infedele come sono stato, non ho mantenuto verso di Te i voti e le promesse che ho fatto così solennemente nel mio battesimo e non ho onorato i miei impegni; non merito di essere chiamato tuo figlio, e neppure tuo servo: non c’è niente in me che non meriti la tua ira e il tuo rifiuto, non oso più avvicinarmi da solo alla Tua santa e sovrana Maestà. Per questo ricorrerò all’intercessione della Tua santissima Madre, che mi hai dato come Mediatrice presso di Te. È attraverso di lei che spero di ottenere da Te la contrizione e il perdono dei miei peccati, e di acquistare e conservare la Sapienza.

    Salve, dunque, o Maria Immacolata, tabernacolo vivente della divinità, dove la Sapienza eterna, nascosta, vuole essere adorata dagli angeli e dagli uomini! Salve, o Regina del cielo e della terra: al tuo impero è sottomesso tutto ciò che è al di sotto di Dio. Ti saluto, rifugio sicuro per i peccatori, la cui misericordia non è mai mancata per nessuno. Esaudisci i desideri che ho della divina Sapienza e ricevi per questo i voti e le offerte che nella mia pochezza ti presento.

    Io, ________, peccatore infedele, rinnovo e ratifico oggi nelle tue mani i voti del mio battesimo: rinuncio per sempre a Satana, alle sue pompe e alle sue opere; mi do interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, per portare, dietro a Lui, la mia croce tutti i giorni della mia vita, e per esserGli più fedele di quanto sia mai stato prima. Alla presenza di tutta la corte celeste, scelgo te in questo giorno per mia Madre e Maestra. Come tuo schiavo, ti consegno e ti consacro il mio corpo e l’anima mia, i miei beni interiori ed esteriori, il valore di tutte le mie buone opere passate, presenti e future; lascio a te l’intero e pieno diritto di disporre di me e di tutto ciò che mi appartiene, senza eccezione, secondo il tuo volere, per la maggior gloria di Dio, per il tempo e per l’eternità.

    Ricevi, O Vergine benigna, questa piccola Catena"Ad Jesum per Mariam" offerta della mia schiavitù, a imitazione e in onore della sottomissione che la Sapienza eterna ha voluto avere nella tua maternità; in omaggio al potere che entrambi avete su questo misero peccatore, e in ringraziamento dei privilegi con cui la Santissima Trinità ti ha favorito. Dichiaro di volere ormai, come tuo vero schiavo, cercare il tuo onore e obbedirti in tutto.

    O Madre ammirabile, presentami al tuo caro Figlio in qualità di schiavo per sempre, in modo che, come per mezzo tuo mi ha redento, per mezzo tuo mi riceva! O Madre di misericordia, concedimi la grazia di ottenere la vera Sapienza di Dio e di mettermi per questo nel numero di coloro che tu ami, istruisci, nutri e proteggi, come tuoi figli e tuoi schiavi.

    O Vergine fedele, rendimi in ogni cosa perfetto discepolo, imitatore e schiavo della Sapienza incarnata, Gesù Cristo, tuo Figlio: che io possa giungere, per la tua intercessione e sul tuo esempio, alla pienezza della Sua età sulla terra e della Sua gloria nei cieli. Amen.

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