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venerdì 14 agosto 2026

MARIA SANTISSIMA ASSUNTA IN CIELO


 

6 commenti:

  1. LETTURA DEL GIORNO
    Prima Lettura

    Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
    Ap 11,19a; 12,1–6a.10ab

    Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
    Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
    Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
    Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
    Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
    Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
    «Ora si è compiuta
    la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
    e la potenza del suo Cristo».

    SALMO 44


    Figlie di re stanno tra le tue predilette;
    alla tua destra la regina in ori di Ofir.
    11 Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio,
    dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
    12 al re piacerà la tua bellezza.
    Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.
    13 Da Tiro vengono portando doni,
    i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.
    14 La figlia del re è tutta splendore,
    gemme e tessuto d'oro è il suo vestito.
    15 È presentata al re in preziosi ricami;
    con lei le vergini compagne a te sono condotte;
    16 guidate in gioia ed esultanza
    entrano insieme nel palazzo del re.


    Seconda Lettura

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
    1Cor 15,20–27a

    Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
    Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
    È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.

    VANGELO DEL GIORNO
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 1,39-56

    In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
    Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
    Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
    Allora Maria disse:
    «L’anima mia magnifica il Signore
    e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
    perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
    D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
    Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
    e Santo è il suo nome;
    di generazione in generazione la sua misericordia
    per quelli che lo temono.
    Ha spiegato la potenza del suo braccio,
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
    ha rovesciato i potenti dai troni,
    ha innalzato gli umili;
    ha ricolmato di beni gli affamati,
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.
    Ha soccorso Israele, suo servo,
    ricordandosi della sua misericordia,
    come aveva detto ai nostri padri,
    per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
    Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

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  2. PAROLE DEI PAPI
    P. BENEDETTO XVI (15 ag. 2011)- In Maria, madre di Gesù Cristo figlio
    di Dio, noi oggi celebriamo il compimento della nostra salvezza, quello che
    verrà anzi è già avviato nel BATTESIMO e si compirà pienamente al
    termine della nostra esistenza terrena, uniti a Gesù Cristo, partecipando con
    Cristo alla sua gloria eterna, conclusa la nostra esistenza terrena nel
    generoso servizio dei fratelli, nella docile sequela di Cristo ... Maria
    esempio e modello per tutti ci indica la meta ultima che ci attende al termine
    della lotta quotidiana contro il male, come ci ricorda la visione
    dell’Apocalisse (11,19a; 12,1-6a.10ab) che la Liturgia ci proporrà domani
    nella prima lettura ... Noi oggi celebriamo “il pieno compimento del
    mistero pasquale di Cristo in MARIA Vergine madre: anzi la realizzazione
    di tale mistero in maniera del tutto unica, perché in maniera del tutto unica
    ella ha collaborato al suo compiersi. Infatti, se tutta la vita dell’umile
    Vergine di Nazareth è inscindibile dal mistero di Cristo, ella - per divina
    disposizione - è stata particolarmente inserita nel cuore stesso del mistero
    pasquale del Figlio per la sua divina maternità. Se, dunque, Maria fu
    indissolubilmente associata alla passione-morte del suo Figlio, perché non
    lo dovrebbe essere stata anche alla sua risurrezione? La ‘lieta notizia’ di
    Cristo risorto non può non implicare per la CHIESA anche la ‘certezza’
    della madre sua glorificata: subito e completamente, come il Figlio!
    L’ASSUNZIONE della Vergine in anima e corpo altro non è che il riverbero
    della risurrezione di Cristo capo sul membro più eminente del suo corpo. La
    pre-redenta è anche la pre-risorta: dopo Cristo e prima di noi! [...] “piena
    configurazione” a Cristo risorto e glorioso [...] anzitutto in dipendenza della
    risurrezione - inaugurale e fontale – di Lui e quindi in stretta
    connessione con tutti noi i credenti” . Subordinazione a Cristo e
    quindi solidarietà con noi uniti a Cristo, che danno la misura, il limite e nello
    stesso tempo il valore esemplare della situazione della Theotékos [Madre di
    Dio]” nella fede .... sostenuti dalla preghiera come oggi la
    Chiesa propone a tutti noi credenti. “O Dio, che volgendo lo sguardo
    all’umiltà della beata Vergine Maria l’hai innalzata alla sublime dignità
    di Madre del tuo Figlio unigenito fatto uomo e oggi l’hai coronata di
    gloria incomparabile, per sua intercessione fa’ che, salvati per il mistero
    della tua redenzione, possiamo essere da te innalzati alla gloria del cielo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo”

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    Risposte
    1. Abbiamo sentito il Canto di Maria, il Magnificat: è il cantico della speranza, è il cantico del Popolo di Dio in cammino nella storia. E’ il cantico di tanti santi e sante, alcuni noti, altri, moltissimi, ignoti, ma ben conosciuti a Dio: mamme, papà, catechisti, missionari, preti, suore, giovani, anche bambini, nonni, nonne: questi hanno affrontato la lotta della vita portando nel cuore la speranza dei piccoli e degli umili. Maria dice: «L’anima mia magnifica il Signore» - anche oggi canta questo la Chiesa e lo canta in ogni parte del mondo.
      ( P. FRANCESCO Santa Messa nella solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, 15 agosto 2013)

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  3. - La liturgia di questa festa dell’Assunta ci ha proposto il brano evangelico della Visitazione. San Luca trasmette in questa pagina la memoria di un momento cruciale nella vocazione di Maria. (…) Il Magnificat, che il Vangelo pone sulle labbra della giovane Maria, ora sprigiona la luce di tutti i suoi giorni. Un singolo giorno, quello dell’incontro con la cugina Elisabetta, contiene il segreto di ogni altro giorno, di ogni altra stagione. E le parole non bastano: occorre un canto, che nella Chiesa continua a essere cantato, «di generazione in generazione» (Lc 1,50), al tramonto di ogni giornata. (…) Il canto di Maria, il suo Magnificat, rafforza nella speranza gli umili, gli affamati, i servi operosi di Dio. Sono le donne e gli uomini delle Beatitudini, che ancora nella tribolazione già vedono l’invisibile: i potenti rovesciati dai troni, i ricchi a mani vuote, le promesse di Dio realizzate. Si tratta di esperienze che, in ogni comunità cristiana, dobbiamo tutti poter dire di aver vissuto. Sembrano impossibili, ma la Parola di Dio ancora viene alla luce. Quando nascono i legami con cui opponiamo al male il bene, alla morte la vita, allora vediamo che nulla è impossibile con Dio (cfr Lc 1,37).
    (Papa Leone XIV, Omelia, 15 agosto 2025)

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  4. FAUSTI – IL MAGNIFICAT , con il quale la Chiesa conclude ogni giorno i Vespri, è il canto di coloro che hanno sperimentato “oggi” la salvezza. E' un cantico di lode, sul tipo di quello di Anna (1Sam 2) , che vede la realizzazione della promessa. Esprime la beatitudine di chi ha riconosciuto l'azione di Dio in suo favore , prorompe dal cuore di chi ha accolto il suo Signore.
    E' un inno personale e insieme universale e cosmico.
    Maria è la bocca della figlia di Sion, di tutta l'umanità e dell'intera creazione che vede compiersi la promessa di Dio, più grande di ogni fama (Sl 138,2).
    E' il Canto nuovo che prorompe dall'uomo nuovo.
    L'azione di Dio culmina nel canto dell'uomo. Perché canta chi ama e l'amore riposa solo quando è amato.
    Il termine di tutta la storia sarà un canto di gioia senza fine.
    Questo canto, anticipato da Maria, è il frutto maturo dell' ascolto di fede, in cui si svela compiutamente il senso della creazione e della storia.
    Il Magnificat è un compendio di storia di salvezza , che descrive l'azione di Dio – esatto contrappunto di quella umana – attraverso un centone di citazioni e allusioni bibliche.
    La prima parte è il rendimento di grazie di Maria per ciò che Dio ha compiuto in Lei.
    La seconda parte estende a tutti gli uomini l'azione che Dio in Lei ha compiuto, descritta con sette affermazioni.
    Il Canto di Maria, occasionato dalla beatitudine proclamata da Elisabetta, ha la stessa melodia delle Beatitudini (Lc 6, 20-26).

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  5. MARIA, DONNA DEI NOSTRI GIORNI – D. TONINO BELLO
    Maria, pur consapevole del suo sovrumano destino, non ha mai voluto vivere nei quartieri alti.
    Non si è mai costruita piedistalli di gloria. E ha sempre rifiutato le nicchie che potessero impedirle
    la gioia di vivere a piano terra con la gente comune.
    Si è però, riservata una specola altissima, questo sì, da cui contemplare non solo
    il senso ultimo della sua vicenda umana, ma anche le traiettorie lunghe della tenerezza di Dio.
    Ci sono due punti strategici, nella vita di Maria, che ci danno la conferma di come lei fosse inquilina
    abituale di quel piano superiore che lo Spirito Santo l'aveva chiamata ad abitare : l'altura del Magnificat e l'altare del Golgota.
    Da quell'altura ella spinge lo sguardo fino agli estremi confini del tempo.
    E cogliendo il distendersi della misericordia di Dio di generazione in generazione,
    ci offre la più organica lettura che si conosca nella storia della salvezza.
    Da quell'altare Ella spinge lo sguardo fino agli estremi confini dello spazio.
    E, stringendo il mondo in un unico abbraccio, ci offre la più sicura garanzia che gli angoli sfiorati
    dai suoi occhi materni saranno raggiunti anche dallo Spirito, sgorgato dal fianco di Cristo.

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