Benedite, angeli del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. (Dn 3,58)
Colletta
O Dio, che con ineffabile provvidenza mandi i tuoi santi angeli perché siano nostri custodi, dona a noi, che ti supplichiamo, di essere sempre difesi dalla loro protezione e di godere in eterno della loro compagnia. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Mando un angelo davanti a te.
Dal libro dell’Èsodo Es 23,20-23a
Così dice il Signore: «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Il mio angelo camminerà alla tua testa».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 90 (91)
R. Darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie.
Chi abita al riparo dell’Altissimo passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio in cui confido». R.
Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. R.
Non temerai il terrore della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno. R.
Non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Benedite il Signore, voi tutte sue schiere, suoi ministri, che eseguite la sua volontà. (Sal 102 (103),21)
Alleluia. Vangelo I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 18,1-5.10
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
PAROLE DEI PAPI Tutti noi, secondo la tradizione della Chiesa, abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce, ci fa sentire le cose. Quante volte abbiamo sentito: ‘Ma … questo … dovrei fare così, questo non va, stai attento …’: tante volte! E la voce di questo nostro compagno di viaggio. (…) E quando noi non vogliamo ascoltare il suo consiglio, ascoltare la sua voce, è come dirgli: ‘Ma, vai via!’. Cacciare via il compagno di cammino è pericoloso, perché nessun uomo, nessuna donna può consigliare se stesso. Io posso consigliare un altro, ma non consigliare me stesso. C’è lo Spirito Santo che mi consiglia, c’è l’angelo che mi consiglia. Per questo, abbiamo bisogno. Questa non è una dottrina sugli angeli un po’ fantasiosa: no, è realtà. Quello che Gesù, che Dio ha detto: ‘Io mando un angelo davanti a te per custodirti, per accompagnarti nel cammino, perché non sbagli’. (…) “Io, oggi, farei la domanda: com’è il rapporto con il mio angelo custode? Lo ascolto? Gli dico buongiorno, al mattino? Gli dico: ‘Custodiscimi durante il sonno?’. Parlo con lui? Gli chiedo consiglio? E’ al mio fianco. Questa domanda possiamo risponderla oggi, ognuno di noi: com’è il rapporto con quest’angelo che il Signore ha mandato per custodirmi e accompagnarmi nel cammino, e che vede sempre la faccia del Padre che è nei cieli”. (Francesco - Omelia a Santa Marta, 2 ottobre 2014)
Le Parole dei Papi Tutti siamo figli. E questo ci riporta sempre al fatto che la vita non ce la siamo data noi ma l’abbiamo ricevuta. Il grande dono della vita è il primo regalo che abbiamo ricevuto. La vita. A volte rischiamo di vivere dimenticandoci di questo, come se fossimo noi i padroni della nostra esistenza, e invece siamo radicalmente dipendenti. In realtà, è motivo di grande gioia sentire che in ogni età della vita, in ogni situazione, in ogni condizione sociale, siamo e rimaniamo figli. Questo è il principale messaggio che i bambini ci danno, con la loro stessa presenza: soltanto con la presenza ci ricordano che tutti noi ed ognuno di noi siamo figli. Ma ci sono tanti doni, tante ricchezze che i bambini portano all’umanità. Portano il loro modo di vedere la realtà, con uno sguardo fiducioso e puro. Il bambino ha una spontanea fiducia nel papà e nella mamma; ha una spontanea fiducia in Dio, in Gesù, nella Madonna. Nello stesso tempo, il suo sguardo interiore è puro, non ancora inquinato dalla malizia, dalle doppiezze, dalle “incrostazioni” della vita che induriscono il cuore. Sappiamo che anche i bambini hanno il peccato originale, che hanno i loro egoismi, ma conservano una purezza, e una semplicità interiore. Ma i bambini non sono diplomatici: dicono quello che sentono, dicono quello che vedono, direttamente. […] I bambini inoltre portano con sé la capacità di ricevere e dare tenerezza. La tenerezza è anche poesia: è “sentire” le cose e gli avvenimenti, non trattarli come meri oggetti, solo per usarli, perché servono […] Per tutti questi motivi Gesù invita i suoi discepoli a “diventare come i bambini”, perché “a chi è come loro appartiene il Regno di Dio” (cfr Mt 18,3; Mc 10,14). (Papa Francesco - Udienza generale, 18 marzo 2015)
SANTI ANGELI CUSTODI - BENEDETTO XVI L'Antico Testamento dice dell'Angelo del popolo di Israele .”Prestagli attenzione e ascolta la sua voce ”cioè io devo farmi attento e sensibile a quest'idea divina che mi abbraccia e guida, e non devo contrapporle ostinatamente i miei desideri e umori del momento. Essa trova la sua ragion d'essere nel fatto che noi siamo diventati suscettibili di alterazione e manipolazione ad opera di noi stessi e non crediamo più a nessun'altra raffigurazione della vita nostra, se non a quella che ci siamo costruiti con le nostre proprie mani. In questo modo , l'uomo finisce per diventare un marchingegno teatrale dentro un universo dominato dalla tecnica, universo che , d'altronde egli cerca di montare in qualche modo. Di angeli custodi ora non si parla più se non in qualche locuzione convenzionale , che noi stessi non intendiamo più alla lettera. Tanto più invece si parla però di protezione e si discute di come sia possibile proteggerci dai fenomeni inquietanti e dai pericoli della vita moderna. La fuga dell'uomo dalle relazioni umane e dalla sua propria opera assume proporzioni sempre più rilevanti, mentre ci rendiamo conto dell'insufficienza dei tentativi di protezione, sia pure raffinati, quando accorgimenti più avanzati li fanno apparire, d'un colpo, a loro volta come superati. Ora , sarebbe naturalmente assurdo e davvero fiabesco scomodare gli angeli custodi invece della tecnica, la protezione che Dio accorda non si lascia intrappolare così facilmente né permette che la si intenda in maniera così teatrale. Parlare degli angeli significa invece essere convinti che il mondo è dappertutto colmato della Viva presenza di Dio e che questa presenza si rivolge a ciascun individuo, a ciascuno di noi come potenza che ci chiama e ci protegge. (Radio Bavarese )
FAUSTI - “Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli” Così esordisce il quarto discorso di Gesù sulla comunità che è ambientata nella casa di Cafarnao. La Parola del Figlio, rivelata sul monte, proclamata nella missione e spiegata nelle parabole, si realizza nella comunità dei fratelli . Il regno del Padre si compie nella fraternità dei Suoi figli. Nel rapporto con l'altro si vive quello con l'Altro, nel rapporto con il fratello quello con il Padre. La comunità cristiana non è formata da persone esemplari o eccezionali, ma da piccoli e perduti, da peccatori perdonati che a loro volta perdonano. La sua forza è la preghiera rivolta al Padre nel Nome di Gesù, sempre presente in mezzo ai Suoi. Questa comunità che ci accoglie come Lui ci ha accolti, è il vero tributo che dobbiamo e possiamo rendere a Dio : è la fraternità, presenza del Figlio e del Padre nello Spirito, salvezza di ogni uomo. Ciò che unisce nello stare insieme non è la bravura reale o presunta, ma la piccolezza accolta nel Figlio. Ciò che mantiene l'unione non è l'accordo impeccabile e perfetto, ma il perdono costantemente ricevuto e accordato. Il fine dell'azione del figlio è la comunità, dove siamo fratelli perché figli e figli perché fratelli. Essa è il Regno stesso di Dio in terra . La fraternità, aperta a tutti mostra al mondo che Dio è Padre. Nella Comunità è impegnato cielo e terra. Da una parte ci sono il Padre con i Suoi Angeli e il Figlio con il Suo Spirito, dall'altra gli uomini, così come sono, con le loro piccolezze, scandali, smarrimenti e peccati. In casa c'è di tutto, non si presuppone né persone migliori né un mondo migliore. Il male non ostacola il bene , ne esplica anzi tutta la potenzialità . Ogni miseria si fa luogo della misericordia. Il Salmo 131 parla del credente come di un bimbo svezzato in braccio a sua madre. Il bimbo svezzato non brama più il seno materno, ma la sicurezza dolce dell'abbraccio. Solo così vive in pace e si realizza. Diversamente il suo cuore si inorgoglisce , il suo sguardo si leva con superbia, in cerca di cose sempre superiori alle sue forze ,inquieto e angosciato come un vecchio pieno di desideri insoddisfatti in braccio alla morte, che dispera ora e sempre. Bambini a questo modo non si nasce, ma si diventa con una lenta maturazione psicologica e spirituale. Mentre il piccolo cresce, invecchia e muore, Gesù ci propone di crescere in piccolezza , di ringiovanire e di rinascere alla vita di figli, nelle braccia del Padre che è Madre. Il bambino è bisognoso di accoglienza, atto fondamentale dell'amore.E' quanto fa la madre, che gli permette di vivere in sé. Dio è innanzitutto Madre, e ciascuno di noi chiamato a diventare come Lui, materno nei confronti dell'altro. Accogliere è “concepire” l'altro . È una vita in più che do a lui e che ho dentro di me. Uno è in quanto è accolto, e in quanto accolto diventa accogliente . Esiste nella sua forma piena e divina in quanto fa vivere l'altro. La comunità ha al suo centro, come valore assoluto: Colui che si è fatto ultimo e servo di tutti . Il Signore Crocifisso, rivelazione del Dio Amore che si è fatto piccolo per accogliere i piccoli. I limiti propri e altrui, dove non sono accettati, diventano luogo di difesa e attacco, di violenza e divisione , dove vengono accettati , diventano invece luogo di gioia e di amore, di intesa e di comunione. Tutto può essere vissuto con antagonismo e conflittualità, o, al contrario, con rispetto e accettazione, a seconda che lo si viva con lo spirito di morte o con lo Spirito di Dio. Accogliere è la vera grandezza di chi si fa piccolo per lasciare in sé spazio all'altro .
--->È un restringersi che in realtà è un dilatarsi. Lui, il più grande, si è fatto il più piccolo di tutti in modo che, accogliendo l'ultimo, accogliamo Lui, il Signore che ci salva. Il nostro accogliere i più piccoli è salvezza nostra perché accoglienza del Figlio. “Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli” la comunità è sempre tentata di considerare come zavorra i suoi membri più fragili e instabili. Distingue tra quelli che contano, perchè ricchi di doni, buoni ed esemplari, e quelli che non contano, perchè sprovveduti, deboli ed esposti. Questi facilmente restano indietro e si smarriscono, proprio perché li mettiamo da parte e li lasciamo perdere. Il Signore invece mette al centro della comunità il più piccolo, con il quale si identifica. E' una tragedia stare insieme dove si vive la piccolezza come disprezzo subito e la grandezza come disprezzo perpetrato. Contraria al disprezzo è la stima, caratteristica dell'amore. Chi ama stima l'altro superiore a sé, perchè l'amato è la vita di chi ama. Se ci deve essere una competizione tra cristiani, sia quella di gareggiare nello stimarsi a vicenda. Chi più stima l'altro , più è simile a Dio, che vide tutto buono, e l'uomo molto buono. Disprezzare il piccolo e il peccatore è disprezzare il Signore, che si è fatto per noi ultimo di tutti , diventando addirittura maledizione e peccato. “I loro Angeli nei cieli” Il messaggero buono, che custodisce, ispira e incoraggia l'uomo al bene, è già presente nella tradizione più antica d'Israele, è l'aiuto che Dio concede ai patriarchi, a Mosè, ai giudici e ai profeti. Nel N. Testamento, gli Angeli hanno un ruolo particolare, soprattutto nei vangeli dell'Infanzia e della Resurrezione, oltre che nell'Apocalisse. Questo testo è fondamentale per la fede cristiana nell' Angelo custode, che si prende cura di ogni singola persona. Ogni terrestre ha un protettore celeste! Cosa buona se non sostituisce la fiducia nel Signore e non insidia il primato di Cristo e la nostra libertà di seguirlo.
RispondiEliminaAntifona
Benedite, angeli del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli. (Dn 3,58)
Colletta
O Dio, che con ineffabile provvidenza
mandi i tuoi santi angeli
perché siano nostri custodi,
dona a noi, che ti supplichiamo,
di essere sempre difesi dalla loro protezione
e di godere in eterno della loro compagnia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Mando un angelo davanti a te.
Dal libro dell’Èsodo
Es 23,20-23a
Così dice il Signore:
«Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato.
Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari.
Il mio angelo camminerà alla tua testa».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 90 (91)
R. Darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie.
Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido». R.
Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Ti coprirà con le sue penne,
sotto le sue ali troverai rifugio;
la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. R.
Non temerai il terrore della notte
né la freccia che vola di giorno,
la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno. R.
Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,
suoi ministri, che eseguite la sua volontà. (Sal 102 (103),21)
Alleluia.
Vangelo
I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,1-5.10
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore.
PAROLE DEI PAPI
EliminaTutti noi, secondo la tradizione della Chiesa, abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce, ci fa sentire le cose. Quante volte abbiamo sentito: ‘Ma … questo … dovrei fare così, questo non va, stai attento …’: tante volte! E la voce di questo nostro compagno di viaggio. (…) E quando noi non vogliamo ascoltare il suo consiglio, ascoltare la sua voce, è come dirgli: ‘Ma, vai via!’. Cacciare via il compagno di cammino è pericoloso, perché nessun uomo, nessuna donna può consigliare se stesso. Io posso consigliare un altro, ma non consigliare me stesso. C’è lo Spirito Santo che mi consiglia, c’è l’angelo che mi consiglia. Per questo, abbiamo bisogno. Questa non è una dottrina sugli angeli un po’ fantasiosa: no, è realtà. Quello che Gesù, che Dio ha detto: ‘Io mando un angelo davanti a te per custodirti, per accompagnarti nel cammino, perché non sbagli’. (…) “Io, oggi, farei la domanda: com’è il rapporto con il mio angelo custode? Lo ascolto? Gli dico buongiorno, al mattino? Gli dico: ‘Custodiscimi durante il sonno?’. Parlo con lui? Gli chiedo consiglio? E’ al mio fianco. Questa domanda possiamo risponderla oggi, ognuno di noi: com’è il rapporto con quest’angelo che il Signore ha mandato per custodirmi e accompagnarmi nel cammino, e che vede sempre la faccia del Padre che è nei cieli”.
(Francesco - Omelia a Santa Marta, 2 ottobre 2014)
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaTutti siamo figli. E questo ci riporta sempre al fatto che la vita non ce la siamo data noi ma l’abbiamo ricevuta. Il grande dono della vita è il primo regalo che abbiamo ricevuto. La vita. A volte rischiamo di vivere dimenticandoci di questo, come se fossimo noi i padroni della nostra esistenza, e invece siamo radicalmente dipendenti. In realtà, è motivo di grande gioia sentire che in ogni età della vita, in ogni situazione, in ogni condizione sociale, siamo e rimaniamo figli. Questo è il principale messaggio che i bambini ci danno, con la loro stessa presenza: soltanto con la presenza ci ricordano che tutti noi ed ognuno di noi siamo figli. Ma ci sono tanti doni, tante ricchezze che i bambini portano all’umanità. Portano il loro modo di vedere la realtà, con uno sguardo fiducioso e puro. Il bambino ha una spontanea fiducia nel papà e nella mamma; ha una spontanea fiducia in Dio, in Gesù, nella Madonna. Nello stesso tempo, il suo sguardo interiore è puro, non ancora inquinato dalla malizia, dalle doppiezze, dalle “incrostazioni” della vita che induriscono il cuore. Sappiamo che anche i bambini hanno il peccato originale, che hanno i loro egoismi, ma conservano una purezza, e una semplicità interiore. Ma i bambini non sono diplomatici: dicono quello che sentono, dicono quello che vedono, direttamente. […] I bambini inoltre portano con sé la capacità di ricevere e dare tenerezza. La tenerezza è anche poesia: è “sentire” le cose e gli avvenimenti, non trattarli come meri oggetti, solo per usarli, perché servono […] Per tutti questi motivi Gesù invita i suoi discepoli a “diventare come i bambini”, perché “a chi è come loro appartiene il Regno di Dio” (cfr Mt 18,3; Mc 10,14). (Papa Francesco - Udienza generale, 18 marzo 2015)
SANTI ANGELI CUSTODI - BENEDETTO XVI
EliminaL'Antico Testamento dice dell'Angelo del popolo di Israele .”Prestagli attenzione e ascolta la sua voce ”cioè io devo farmi attento e sensibile a quest'idea divina che mi abbraccia e guida, e non devo contrapporle ostinatamente i miei desideri e umori del momento.
Essa trova la sua ragion d'essere nel fatto che noi siamo diventati suscettibili di alterazione e manipolazione ad opera di noi stessi e non crediamo più a nessun'altra raffigurazione della vita nostra, se non a quella che ci siamo costruiti con le nostre proprie mani.
In questo modo , l'uomo finisce per diventare un marchingegno teatrale dentro un universo dominato dalla tecnica, universo che , d'altronde egli cerca di montare in qualche modo.
Di angeli custodi ora non si parla più se non in qualche locuzione convenzionale , che noi stessi non intendiamo più alla lettera.
Tanto più invece si parla però di protezione e si discute di come sia possibile proteggerci dai fenomeni inquietanti e dai pericoli della vita moderna.
La fuga dell'uomo dalle relazioni umane
e dalla sua propria opera assume proporzioni sempre più rilevanti, mentre ci rendiamo conto dell'insufficienza dei tentativi di protezione, sia pure raffinati, quando accorgimenti più avanzati li fanno apparire, d'un colpo, a loro volta come superati.
Ora , sarebbe naturalmente assurdo e davvero fiabesco scomodare gli angeli custodi invece della tecnica, la protezione che Dio accorda non si lascia intrappolare così facilmente né permette che la si intenda in maniera così teatrale.
Parlare degli angeli significa invece essere convinti che il mondo è dappertutto colmato
della Viva presenza di Dio e che questa presenza si rivolge a ciascun individuo,
a ciascuno di noi come potenza che ci chiama e ci protegge.
(Radio Bavarese )
FAUSTI - “Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli” Così esordisce il quarto discorso di Gesù sulla comunità che è ambientata nella casa di Cafarnao. La Parola del Figlio, rivelata sul monte, proclamata nella missione e spiegata nelle parabole, si realizza nella comunità dei fratelli . Il regno del Padre si compie nella fraternità dei Suoi figli.
RispondiEliminaNel rapporto con l'altro si vive quello con l'Altro, nel rapporto con il fratello quello con il Padre.
La comunità cristiana non è formata da persone esemplari o eccezionali, ma da piccoli e perduti, da peccatori perdonati che a loro volta perdonano.
La sua forza è la preghiera rivolta al Padre nel Nome di Gesù, sempre presente in mezzo ai Suoi.
Questa comunità che ci accoglie come Lui ci ha accolti, è il vero tributo che dobbiamo e possiamo
rendere a Dio : è la fraternità, presenza del Figlio e del Padre nello Spirito, salvezza di ogni uomo.
Ciò che unisce nello stare insieme non è la bravura reale o presunta, ma la piccolezza accolta nel Figlio. Ciò che mantiene l'unione non è l'accordo impeccabile e perfetto, ma il perdono costantemente ricevuto e accordato.
Il fine dell'azione del figlio è la comunità, dove siamo fratelli perché figli e figli perché fratelli.
Essa è il Regno stesso di Dio in terra . La fraternità, aperta a tutti mostra al mondo che Dio è Padre.
Nella Comunità è impegnato cielo e terra. Da una parte ci sono il Padre con i Suoi Angeli e il Figlio con il Suo Spirito, dall'altra gli uomini, così come sono, con le loro piccolezze, scandali, smarrimenti e peccati.
In casa c'è di tutto, non si presuppone né persone migliori né un mondo migliore. Il male non ostacola il bene , ne esplica anzi tutta la potenzialità . Ogni miseria si fa luogo della misericordia.
Il Salmo 131 parla del credente come di un bimbo svezzato in braccio a sua madre.
Il bimbo svezzato non brama più il seno materno, ma la sicurezza dolce dell'abbraccio. Solo così vive in pace e si realizza.
Diversamente il suo cuore si inorgoglisce , il suo sguardo si leva con superbia, in cerca di cose sempre superiori alle sue forze ,inquieto e angosciato come un vecchio pieno di desideri insoddisfatti in braccio alla morte, che dispera ora e sempre.
Bambini a questo modo non si nasce, ma si diventa con una lenta maturazione psicologica e spirituale. Mentre il piccolo cresce, invecchia e muore, Gesù ci propone di crescere in piccolezza , di ringiovanire e di rinascere alla vita di figli, nelle braccia del Padre che è Madre.
Il bambino è bisognoso di accoglienza, atto fondamentale dell'amore.E' quanto fa la madre, che gli permette di vivere in sé. Dio è innanzitutto Madre, e ciascuno di noi chiamato a diventare come Lui, materno nei confronti dell'altro.
Accogliere è “concepire” l'altro .
È una vita in più che do a lui e che ho dentro di me.
Uno è in quanto è accolto, e in quanto accolto diventa accogliente . Esiste nella sua forma piena e divina in quanto fa vivere l'altro.
La comunità ha al suo centro, come valore assoluto: Colui che si è fatto ultimo e servo di tutti .
Il Signore Crocifisso, rivelazione del Dio Amore che si è fatto piccolo per accogliere i piccoli.
I limiti propri e altrui, dove non sono accettati, diventano luogo di difesa e attacco, di violenza e divisione , dove vengono accettati , diventano invece luogo di gioia e di amore, di intesa e di comunione. Tutto può essere vissuto con antagonismo e conflittualità, o, al contrario, con rispetto e accettazione, a seconda che lo si viva con lo spirito di morte o con lo Spirito di Dio.
Accogliere è la vera grandezza di chi si fa piccolo per lasciare in sé spazio all'altro .
--->È un restringersi che in realtà è un dilatarsi.
EliminaLui, il più grande, si è fatto il più piccolo di tutti in modo che, accogliendo l'ultimo, accogliamo Lui, il Signore che ci salva. Il nostro accogliere i più piccoli è salvezza nostra perché accoglienza del Figlio.
“Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli” la comunità è sempre tentata di considerare come zavorra i suoi membri più fragili e instabili. Distingue tra quelli che contano, perchè ricchi di doni, buoni ed esemplari, e quelli che non contano, perchè sprovveduti, deboli ed esposti.
Questi facilmente restano indietro e si smarriscono, proprio perché li mettiamo da parte e li lasciamo perdere. Il Signore invece mette al centro della comunità il più piccolo, con il quale si identifica. E' una tragedia stare insieme dove si vive la piccolezza come disprezzo subito e la grandezza come disprezzo perpetrato. Contraria al disprezzo è la stima, caratteristica dell'amore. Chi ama stima l'altro superiore a sé, perchè l'amato è la vita di chi ama. Se ci deve essere una competizione tra cristiani, sia quella di gareggiare nello stimarsi a vicenda.
Chi più stima l'altro , più è simile a Dio, che vide tutto buono, e l'uomo molto buono.
Disprezzare il piccolo e il peccatore è disprezzare il Signore, che si è fatto per noi ultimo di tutti , diventando addirittura maledizione e peccato.
“I loro Angeli nei cieli” Il messaggero buono, che custodisce, ispira e incoraggia l'uomo al bene, è già presente nella tradizione più antica d'Israele, è l'aiuto che Dio concede ai patriarchi, a Mosè, ai giudici e ai profeti. Nel N. Testamento, gli Angeli hanno un ruolo particolare, soprattutto nei vangeli dell'Infanzia e della Resurrezione, oltre che nell'Apocalisse.
Questo testo è fondamentale per la fede cristiana nell' Angelo custode, che si prende cura di ogni singola persona. Ogni terrestre ha un protettore celeste! Cosa buona se non sostituisce la fiducia nel Signore e non insidia il primato di Cristo e la nostra libertà di seguirlo.
SALMO , PSAUME , PSALM 90
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