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lunedì 14 settembre 2026

MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA


 

8 commenti:

  1. Antifona
    Simeone disse a Maria:
    «Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele
    e come segno di contraddizione, e anche a te una spada trafiggerà l’anima». (Lc 2,34-35)

    Colletta
    O Padre, che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce,
    hai voluto presente sua Madre, a lui unita nel dolore,
    fa’ che la tua Chiesa,
    resa con lei partecipe della passione di Cristo,
    giunga alla gloria della risurrezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.
    Dalla lettera agli Ebrei
    Eb 5,7-9

    Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
    Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 30 (31)

    R. Salvami, Signore, per la tua misericordia.

    In te, Signore, mi sono rifugiato,
    mai sarò deluso;
    difendimi per la tua giustizia.
    Tendi a me il tuo orecchio. R.

    Vieni presto a liberarmi.
    Sii per me una roccia di rifugio,
    un luogo fortificato che mi salva.
    Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
    per il tuo nome guidami e conducimi. R.

    Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
    perché sei tu la mia difesa.
    Alle tue mani affido il mio spirito;
    tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. R.

    Ma io confido in te, Signore;
    dico: «Tu sei il mio Dio,
    i miei giorni sono nelle tue mani».
    Liberami dalla mano dei miei nemici
    e dai miei persecutori. R.

    Quanto è grande la tua bontà, Signore!
    La riservi per coloro che ti temono,
    la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
    a chi in te si rifugia. R.

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    Risposte
    1. Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Beata la Vergine Maria,
      perché senza morire meritò, sotto la croce del Signore,
      la palma del martirio.

      Alleluia.


      Vangelo
      Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
      Dal Vangelo secondo Giovanni
      Gv 19,25-27

      In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
      Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

      Parola del Signore.

      Le Parole dei Papi
      Giovanni, unico dei Dodici presente al Calvario, ha visto e ha testimoniato che sotto la croce, insieme alle altre donne, c’era la madre di Gesù (v. 25). E ha sentito con le sue orecchie le ultime parole del Maestro, tra le quali queste: «Donna, ecco tuo figlio!», e poi, rivolte a lui: «Ecco tua madre!» (v. 26-27). La maternità di Maria attraverso il mistero della Croce ha fatto un salto impensabile: la madre di Gesù è diventata la nuova Eva, perché il Figlio l’ha associata alla sua morte redentrice, fonte di vita nuova ed eterna per ogni uomo che viene a questo mondo. La fecondità della Chiesa è la stessa fecondità di Maria; e si realizza nell’esistenza dei suoi membri nella misura in cui essi rivivono, “in piccolo”, ciò che ha vissuto la Madre, cioè amano secondo l’amore di Gesù. Tutta la fecondità della Chiesa dipende dalla Croce di Cristo. (Leone XIV – Giubileo della Santa Sede, 9 luglio 2025)

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    2. Giovanni, unico dei Dodici presente al Calvario, ha visto e ha testimoniato che sotto la croce, insieme alle altre donne, c’era la madre di Gesù (v. 25). E ha sentito con le sue orecchie le ultime parole del Maestro, tra le quali queste: «Donna, ecco tuo figlio!», e poi, rivolte a lui: «Ecco tua madre!» (v. 26-27). La maternità di Maria attraverso il mistero della Croce ha fatto un salto impensabile: la madre di Gesù è diventata la nuova Eva, perché il Figlio l’ha associata alla sua morte redentrice, fonte di vita nuova ed eterna per ogni uomo che viene a questo mondo. (…) La fecondità della Chiesa è la stessa fecondità di Maria; e si realizza nell’esistenza dei suoi membri nella misura in cui essi rivivono, “in piccolo”, ciò che ha vissuto la Madre, cioè amano secondo l’amore di Gesù. Tutta la fecondità della Chiesa (…) dipende dalla Croce di Cristo. Altrimenti è apparenza, se non peggio. Ha scritto un grande teologo contemporaneo: «Se la Chiesa è l’albero cresciuto dal piccolo granello di senapa della croce, quest’albero è destinato a produrre a sua volta granelli di senapa, e quindi frutti che ripetono la forma della croce, perché proprio alla croce devono la loro esistenza» (H.U. von Balthasar, Cordula ovverosia il caso serio, Brescia 1969, 45-46). (Leone XIV - Omelia nella Santa Messa in occasione del Giubileo della Santa Sede, 9 giugno 2025)

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    3. Nel momento stesso in cui consumava il suo sacrificio, Gesù disse alla madre quelle fondamentali parole: “Donna, ecco tuo figlio”, e al discepolo: “Ecco tua madre” (Gv 19, 26-27). E l’Evangelista annota che, dopo averle pronunciate, Gesù fu consapevole che tutto era compiuto. Il dono della Madre era il dono finale che egli accordava all’umanità come frutto del suo sacrificio.
      Si tratta dunque di un gesto che vuole coronare l’opera redentrice. Chiedendo a Maria di trattare il discepolo prediletto come suo figlio, Gesù l’invita ad accettare il sacrificio della sua morte, e, come prezzo di tale accettazione, l’invita ad assumere una nuova maternità. […] Inoltre dando a questa maternità una forma individuale, Gesù manifesta la volontà di fare di Maria non semplicemente la madre dell’insieme dei suoi discepoli, ma di ciascuno di loro in particolare, come se fosse il solo suo figlio, che tiene il posto del suo unico Figlio.
      (San Giovanni Paolo II – Udienza generale, mercoledì 11 maggio 1983)

      - Dio non ha fatto a meno della Madre: a maggior ragione ne abbiamo bisogno noi. Gesù stesso ce l’ha data, non in un momento qualsiasi, ma dalla croce: «Ecco tua madre!» (Gv 19,27) ha detto al discepolo, ad ogni discepolo. La Madonna non è un optional: va accolta nella vita. È la Regina della pace, che vince il male e conduce sulle vie del bene, che riporta l’unità tra i figli, che educa alla compassione. Prendici per mano, Maria. Aggrappati a te supereremo i tornanti più angusti della storia. Portaci per mano a riscoprire i legami che ci uniscono. Radunaci insieme sotto il tuo manto, nella tenerezza dell’amore vero, dove si ricostituisce la famiglia umana.
      ( FRANCESCO Omelia nella Messa nella Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio, 1 gennaio 2019)

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  2. Maria donna coraggiosa

    Don Tonino Bello

    Santa Maria, donna coraggiosa, alcuni anni fa in una celebre omelia pronunciata a Zapopan nel Messico, Giovanni Paolo II ha scolpito il monumento più bello che il magistero della Chiesa abbia mai elevato alla tua umana fierezza, quando disse che tu ti presenti come modello «per coloro che non accettano passivamente le avverse circostanze della vita personale e sociale, né sono vittime dell'alienazione».

    Dunque, tu non ti sei rassegnata a subire l'esistenza. Hai combattuto. Hai affrontato gli ostacoli a viso aperto. Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata dinanzi alle ingiustizie sociali del tuo tempo. Non sei stata, cioè, quella donna tutta casa e chiesa che certe immagini devozionali vorrebbero farci passare. Sei scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli, con la consapevolezza che i tuoi privilegi di Madre di Dio non ti avrebbero offerto isole pedonali capaci di preservarti dal traffico violento della vita.

    Perciò, Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un po' della tua fortezza. Nel nome di Dio, vendicatore dei poveri, alimenta i moti di ribellione di chi si vede calpestato nella sua dignità. Alleggerisci le pene di tutte le vittime dei soprusi. E conforta il pianto nascosto di tante donne che, nell'intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio.

    Ma ispira anche la protesta delle madri lacerate negli affetti dai sistemi di forza e dalle ideologie di potere. Tu, simbolo delle donne irriducibili alla logica della violenza, guida i passi delle "madri-coraggio" perché scuotano l'omertà di tanti complici silenzi. Scendi in tutte le "piazze di maggio" del mondo per confortare coloro che piangono i figli desaparecidos. E quando suona la diana di guerra, convoca tutte le figlie di Eva perché si mettano sulla porta di casa e impediscano ai loro uomini di uscire, armati come Caino, ad ammazzare il fratello.

    Santa Maria, donna coraggiosa, tu che sul Calvario, pur senza morire hai conquistato la palma del martirio, rincuoraci col tuo esempio a non lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a portare il fardello delle tribolazioni quotidiane, non con l'anima dei disperati, ma con la serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla finita perché non ce la facciamo più, mettiti accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi. Ripetici parole di speranza.

    E allora, confortati dal tuo respiro, ti invocheremo con la preghiera più antica che sia stata scritta in tuo onore: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta». Così sia.

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  3. FAUSTI - “Donna, ecco il tuo Figlio / ecco la tua Madre” Sono le ultime parole che Gesù rivolge alla Madre e al discepolo amato. Il Re della Gloria continua il “Suo giudizio”: ai crocifissori dona le vesti, alla Madre il discepolo e al discepolo la Madre.
    “Dopo questo” sa che tutto è compiuto :porta a termine la Sua missione di Figlio, consegnerà lo Spirito.
    Gli altri vangeli guardano ciò che avviene in croce di riflesso, nelle reazioni degli spettatori. Tranne che nel Suo duplice grido prima di spirare, Gesù è contemplato indirettamente attraverso le parole dei presenti. Giovanni, invece, con un rapido susseguirsi di scene, punta direttamente l'occhio sulla Gloria : osa fissare faccia a faccia la luce del mondo.
    Il linguaggio ,sobrio ed essenziale , non tradisce emozioni . In poche parole presenta realtà così grandi che , di fronte ad esse, tutto tace. Davanti al sublime c'è solo estasi, silenzio di panico coinvolgimento.
    Le ultime tre icone riportano brevi istanti dove la durata del racconto tende a corrispondere a quella del fatto . Tempo narrante e tempo narrato coincidono in tempo reale. In questo modo si ottiene l'effetto di far partecipare il lettore all'evento. Questi è presente alla scena, immerso in un tempo senza tempo : tocca l'Eterno, vede l'Invisibile , si inabissa nella Gloria.
    In effetti la Parola, ogni Parola, è come una finestra : non guardi lei, ma attraverso di lei.
    Allora ti apri all'Altro ; e l'Altro si apre a te . Esiste per te e tu per lui , entra in te e tu in Lui, fa parte di te e tu di Lui. Si può dire che, come nel “linguaggio di Adamo” , nella singola parola eccheggia il tutto. Questa narrazione, posta al centro delle cinque che rappresentano ciò che avviene sulla croce, è splendida, e, nell'economia di Giovanni, ha un valore definitivo.
    In essa sono ripresi e risuonano insieme , in pienezza armonica, i temi del Vangelo : è “L'ora” verso la quale tutto tendeva , l'ora della luce, che raggiunge e illumina l'universo.
    Il racconto è un pozzo inesauribile, con la profondità del mistero che presenta. Nei Vangeli le persone sono sempre anche “personaggi” , figure tipiche nelle quali ognuno si riconosce.
    A livello storico la madre di Gesù e le altre donne sono le persone che amano Gesù , mentre il discepolo è la persona che sa di essere amata da Gesù.
    A livello simbolico generale , madre e donne da una parte e discepolo amato dall'altra sono rispettivamente figura dell'amore dato e dell'amore ricevuto La Madre con le sue compagne , rappresenta chiunque dà amore.Questi è innanzitutto il Padre nei confronti del Figlio, poi Dio nei confronti dell'universo, il Figlio nei confronti dei fratelli, Gesù nei confronti del discepolo, Israele nei confronti della Chiesa , e così via fino alla più piccola delle creature : chiunque riceve amore è immagine del Figlio, amore amato.
    Ma di amore dato si muore e di amore ricevuto si soffoca : si vive solo quando l'amore amante è amato e l'amore amato è a sua volta amante.
    Questo amore corrisposto che “circola” tra Padre e Figlio è lo Spirito Santo, danza di Dio e vita di quanto esiste. Gesù, amore amato, è amante del Padre e dei fratelli : ha la pienezza dello Spirito.
    Ora che se ne va, per chi Lo ama e per chi è da Lui amato, è l'ora della separazione.
    Per questo, prima di andarsene, si prende cura di loro.
    Affidando il discepolo alla Madre, la Madre ha chi amare e il discepolo chi lo ama;
    affidando la Madre al discepolo, la Madre ha chi la ama e il discepolo ha chi amare.
    Così compie la Sua opera di Figlio . Comunica ai fratelli il Suo Spirito , Amore amante e amato, perfettamente corrisposto.

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    1. ---->A livello simbolico specifico, Maria di Nazareth , chiamata donna, è la sposa, l'Israele che attende lo Sposo. Ora che è venuto, diventa Madre e genera l'Uomo nuovo, il popolo messianico, la Chiesa. Inoltre Maria, in quanto Madre del Figlio e dei Suoi fratelli, è segno dell'unità realizzata dalla croce,
      che abbraccia insieme il popolo dell'antica e nuova Alleanza , aperta a tutti.
      Infine , in quanto donna, è la Sposa, la figlia di Sion, il popolo della promessa che attende il suo Signore. Ora che è venuto, gli genera il popolo messianico.
      Concludendo possiamo dire che Maria, oltre che figura universale di chi ama, -correlativa al discepolo, figura di chi è amato - , rappresenta Israele, donna/sposa del Signore, che diventa Madre del Messia e del Suo popolo . è insieme compimento di Israele e principio della Chiesa.
      Israele riconosce la Chiesa come sua figlia e la Chiesa riconosce Israele come sua madre.
      C'è continuità e unità tra Antica e nuova Alleanza come tra Madre e Figlio : sono “uno” nel reciproco amore.

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  4. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2024/08/salmo-31-30-dall-afflizione-alla-gioia.html
    https://salmiognigiorno.blogspot.com/2024/08/psalm-31-30-from-affliction-to-joy-b-c-d.html
    https://salmiognigiorno.blogspot.com/2024/08/psaume-31-30-de-laffliction-la-joie-b-c.html

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