Antifona I più ricchi del popolo cercano il tuo favore, vergine Regina; con te le giovani compagne al Re sono condotte in gioia ed esultanza. (Cf. Sal 44,13.15.16)
Colletta Perdona, o Padre, le colpe dei tuoi servi, e poiché non possiamo piacere a te con le nostre opere, salvaci per l’intercessione della Madre del Figlio tuo e nostro Signore. Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura Ti ho amato di amore eterno. Dal libro del profeta Geremìa Ger 31,1-7
«In quel tempo – oracolo del Signore – io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele ed esse saranno il mio popolo. Così dice il Signore: Ha trovato grazia nel deserto un popolo scampato alla spada; Israele si avvia a una dimora di pace». Da lontano mi è apparso il Signore: «Ti ho amato di amore eterno, per questo continuo a esserti fedele. Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine d’Israele. Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli e avanzerai danzando tra gente in festa. Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa; dopo aver piantato, i piantatori raccoglieranno. Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno sulla montagna di Èfraim: “Su, saliamo a Sion, andiamo dal Signore, nostro Dio”. Poiché dice il Signore: Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: “Il Signore ha salvato il suo popolo, il resto d’Israele”».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Ger 31,10-13
R. Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.
Ascoltate, genti, la parola del Signore, annunciatela alle isole più lontane e dite: «Chi ha disperso Israele lo raduna e lo custodisce come un pastore il suo gregge». R.
Perché il Signore ha riscattato Giacobbe, lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui. Verranno e canteranno inni sull'altura di Sion, andranno insieme verso i beni del Signore. R.
La vergine allora gioirà danzando e insieme i giovani e i vecchi. «Cambierò il loro lutto in gioia, li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni». R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi, e Dio ha visitato il suo popolo. (Lc 7,16)
Alleluia.
Vangelo Donna, grande è la tua fede! Dal Vangelo secondo Matteo Mt 15,21-28
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
PAROLE DEI PAPI La forza interiore di questa donna, che permette di superare ogni ostacolo, va ricercata nel suo amore materno e nella fiducia che Gesù può esaudire la sua richiesta. Questa umile donna viene indicata da Gesù come esempio di fede incrollabile. La sua insistenza nell’invocare l’intervento di Cristo è per noi stimolo a non scoraggiarci, a non disperare quando siamo oppressi dalle dure prove della vita. Il Signore non si volta dall’altra parte davanti alle nostre necessità e, se a volte sembra insensibile alle richieste di aiuto, è per mettere alla prova e irrobustire la nostra fede. Noi dobbiamo continuare a gridare come questa donna: “Signore, aiutami! Signore, aiutami!”. Così, con perseveranza e coraggio. Egli può aiutarci a ritrovare la via, quando abbiamo smarrito la bussola del nostro cammino; quando la strada non appare più pianeggiante ma aspra e ardua; quando è faticoso essere fedeli ai nostri impegni. Affidiamoci allo Spirito Santo affinché Lui ci aiuti a perseverare nella fede. (FRANCESCO Angelus, 20 agosto 2017) Con queste parole questa madre dimostra di avere intuito che la bontà del Dio Altissimo, presente in Gesù, è aperta ad ogni necessità delle sue creature. Questa saggezza piena di fiducia colpisce il cuore di Gesù e gli strappa parole di ammirazione: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri” (v. 28). Quale è la fede grande? La fede grande è quella che porta la propria storia, segnata anche dalle ferite, ai piedi del Signore domandando a Lui di guarirla, di darle un senso. ( FRANCESCO Angelus, 16 agosto 2020) Guardiamo alla fede della donna, che il Signore loda, dicendo che è «grande» (v. 28). Ai discepoli sembra grande solo la sua insistenza, ma Gesù vede la fede. Se ci pensiamo, quella donna straniera probabilmente conosceva poco, o per nulla, le leggi e i precetti religiosi di Israele. In che consiste allora la sua fede? La donna non è ricca di concetti, ma di fatti: la Cananea si avvicina, si prostra, insiste, intrattiene un dialogo serrato con Gesù, supera ogni ostacolo pur di parlargli. Ecco la concretezza della fede, che non è un’etichetta religiosa, ma un rapporto personale con il Signore. Quante volte si cade nella tentazione di confondere la fede con un’etichetta! La fede della donna non è fatta di galateo teologico, ma di insistenza: bussa alla porta, bussa, bussa; non è fatta di parole, ma di preghiera. E Dio non resiste quando è pregato. Perciò ha detto: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Francesco - Angelus, 20 agosto 2023)
FAUSTI – Gesù esce dal luogo dove i farisei e gli scribi onorano il Signore con le labbra, ma con il cuore lontano da Lui. Si ritira in zona pagana, verso Tiro e Sidone. E' un'allusione al passaggio della salvezza ai pagani. Se il rifiuto da parte del popolo fu salvezza per tutte le genti, cosa sarà mai quando tutto Israele accoglierà il suo Messia? “Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione , se non una risurrezione dai morti?” (Rm 11,15). Questa donna è immagine della nostra chiesa, che proviene dal paganesimo : partecipa alla promessa di Abramo mediante a fede. La fede agisce a distanza, anche in assenza di Gesù. E' la nostra condizione : dopo la Sua Missione a Israele, Lui è assente, ma la Sua stessa forza opera in coloro che per primi hanno veduto e creduto, e continua anche in quanti, pur non avendo visto, credono. Solo la fede dà accesso al pane dei figli, sia per Israele che per i pagani, sia per chi ha visto, sia per chi non ha visto. La donna cananea non pretende e non accampa diritti : chiede il dono a Colui che è tutto e solo Dono, riconoscendo in Lui il Signore e il Messia. Lo riconosce come Figlio di Davide secondo la carne e come Signore, Figlio di Dio secondo lo Spirito e ne invoca la salvezza. La sua figlia rappresenta tutti i figli di Adamo : preda della diffidenza sono invasati di menzogna, posseduti dal male. Gesù nella Sua Missione storica rispose solo ad Israele, che Lo attendeva. Forse meraviglia che Dio abbia parlato ad alcuni dei Suoi figli e non ad altri. Certo che Dio parla nel cuore di tutti. Ma, per parlare umanamente, ha assunto le condizioni del parlare umano, nel quale si parla a qualcuno per cui si è qualcuno.
Gesù limitò la Sua Missione all'Israele perduto. Sarà l' Israele rinnovato dal suo Signore a diventare luce per tutte le genti. Questa donna adora il Signore e chiede aiuto, nonostante il silenzio del Signore e la resistenza dei Suoi discepoli. Il dialogo tra Gesù e la donna riguarda “il pane dei figli” e a chi spetta. Matteo scrive per i giudei cristiani, per aprirli alla missione verso i pagani (28,20) . Inoltre vuol stimolare la gelosia di quei figli che ancora non accolgono quel pane del quale invece i pagani (cani..)per la loro fede si saziano. La distinzione cani/figli è quindi abbattuta dalla fede: già Abramo, Padre di Israele, era pagano e divenne erede della promessa e patriarca del nuovo popolo per la sua fede. “Quelli che hanno fede sono benedetti insieme ad Abramo che credette”, suoi figli son quelli che vengono dalla fede perché lui stesso ebbe fede in Dio, e gli fu accreditato a giustizia (Gal 3,9..). La fede di questa donna è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca ; è grande come quella del soldato pagano che suscita la meraviglia di Gesù. Per questa fede molti verranno da Oriente e da Occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe, sazi della beatitudine di chi mangia il pane del Regno (Lc 14,15). Il Signore è venuto in terra per fare la volontà di questa donna : la stessa del Padre dei cieli (6,10) , che vuol dare il Suo pane a tutti i Suoi figli. L 'ora della fede è anche quella della salvezza.
Alla domanda della donna toccherà rispondere proprio ai discepoli, non a Gesù, quando saranno inviati a tutte le genti. Questa donna richiama i dieci pagani che cercheranno di afferrare il mantello di un israelita (Zc 8,20...). Ma la cosa non è senza difficoltà. Pietro stesso ad Antiochia si ritirerà dai fratelli pagani per ipocrisia, ci vorrà un Paolo che gli resiste a viso aperto (Gal 2,11...) , con la stessa forza di questa donna. E' costante nella Chiesa la tentazione di “confiscare” il Signore, sottraendolo alle attese di chi Lo desidera. Ma escludere il fratello dall'eredità è rinnegare il proprio essere figlio. Gesù limitò la Sua Missione all'Israele perduto. Sarà l' Israele rinnovato dal suo Signore a diventare luce per tutte le genti. La missione universale di salvezza passa attraverso la carne d'Israele e del suo Messia.
Storia Il 5 agosto del 352, il giovane patrizio romano, Giovanni, corse da papa Liberio a raccontare il sogno e il Pontefice confessò di averne fatto uno identico. Recatisi all’Esquilino, trovarono la neve caduta nel corso della notte. Il Papa diede ordine di far erigere la Basilica di Santa Maria della Neve sul perimetro coperto dalla nevicata; le spese di costruzione vennero sostenute dallo stesso Giovanni. Nel V Secolo, sotto il pontificato di papa Sisto III, la Basilica venne ricostruita ed assunse il nome che porta ancora oggi: Santa Maria Maggiore, il più grande ed antico santuario mariano d’Occidente, detta anche Liberiana, in onore di papa Liberio. La basilica venne anche denominata S. Maria "ad praesepe", già prima del secolo VI, quando vi furono portate le tavole di un'antica mangiatoia che la devozione popolare identificò con quella che accolse il Bambino Gesù nella grotta di Betlemme. La celebrazione liturgica della dedicazione della basilica è entrata nel calendario romano soltanto nell'anno 1568. Il 5 agosto di ogni anno viene rievocato, attraverso una solenne Celebrazione, il "Miracolo della Nevicata": di fronte agli occhi commossi dei partecipanti una cascata di petali bianchi discende dal soffitto ammantando l'ipogeo e creando quasi un'unione ideale tra l'assemblea e la Madre di Dio.
Papa Francesco È questa la Basilica che vede il Pontefice recarsi, prima e dopo i suoi viaggi, per pregare davanti all’immagine della Vergine Salus Popoli Romani, salvezza del popolo romano, e a lei puntualmente affidare quanto porta nel cuore.
Benedetto XVI La Basilica, nella Cappella Borghese, custodisce l’antica immagine mariana con il titolo Salus populi Romani. “Secondo la tradizione è l’immagine che Gregorio Magno ha portato in processione per le vie di Roma nell’anno 590, quando la peste tormentava la città. Al termine della processione l’epidemia cessò, Roma era tornata di nuovo sana. Il nome dell’immagine vuole comunicarci proprio questo: da qui Roma, da qui gli uomini possono sempre ritrovare la salute. Da questa immagine, insieme giovane e veneranda, dai suoi occhi sapienti e benevoli, ci guarda la bontà materna di Dio”.
San Giovanni Paolo II “La Madre del Signore è sempre presente nel cammino-pellegrinaggio che la Chiesa di Cristo svolge nel tempo, ed è presente, altresì, nel pellegrinaggio interiore della fede in ogni anima. La Vergine, che più di ogni altra creatura ha partecipato, nella fede, al mistero di Cristo, sostenga con la sua intercessione il nostro cammino di fede; conforti chi cerca una fede più vera e profonda; riunisca in un vincolo di fraternità e di intesa i credenti in Cristo e in Dio. A tutti sia modello di totale adesione a Dio lei, la Vergine “beata perché ha creduto”, nel cui spirito si riflettono nel modo più profondo e più limpido le grandi opere del Signore”.
Testimonianza di MARIJA PAVLOVIC LUNETTI veggente di Medjugorje –
(…) La Madonna ci ha detto che il 5 di agosto era il suo compleanno e noi abbiamo deciso di ordinare una torta. Era il 1984 e la Madonna compiva 2000 anni, così abbiamo pensato di fare una torta bella grande. Nel gruppo di preghiera che si trovava in canonica eravamo 68, più il gruppo che si trovava sulla collina, in totale eravamo un centinaio. Abbiamo deciso di metterci tutti insieme per fare questa grande torta. Non so come abbiamo fatto a portarla tutta intera, fin sulla collina della croce! Abbiamo messo le candeline e c’erano tante rose di zucchero. La Madonna poi è apparsa e abbiamo cantato “tanti auguri a Te”. Poi alla fine ad Ivan è venuto spontaneo di offrire una rosa di zucchero alla Madonna. Lei l’ha presa, ha accettato i nostri auguri e ha pregato su di noi. Noi eravamo al settimo cielo. Eravamo però perplessi per quella rosa di zucchero e il giorno dopo alle cinque di mattina siamo andati sulla collina per cercare la rosa, pensando che la Madonna l’avesse buttata, ma non l’abbiamo più trovata. Così la nostra gioia era tanta, perché una rosa di zucchero la Madonna l’ha portata in cielo. Ivan era tutto fiero perché gli era venuta questa idea. Questo per dire che con Gesù e la Madonna potete sbizzarrirvi quanto volete. Tanti mi dicono: “Ma non è il 5 agosto il compleanno della Madonna? Allora perché si festeggia l’8 di settembre?” Io dico: festeggiamola due volte. Perché dobbiamo complicare la vita? Per la Madonna il compleanno possiamo festeggiarlo due volte. Durante il tempo di vacanza il 5 agosto lo possiamo festeggiare con gli amici. Ad esempio per un nostro amico che va con l’oratorio in montagna con 200 ragazzi, la festa più bella è quella. Lui fa scrivere le letterine di auguri alla Madonna. Durante l’anno si diverte da matti perché raccoglie tutti questi cesti con le letterine; pensava di bruciarle ma poi ha deciso di conservarle e quando ha momenti di tristezza, legge le letterine dei bambini e prova una grande gioia. Anche voi potete fare qualcosa di simile il 5 agosto con i vostri amici durante le vacanze per la Madonna. Noi abbiamo visto che la Madonna ci ha dato tante idee per poter fare festa con Lei.
Antifona
RispondiEliminaI più ricchi del popolo cercano il tuo favore,
vergine Regina;
con te le giovani compagne al Re sono condotte
in gioia ed esultanza. (Cf. Sal 44,13.15.16)
Colletta
Perdona, o Padre, le colpe dei tuoi servi,
e poiché non possiamo piacere a te con le nostre opere,
salvaci per l’intercessione della Madre
del Figlio tuo e nostro Signore.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura
Ti ho amato di amore eterno.
Dal libro del profeta Geremìa
Ger 31,1-7
«In quel tempo – oracolo del Signore –
io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore:
Ha trovato grazia nel deserto
un popolo scampato alla spada;
Israele si avvia a una dimora di pace».
Da lontano mi è apparso il Signore:
«Ti ho amato di amore eterno,
per questo continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata,
vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli
e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa;
dopo aver piantato, i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno
sulla montagna di Èfraim:
“Su, saliamo a Sion,
andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore:
Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Ger 31,10-13
R. Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.
Ascoltate, genti, la parola del Signore,
annunciatela alle isole più lontane e dite:
«Chi ha disperso Israele lo raduna
e lo custodisce come un pastore il suo gregge». R.
Perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui.
Verranno e canteranno inni sull'altura di Sion,
andranno insieme verso i beni del Signore. R.
La vergine allora gioirà danzando
e insieme i giovani e i vecchi.
«Cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo. (Lc 7,16)
Alleluia.
Vangelo
Donna, grande è la tua fede!
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,21-28
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore.
PAROLE DEI PAPI
RispondiEliminaLa forza interiore di questa donna, che permette di superare ogni ostacolo, va ricercata nel suo amore materno e nella fiducia che Gesù può esaudire la sua richiesta. Questa umile donna viene indicata da Gesù come esempio di fede incrollabile. La sua insistenza nell’invocare l’intervento di Cristo è per noi stimolo a non scoraggiarci, a non disperare quando siamo oppressi dalle dure prove della vita. Il Signore non si volta dall’altra parte davanti alle nostre necessità e, se a volte sembra insensibile alle richieste di aiuto, è per mettere alla prova e irrobustire la nostra fede. Noi dobbiamo continuare a gridare come questa donna: “Signore, aiutami! Signore, aiutami!”. Così, con perseveranza e coraggio. Egli può aiutarci a ritrovare la via, quando abbiamo smarrito la bussola del nostro cammino; quando la strada non appare più pianeggiante ma aspra e ardua; quando è faticoso essere fedeli ai nostri impegni. Affidiamoci allo Spirito Santo affinché Lui ci aiuti a perseverare nella fede.
(FRANCESCO Angelus, 20 agosto 2017)
Con queste parole questa madre dimostra di avere intuito che la bontà del Dio Altissimo, presente in Gesù, è aperta ad ogni necessità delle sue creature. Questa saggezza piena di fiducia colpisce il cuore di Gesù e gli strappa parole di ammirazione: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri” (v. 28). Quale è la fede grande? La fede grande è quella che porta la propria storia, segnata anche dalle ferite, ai piedi del Signore domandando a Lui di guarirla, di darle un senso. ( FRANCESCO Angelus, 16 agosto 2020)
Guardiamo alla fede della donna, che il Signore loda, dicendo che è «grande» (v. 28). Ai discepoli sembra grande solo la sua insistenza, ma Gesù vede la fede. Se ci pensiamo, quella donna straniera probabilmente conosceva poco, o per nulla, le leggi e i precetti religiosi di Israele. In che consiste allora la sua fede? La donna non è ricca di concetti, ma di fatti: la Cananea si avvicina, si prostra, insiste, intrattiene un dialogo serrato con Gesù, supera ogni ostacolo pur di parlargli. Ecco la concretezza della fede, che non è un’etichetta religiosa, ma un rapporto personale con il Signore. Quante volte si cade nella tentazione di confondere la fede con un’etichetta! La fede della donna non è fatta di galateo teologico, ma di insistenza: bussa alla porta, bussa, bussa; non è fatta di parole, ma di preghiera. E Dio non resiste quando è pregato. Perciò ha detto: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto»
(Francesco - Angelus, 20 agosto 2023)
RispondiEliminaFAUSTI – Gesù esce dal luogo dove i farisei e gli scribi onorano il Signore con le labbra, ma con il cuore lontano da Lui. Si ritira in zona pagana, verso Tiro e Sidone.
E' un'allusione al passaggio della salvezza ai pagani. Se il rifiuto da parte del popolo fu salvezza per tutte le genti, cosa sarà mai quando tutto Israele accoglierà il suo Messia?
“Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione , se non una risurrezione dai morti?” (Rm 11,15).
Questa donna è immagine della nostra chiesa, che proviene dal paganesimo : partecipa alla promessa di Abramo mediante a fede. La fede agisce a distanza, anche in assenza di Gesù.
E' la nostra condizione : dopo la Sua Missione a Israele, Lui è assente, ma la Sua stessa forza opera in coloro che per primi hanno veduto e creduto, e continua anche in quanti, pur non avendo visto, credono. Solo la fede dà accesso al pane dei figli, sia per Israele che per i pagani, sia per chi ha visto, sia per chi non ha visto.
La donna cananea non pretende e non accampa diritti : chiede il dono a Colui che è tutto e solo Dono, riconoscendo in Lui il Signore e il Messia. Lo riconosce come Figlio di Davide secondo la carne e come Signore, Figlio di Dio secondo lo Spirito e ne invoca la salvezza.
La sua figlia rappresenta tutti i figli di Adamo : preda della diffidenza sono invasati di menzogna, posseduti dal male.
Gesù nella Sua Missione storica rispose solo ad Israele, che Lo attendeva. Forse meraviglia che Dio abbia parlato ad alcuni dei Suoi figli e non ad altri. Certo che Dio parla nel cuore di tutti.
Ma, per parlare umanamente, ha assunto le condizioni del parlare umano, nel quale si parla a qualcuno per cui si è qualcuno.
Gesù limitò la Sua Missione all'Israele perduto. Sarà l' Israele rinnovato dal suo Signore a diventare luce per tutte le genti.
Questa donna adora il Signore e chiede aiuto, nonostante il silenzio del Signore e la resistenza dei Suoi discepoli.
Il dialogo tra Gesù e la donna riguarda “il pane dei figli” e a chi spetta.
Matteo scrive per i giudei cristiani, per aprirli alla missione verso i pagani (28,20) .
Inoltre vuol stimolare la gelosia di quei figli che ancora non accolgono quel pane del quale invece i pagani (cani..)per la loro fede si saziano. La distinzione cani/figli è quindi abbattuta dalla fede: già Abramo, Padre di Israele, era pagano e divenne erede della promessa e patriarca del nuovo popolo per la sua fede.
“Quelli che hanno fede sono benedetti insieme ad Abramo che credette”, suoi figli son quelli che vengono dalla fede perché lui stesso ebbe fede in Dio, e gli fu accreditato a giustizia (Gal 3,9..).
La fede di questa donna è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca ; è grande come quella del soldato pagano che suscita la meraviglia di Gesù.
Per questa fede molti verranno da Oriente e da Occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe, sazi della beatitudine di chi mangia il pane del Regno (Lc 14,15).
Il Signore è venuto in terra per fare la volontà di questa donna : la stessa del Padre dei cieli (6,10) , che vuol dare il Suo pane a tutti i Suoi figli.
L 'ora della fede è anche quella della salvezza.
Alla domanda della donna toccherà rispondere proprio ai discepoli, non a Gesù, quando saranno inviati a tutte le genti. Questa donna richiama i dieci pagani che cercheranno di afferrare il mantello di un israelita (Zc 8,20...). Ma la cosa non è senza difficoltà. Pietro stesso ad Antiochia si ritirerà dai fratelli pagani per ipocrisia, ci vorrà un Paolo che gli resiste a viso aperto (Gal 2,11...) , con la stessa forza di questa donna.
EliminaE' costante nella Chiesa la tentazione di “confiscare” il Signore, sottraendolo alle attese di chi Lo desidera. Ma escludere il fratello dall'eredità è rinnegare il proprio essere figlio.
Gesù limitò la Sua Missione all'Israele perduto. Sarà l' Israele rinnovato dal suo Signore a diventare luce per tutte le genti.
La missione universale di salvezza passa attraverso la carne d'Israele e del suo Messia.
Storia
RispondiEliminaIl 5 agosto del 352, il giovane patrizio romano, Giovanni, corse da papa Liberio a raccontare il sogno e il Pontefice confessò di averne fatto uno identico. Recatisi all’Esquilino, trovarono la neve caduta nel corso della notte. Il Papa diede ordine di far erigere la Basilica di Santa Maria della Neve sul perimetro coperto dalla nevicata; le spese di costruzione vennero sostenute dallo stesso Giovanni. Nel V Secolo, sotto il pontificato di papa Sisto III, la Basilica venne ricostruita ed assunse il nome che porta ancora oggi: Santa Maria Maggiore, il più grande ed antico santuario mariano d’Occidente, detta anche Liberiana, in onore di papa Liberio. La basilica venne anche denominata S. Maria "ad praesepe", già prima del secolo VI, quando vi furono portate le tavole di un'antica mangiatoia che la devozione popolare identificò con quella che accolse il Bambino Gesù nella grotta di Betlemme. La celebrazione liturgica della dedicazione della basilica è entrata nel calendario romano soltanto nell'anno 1568.
Il 5 agosto di ogni anno viene rievocato, attraverso una solenne Celebrazione, il "Miracolo della Nevicata": di fronte agli occhi commossi dei partecipanti una cascata di petali bianchi discende dal soffitto ammantando l'ipogeo e creando quasi un'unione ideale tra l'assemblea e la Madre di Dio.
Papa Francesco
È questa la Basilica che vede il Pontefice recarsi, prima e dopo i suoi viaggi, per pregare davanti all’immagine della Vergine Salus Popoli Romani, salvezza del popolo romano, e a lei puntualmente affidare quanto porta nel cuore.
Benedetto XVI
La Basilica, nella Cappella Borghese, custodisce l’antica immagine mariana con il titolo Salus populi Romani. “Secondo la tradizione è l’immagine che Gregorio Magno ha portato in processione per le vie di Roma nell’anno 590, quando la peste tormentava la città. Al termine della processione l’epidemia cessò, Roma era tornata di nuovo sana. Il nome dell’immagine vuole comunicarci proprio questo: da qui Roma, da qui gli uomini possono sempre ritrovare la salute. Da questa immagine, insieme giovane e veneranda, dai suoi occhi sapienti e benevoli, ci guarda la bontà materna di Dio”.
San Giovanni Paolo II
“La Madre del Signore è sempre presente nel cammino-pellegrinaggio che la Chiesa di Cristo svolge nel tempo, ed è presente, altresì, nel pellegrinaggio interiore della fede in ogni anima. La Vergine, che più di ogni altra creatura ha partecipato, nella fede, al mistero di Cristo, sostenga con la sua intercessione il nostro cammino di fede; conforti chi cerca una fede più vera e profonda; riunisca in un vincolo di fraternità e di intesa i credenti in Cristo e in Dio. A tutti sia modello di totale adesione a Dio lei, la Vergine “beata perché ha creduto”, nel cui spirito si riflettono nel modo più profondo e più limpido le grandi opere del Signore”.
COMPLEANNO DELLA MADONNA
RispondiElimina5 agosto
Testimonianza di
MARIJA PAVLOVIC LUNETTI
veggente di Medjugorje –
(…) La Madonna ci ha detto che il 5 di agosto era il suo compleanno e noi abbiamo deciso di ordinare una torta. Era il 1984 e la Madonna compiva 2000 anni, così abbiamo pensato di fare una torta bella grande. Nel gruppo di preghiera che si trovava in canonica eravamo 68, più il gruppo che si trovava sulla collina, in totale eravamo un centinaio. Abbiamo deciso di metterci tutti insieme per fare questa grande torta. Non so come abbiamo fatto a portarla tutta intera, fin sulla collina della croce! Abbiamo messo le candeline e c’erano tante rose di zucchero. La Madonna poi è apparsa e abbiamo cantato “tanti auguri a Te”. Poi alla fine ad Ivan è venuto spontaneo di offrire una rosa di zucchero alla Madonna. Lei l’ha presa, ha accettato i nostri auguri e ha pregato su di noi. Noi eravamo al settimo cielo. Eravamo però perplessi per quella rosa di zucchero e il giorno dopo alle cinque di mattina siamo andati sulla collina per cercare la rosa, pensando che la Madonna l’avesse buttata, ma non l’abbiamo più trovata. Così la nostra gioia era tanta, perché una rosa di zucchero la Madonna l’ha portata in cielo. Ivan era tutto fiero perché gli era venuta questa idea. Questo per dire che con Gesù e la Madonna potete sbizzarrirvi quanto volete. Tanti mi dicono: “Ma non è il 5 agosto il compleanno della Madonna? Allora perché si festeggia l’8 di settembre?” Io dico: festeggiamola due volte. Perché dobbiamo complicare la vita? Per la Madonna il compleanno possiamo festeggiarlo due volte. Durante il tempo di vacanza il 5 agosto lo possiamo festeggiare con gli amici. Ad esempio per un nostro amico che va con l’oratorio in montagna con 200 ragazzi, la festa più bella è quella. Lui fa scrivere le letterine di auguri alla Madonna. Durante l’anno si diverte da matti perché raccoglie tutti questi cesti con le letterine; pensava di bruciarle ma poi ha deciso di conservarle e quando ha momenti di tristezza, legge le letterine dei bambini e prova una grande gioia. Anche voi potete fare qualcosa di simile il 5 agosto con i vostri amici durante le vacanze per la Madonna. Noi abbiamo visto che la Madonna ci ha dato tante idee per poter fare festa con Lei.
(Info da Medjugorie – Radio Maria)
https://www.youtube.com/watch?v=tdrBhZWYYvU
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