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lunedì 5 ottobre 2026

SANTA FAUSTINA Kowalska


 

4 commenti:

  1. Antifona
    Tutte le cose sono in tuo potere
    e nessuno può opporsi alla tua volontà.
    Tu hai fatto il cielo e la terra
    e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
    tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che esaudisci le preghiere del tuo popolo
    oltre ogni desiderio e ogni merito,
    effondi su di noi la tua misericordia:
    perdona ciò che la coscienza teme
    e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Il Vangelo io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
    Gal 1,6-12

    Fratelli, mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a
    un altro vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.
    Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!
    Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!
    Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 110 (111)

    R. Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza.
    Oppure:
    R. Il Signore è fedele alla sua alleanza.

    Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
    tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
    Grandi sono le opere del Signore:
    le ricerchino coloro che le amano. R.

    Le opere delle sue mani sono verità e diritto,
    stabili sono tutti i suoi comandi,
    immutabili nei secoli, per sempre,
    da eseguire con verità e rettitudine. R.

    Mandò a liberare il suo popolo,
    stabilì la sua alleanza per sempre.
    Santo e terribile è il suo nome.
    La lode del Signore rimane per sempre. R.


    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
    come io ho amato voi,
    così amatevi anche voi gli uni gli altri. (Gv 13,34)

    Alleluia.

    Vangelo
    Chi è il mio prossimo?
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 10,25-37

    In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
    Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    La compassione si esprime attraverso gesti concreti. L’evangelista Luca indugia sulle azioni del samaritano, che noi chiamiamo “buono”, ma che nel testo è semplicemente una persona: un samaritano si fa vicino, perché se vuoi aiutare qualcuno non puoi pensare di tenerti a distanza, ti devi coinvolgere, sporcare, forse contaminare; gli fascia le ferite dopo averle pulite con olio e vino; lo carica sulla sua cavalcatura, cioè se ne fa carico, perché si aiuta veramente se si è disposti a sentire il peso del dolore dell’altro; lo porta in un albergo dove spende dei soldi, “due denari”, più o meno due giornate di lavoro; e si impegna a tornare ed eventualmente a pagare ancora, perché l’altro non è un pacco da consegnare, ma qualcuno di cui prendersi cura. Cari fratelli e sorelle, quando avremo capito che quell’uomo ferito lungo la strada rappresenta ognuno di noi e allora la memoria di tutte le volte in cui Gesù si è fermato per prendersi cura di noi ci renderà più capaci di compassione.
    (Leone XIV – Udienza generale, 28 maggio 2025)


    La parabola che Gesù racconta ha (…) come scenario proprio una strada, ed è una strada difficile e impervia, come la vita. (…) La vita però è fatta di incontri, e in questi incontri veniamo fuori per quello che siamo. Ci troviamo davanti all’altro, davanti alla sua fragilità e alla sua debolezza e possiamo decidere cosa fare: prendercene cura o fare finta di niente. Un sacerdote e un levita scendono per quella medesima strada. Sono persone che prestano servizio nel Tempio di Gerusalemme, che abitano nello spazio sacro. Eppure, la pratica del culto non porta automaticamente ad essere compassionevoli. Infatti, prima che una questione religiosa, la compassione è una questione di umanità! Prima di essere credenti, siamo chiamati a essere umani. (…) Ma ecco che arriva qualcuno che effettivamente è capace di fermarsi: è un samaritano, uno quindi che appartiene a un popolo disprezzato (cfr 2Re 17). Nel suo caso, il testo non precisa la direzione, ma dice solo che era in viaggio. La religiosità qui non c’entra. Questo samaritano si ferma semplicemente perché è un uomo davanti a un altro uomo che ha bisogno di aiuto. (…) Quando anche noi saremo capaci di interrompere il nostro viaggio e di avere compassione? Quando avremo capito che quell’uomo ferito lungo la strada rappresenta ognuno di noi. E allora la memoria di tutte le volte in cui Gesù si è fermato per prendersi cura di noi ci renderà più capaci di compassione. (Leone XIV - Udienza generale, 28 maggio 2025)

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  3. FAUSTI – Il comando dell'amore è il cardine dell'Antico e del Nuovo Testamento. Definisce la verità dell'uomo, nella sua relazione con Dio, con gli altri e con se stesso.
    Tutto il mondo non vale un atto di amore, come tutte le brocche d'acqua non valgono la sorgente da cui sono state attinte. Chi ama, raggiunge il fine.
    La parabola del Samaritano è una miniatura di quel volto di Dio rivelato nell'Antico Testamento che Gesù riflette pienamente nel Suo: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”.(14,9)
    E' rivolta al legista, perché veda l'amore Padre/Figlio aperto ai piccoli.
    Egli è uno che, tutto teso nello sforzo di amare Dio e il prossimo, giustamente si chiede :” Ma , a me, chi vuole bene?”. Per l'uomo, infatti, prima dell'amare, viene l'essere amato : di amore si muore, di essere amato si vive!
    Se l'amore di Dio e del prossimo è il cammino della vita, l'uomo non lo percorre se non in senso inverso, proprio perché non si sente amato. La Legge dell'amore, buona in sé, non fa che evidenziare il suo fallimento. La via della salvezza diventa per lui condanna a morte!
    Ordinando :”Va' e anche tu fa' lo stesso”, Gesù non ribadisce una legge impossibile. Sarebbe una beffa, non una risposta alla domanda : “Che fare per ereditare la vita?”.
    Fa invece un annuncio evangelico : in Lui, il samaritano, Dio si è preso cura di me e mi ha amato : perché anch'io, guarito dal mio male, possa amare Lui con tutto il cuore e i fratelli come me stesso.
    Il legista, che ha risposto esattamente su ciò che “è scritto” , è ora chiamato a “leggere” che quanto è scritto si va compiendo sotto i suoi occhi e nei suoi orecchi mentre ascolta Gesù.
    C'è Uno bollato come samaritano, perché accogliendo i peccatori, trasgredisce tutta la Legge.
    Costui , che va oltre ogni limite per farsi vicino all'uomo, rivela in realtà l'amore del Padre.
    - Io scendo da Gerusalemme a Gerico e mi nascondo lontano da Dio , Lui mi “vede” da lontano, fossi anche all'estremità della terra (Sl 139,1-12).
    Io fuggo da Lui . Lui mi viene incontro in ogni abbandono, fino a dire sulla croce:”Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”(Mc 15,34).
    Io sono incappato nei briganti ; Lui finì per me tra i malfattori.
    Io sono stato spogliato della sua immagine; la sua nudità mi ha rivestito.
    Io sono stato coperto di percosse ; dalle sue piaghe sono stato guarito ( 1 Pt 2,25).
    Io sono stato abbandonato mezzo morto ; il suo abbandono totale nella morte, mi ha dato la vita.
    Io ho lasciato il Padre, perdendo la vita, Lui me l'ha ridonata, consegnandosi al Padre.
    Egli è sceso, ha visto (Es 3.7), si è commosso, mi si è fatto vicino e ha fasciato le ferite del mio cuore , perché è Grazia e Misericordia.
    E' il mio Dio che mi ama di Amore Eterno (Ger 31,3). Ora anch'io posso riamarlo di tutto cuore, unirmi a Lui e diventare una cosa sola con Lui. E perché nessuna briciola d'amore venisse sottratta all'uomo che Egli ama, si è identificato con chi è nel bisogno estremo , così che amando l'ultimo, abbraccio assieme Lui e ogni uomo.
    Per questo Tu, Pane di Vita, ti sei fatto fame per nutrirci nel cammino;
    Tu, acqua viva, ti sei fatto sete, per dissetarci nel deserto ;
    Tu, accoglienza, ti sei fatto esule per ospitarci nella fuga ,
    Tu, Gloria, ti sei fatto nudità per rivestirci nella vergogna ;
    Tu, forza, ti sei fatto debolezza, per visitarci nella malattia ;
    Tu, Figlio, ti sei fatto schiavo per liberarci dalle catene ;
    Tu, giusto, ti sei fatto condannare per inchiodare la nostra condanna e vincere in Te ogni inimicizia.
    Sulla croce, albero della verità, hai voluto farti tutto ciò che noi siamo e non vogliamo essere, per darci il tuo regno che avevamo rifiutato sull'albero della menzogna.
    Hai chiuso così nelle tue braccia aperte ogni lontananza e hai compiuto la tua missione di Figlio :
    offrire a tutti i fratelli la Misericordia del Padre.

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  4. CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA
    ispirata da Gesù a S. Sr Faustina
    Sulla corona del rosario.
    All’inizio : Padre Nostro, Ave Maria , Credo
    Sui grani del Padre Nostro :
    ETERNO PADRE, IO TI OFFRO IL CORPO E IL SANGUE , L’ANIMA E LA DIVINITA’ DEL TUO DILETTISSIMO FIGLIO E NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO IN ESPIAZIONE DEI NOSTRI PECCATI E DI QUELLI DEL MONDO INTERO.
    Sui grani dell’Ave Maria :
    PER LA SUA DOLOROSA PASSIONE, ABBI MISERICORDIA DI NOI E DEL MONDO INTERO.
    Alla fine (tre volte)
    SANTO DIO, SANTO FORTE, SANTO IMMORTALE ;
    ABBI PIETA’ DI NOI E DEL MONDO INTERO

    Il 22 febbraio 1931 Gesù apparve a S. Faustina nel convento di Plok
    ( Polonia ), affidandole il messaggio sul culto alla Divina Misericordia.
    “ La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù, vestito di una veste bianca: un a mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi ,rosso l’uno e l’altro pallido. Dopo un istante Gesù mi disse :

    ”DIPINGI UN’IMMAGINE SECONDO IL MODELLO CHE VEDI, CON SOTTO SCRITTO : GESU’ CONFIDO IN TE!
    Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima , che venererà questa
    immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come mia propria gloria. Gesù in seguito le chiese l’istituzione della
    FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA, ”Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Misericordia...in quel giorno sono aperte le viscere della mia Misericordia....riverserò un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della mia Misericordia.

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