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lunedì 12 ottobre 2026

SAN CARLO ACUTIS


 

6 commenti:

  1. Antifona
    Se consideri le colpe, o Signore,
    Signore, chi ti può resistere?
    Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Cf. Sal 129,3-4)

    Colletta
    Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
    perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
    non ci stanchiamo mai di operare il bene.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Non siamo figli di una schiava, ma della donna libera.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
    Gal 4,22-24.26-27.31-5,1

    Fratelli, sta scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera. Ma il figlio della schiava è nato secondo la carne; il figlio della donna libera, in virtù della promessa.
    Ora, queste cose sono dette per allegoria: le due donne infatti rappresentano le due alleanze. Una, quella del monte Sinai, che genera nella schiavitù, è rappresentata da Agar. Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la madre di tutti noi. Sta scritto infatti:
    «Rallégrati, sterile, tu che non partorisci,
    grida di gioia, tu che non conosci i dolori del parto,
    perché molti sono i figli dell’abbandonata,
    più di quelli della donna che ha marito».
    Così, fratelli, noi non siamo figli di una schiava, ma della donna libera.
    Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 112 (113)

    R. Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre.

    Lodate, servi del Signore,
    lodate il nome del Signore.
    Sia benedetto il nome del Signore,
    da ora e per sempre. R.

    Dal sorgere del sole al suo tramonto
    sia lodato il nome del Signore.
    Su tutte le genti eccelso è il Signore,
    più alta dei cieli è la sua gloria. R.

    Chi è come il Signore, nostro Dio,
    che si china a guardare
    sui cieli e sulla terra?
    Solleva dalla polvere il debole,
    dall’immondizia rialza il povero. R.


    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Oggi non indurite il vostro cuore,
    ma ascoltate la voce del Signore. (Cf. Sal 94 (95),8ab)

    Alleluia.

    Vangelo
    Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 11,29-32

    In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
    «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
    Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    Perché questi dottori della legge non capivano i segni del tempo? E chiedevano un segnale straordinario? Gesù glielo ha dato. Perché non capivano? Prima di tutto perché erano chiusi. Erano chiusi nel loro sistema, avevano sistemato la Legge benissimo. Un capolavoro. Tutti gli ebrei sapevano che cosa si poteva fare e che cosa non si poteva fare, era tutto sistemato. E loro erano sicuri lì. Loro non capivano che Dio è il Dio delle sorprese. Che Dio è sempre nuovo. Mai rinnega sé stesso, ma ci sorprende sempre. E loro non capivano e si chiudevano in quel sistema, fatto con tanta buona volontà, e chiedevano a Gesù: “Ma dacci un segno!”, e non capivano i tanti segni che faceva Gesù e che indicavano che il tempo era maturo. Chiusura. Secondo, avevano dimenticato che loro erano un popolo in cammino. E quando uno è in cammino, sempre trova cose nuove: io sono attaccato alle mie cose, alle mie idee, sono chiuso o sono aperto al Dio delle sorprese? Sono una persona ferma o una persona che cammina? Io credo in Gesù Cristo, in Gesù, quello che ha fatto, è morto, è risorto, ed è finita la storia, o credo che il cammino va avanti, verso la manifestazione di gloria del Signore? Io sono capace di capire i segni dei tempi? Queste domande possiamo porcele oggi e chiedere al Signore un cuore che ami la Legge, perché è la Legge di Dio, che ami anche le sorprese di Dio, e che sappia che questa Legge santa non è fine a se stessa.
    (Papa Francesco - Omelia Santa Marta, 13 ottobre 2014)
    La ‘sindrome di Giona’ non ha lo zelo per la conversione della gente, cerca una santità – mi permetto la parola – una santità di ‘tintoria’, tutta bella, tutta benfatta, ma senza quello zelo di andare a predicare il Signore. Ma il Signore di fronte a questa generazione ammalata dalla ‘sindrome di Giona’ promette il segno di Giona. (…) Giona è stato dentro la balena tre notti e tre giorni -riferimento a Gesù nel sepolcro, alla sua morte e alla sua Risurrezione - e quello è il segno che Gesù promette, contro l’ipocrisia, contro questo atteggiamento di religiosità perfetta, contro questo atteggiamento di un gruppo di farisei (…). Il segno di Giona, il vero, è quello che ci dà la fiducia di essere salvati per il sangue di Cristo. Quanti cristiani, quanti ce ne sono, pensano che saranno salvati soltanto per quello che loro fanno, per le loro opere. Le opere sono necessarie, ma sono una conseguenza, una risposta a quell’amore misericordioso che ci salva. Ma le opere sole, senza questo amore misericordioso non servono. (…) Il segno di Giona è la misericordia di Dio in Gesù Cristo, morto e risorto per noi, per la nostra salvezza. (…) Il segno di Giona ci chiama: seguire il Signore, peccatori, siamo tutti, con umiltà, con mitezza.
    (Francesco - Omelia Santa Marta, 14 ottobre 2013)

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  3. FAUSTI
    Gesù è il centro del tempo.
    Come nel passato i profeti e i re desideravano Colui che doveva venire, così nel futuro tutti i credenti desidereranno Colui che è venuto.
    Egli è la realtà prima attesa e poi compiuta, la realizzazione della Parola che da profezia si è fatta ricordo e racconto.
    Gesù è il Verbo Eterno di Dio, promesso nell'Antico e trasmesso nel Nuovo Testamento.
    Tutto il passato sboccia in Lui, suo frutto pieno.
    In Lui il Regno del Padre è aperto a tutti, perché Egli fa fiorire sulla bocca di tutti la Parola :”Abbà”.
    Quanto i Suoi contemporanei ebbero il privilegio di vedere e di udire, resta ancora a noi accessibile nella Parola su di Lui.
    La nuova e vera conoscenza di Gesù è l'ascolto della Sua Parola.

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  4. MOSTRA MIRACOLI EUCARISTICI DI S. CARLO ACUTIS
    “Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita”. Con queste poche parole Carlo Acutis, il ragazzo morto a soli 15 anni di leucemia, delinea il tratto distintivo della sua breve esistenza: vivere con Gesù, per Gesù, in Gesù”»1. Per citare le stesse parole di Carlo: “La nostra Meta deve essere la nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo”. Sua è la frase: “Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie.
    Miracoli Eucaristici sono degli interventi prodigiosi di Dio che hanno lo scopo di confermare la fede nella presenza reale del corpo e del sangue del Signore nell’Eucaristia. Conosciamo la dottrina cattolica riguardo alla presenza reale. Con le parole della consacrazione: «Questo è il mio corpo», «Questo è il mio sangue», la sostanza del pane diventa il corpo di Cristo, e la sostanza del vino il suo sangue. Questo mirabile mutamento prende il nome di transustanziazione, cioè pas-saggio di sostanza. Del pane e del vino rimango-no soltanto le apparenze o specie, che con un -mangono cioè le dimensioni, il colore, il sapore, l’odore, e anche le capacità nutritive, ma non rimane la sostanza, cioè la realtà vera, che è divenuta il corpo e il sangue del Signore. La transu-stanziazione non può essere in nessun modo sperimentata dai sensi, ma solo la fede ci assicura di questo mirabile mutamento. I Miracoli Eucaristici vogliono confermare questa fede, che si basa sulle parole di Gesù, secondo le quali ciò che sembra pane non è più pane, e ciò che sembra vino non è più vino. Nei Miracoli Eucaristici compaiono infatti la carne e il sangue, o l’una e l’altro, a seconda che non dobbiamo guardare all’apparenza esterna (pane e vino), ma alla sostanza, alla realtà vera della cosa, che è carne e sangue.

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    1. Carlo Acutis
      Ideatore della Mostra

      Prefazioni alla Mostra sui Miracoli Eucaristici
      Cardinal Angelo Comastri, Vicario generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano,
      Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro
      Presentazione
      S.E. Rev. ma Mons Raffaello Martinelli
      Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede
      I Miracoli Eucaristici
      Padre Roberto Coggi, O.P.

      La Mostra presenta, con un’ampia rassegna fotografica e con descrizioni storiche, alcuni dei principali Miracoli Eucaristici (circa 136) verificatisi nel corso dei secoli in diversi Paesi del mondo e riconosciuti dalla Chiesa. Attraverso i pannelli (circa 166 formato 60x80) è possibile «visitare virtualmente»
      i luoghi dove sono accaduti questi Miracoli. La Mostra è già stata ospitata in tutti i cinque Continenti, solo negli Stati Uniti d’America in quasi 10.000 Parrocchie e nel resto del mondo in centinaia parrocchie, compresi alcuni tra i Santuari Mariani più famosi come Fatima, Lourdes, Guadalupe,
      solo per citarne alcuni.

      Per informazione contattare:
      info@carloacutis.com - www.carloacutis.com
      info@miracolieucaristici.org - www.miracolieucaristici.org

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  5. S. CARLO ci ha dimostrato, presentando i miracoli Eucaristici, la evidente realta' delle Parole di Gesu' del Vangelo di oggi :
    "...Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è Uno più grande di Giona».
    La Santissima Presenza Eucaristica di Gesù nel Santissimo Sacramento , ci è stata piu' volte manifestata, per rafforzare la nostra debole fede e convincerci che non c'è Dono piu' Grande , che Gesù è con noi, fino alla fine del mondo e continua a comunicarci la Sua Vita , la Verità che ci fa liberi, e la Via al Cielo, che per il Giovane Santo, è stata una "Autostrada"!

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