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martedì 11 agosto 2026

SANTA GIOVANNA FRANCESCA DE CHANTALL


 

6 commenti:

  1. Antifona
    Il Signore l’ha resa sua sposa per sempre,
    nella benevolenza e nell’amore. (Cf. Os 2,21-22)

    Colletta
    O Dio, che hai fatto risplendere di eccelse virtù
    santa Giovanna Francesca [de Chantal]
    nella vita familiare e monastica,
    per sua intercessione concedi anche a noi
    di vivere fedelmente la nostra vocazione,
    perché manifestiamo nelle opere la tua luce.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Segna un tau sulla fronte degli uomini che piangono per tutti gli abomini che si compiono in Gerusalemme.
    Dal libro del profeta Ezechièle
    Ez 9,1-7;10,18-22

    Una voce potente gridò ai miei orecchi: «Avvicinatevi, voi che dovete punire la città, ognuno con lo strumento di sterminio in mano». Ecco sei uomini giungere dalla direzione della porta superiore che guarda a settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a loro c’era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco. Appena giunti, si fermarono accanto all’altare di bronzo.
    La gloria del Dio d’Israele, dal cherubino sul quale si posava, si alzò verso la soglia del tempio e chiamò l’uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba. Il Signore gli disse: «Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono». Agli altri disse, in modo che io sentissi: «Seguitelo attraverso la città e colpite! Il vostro occhio non abbia pietà, non abbiate compassione. Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio: non toccate, però, chi abbia il tau in fronte.
    Cominciate dal mio santuario!». Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio. Disse loro: «Profanate pure il tempio, riempite di cadaveri i cortili. Uscite!». Quelli uscirono e fecero strage nella città.
    La gloria del Signore uscì dalla soglia del tempio e si fermò sui cherubini. I cherubini spiegarono le ali e si sollevarono da terra sotto i miei occhi; anche le ruote si alzarono con loro e si fermarono all’ingresso della porta orientale del tempio del Signore, mentre la gloria del Dio d’Israele era in alto su di loro. Erano i medesimi esseri che io avevo visto sotto il Dio d’Israele lungo il fiume Chebar e riconobbi che erano cherubini. Ciascuno aveva quattro aspetti e ciascuno quattro ali e qualcosa simile a mani d’uomo sotto le ali. Il loro aspetto era il medesimo che avevo visto lungo il fiume Chebar. Ciascuno di loro avanzava diritto davanti a sé.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 112 (113)

    R. Più alta dei cieli è la gloria del Signore.

    Lodate, servi del Signore,
    lodate il nome del Signore.
    Sia benedetto il nome del Signore,
    da ora e per sempre. R.

    Dal sorgere del sole al suo tramonto
    sia lodato il nome del Signore.
    Su tutte le genti eccelso è il Signore,
    più alta dei cieli è la sua gloria. R.

    Chi è come il Signore, nostro Dio,
    che siede nell’alto
    e si china a guardare
    sui cieli e sulla terra? R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
    affidando a noi la parola della riconciliazione. (Cf. 2Cor 5,19)

    Alleluia.

    Vangelo
    Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello.
    Dal Vangelo secondo Matteo
    Mt 18,15-20

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
    In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
    In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    Il testo del Vangelo, tratto dal capitolo 18° di Matteo, dedicato alla vita della comunità cristiana, ci dice che l’amore fraterno comporta anche un senso di responsabilità reciproca, per cui, se il mio fratello commette una colpa contro di me, io devo usare carità verso di lui e, prima di tutto, parlargli personalmente, facendogli presente che ciò che ha detto o fatto non è buono. Questo modo di agire si chiama correzione fraterna: essa non è una reazione all’offesa subita, ma è mossa dall’amore per il fratello. (…). Un altro frutto della carità nella comunità è la preghiera concorde. Dice Gesù: “Se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,19-20). La preghiera personale è certamente importante, anzi, indispensabile, ma il Signore assicura la sua presenza alla comunità che – pur se molto piccola – è unita e unanime, perché essa riflette la realtà stessa di Dio Uno e Trino, perfetta comunione d’amore. Dice Origene che “dobbiamo esercitarci in questa sinfonia” (Commento al Vangelo di Matteo 14, 1), cioè in questa concordia all’interno della comunità cristiana. Dobbiamo esercitarci sia nella correzione fraterna, che richiede molta umiltà e semplicità di cuore, sia nella preghiera, perché salga a Dio da una comunità veramente unita in Cristo.
    (Benedetto XVI - Angelus, 4 settembre 2011)

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    Risposte
    1. Le tappe di questo itinerario indicano lo sforzo che il Signore chiede alla sua comunità per accompagnare chi sbaglia, affinché non si perda. Occorre anzitutto evitare il clamore della cronaca e il pettegolezzo della comunità – questa è la prima cosa, evitare questo -. «Va’ e ammoniscilo fra te e lui solo» (v. 15). L’atteggiamento è di delicatezza, prudenza, umiltà, attenzione nei confronti di chi ha commesso una colpa, evitando che le parole possano ferire e uccidere il fratello. Perché, voi sapete, anche le parole uccidono!
      (P. Francesco Angelus, 7 settembre 2014)
      Oggi il Vangelo ci parla di correzione fraterna (cfr Mt 18,15-20), che è una delle espressioni più alte dell’amore, e anche delle più impegnative, perché non è facile correggere gli altri. Quando un fratello nella fede commette una colpa contro di te, tu, senza rancore, aiutalo, correggilo: aiutare correggendo. Purtroppo, invece, la prima cosa che spesso si crea attorno a chi sbaglia è il pettegolezzo, in cui tutti vengono a conoscere lo sbaglio, con tanto di particolari, tranne l’interessato! […] Gesù, invece, ci insegna a comportarci in modo diverso. Ecco cosa dice oggi: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo» (v. 15). Parlaci “a tu per tu”, parlaci lealmente, per aiutarlo a capire dove sbaglia. E questo fallo per il suo bene, vincendo la vergogna e trovando il coraggio vero, che non è quello di sparlare, ma di dire le cose in faccia con mitezza e gentilezza. […] E se non capisce ancora? Allora, dice Gesù, coinvolgi la comunità. Ma anche qui precisiamo: non vuol dire mettere una persona alla gogna, svergognandola pubblicamente, bensì unire gli sforzi di tutti per aiutarla a cambiare.
      (Papa Francesco - Angelus, 10 settembre 2023)

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  3. LODATE IL NOME DEL SIGNORE! SL 113 (112)
    https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/08/salmo-113-b-dio-glorioso.html

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  4. FAUSTI - “Avrai guadagnato il tuo fratello”, dice Gesù a chi è riuscito a ricondurre un peccatore a riconoscere il proprio errore. Infatti ha ristabilito la fraternità : non è più solo , e dove due fratelli sono insieme, il Padre si compiace e il Figlio è tra di loro. La verità va fatta nella carità , ma la carità non è mai disgiunta dalla verità. Il primato è sempre dell'amore : ma questo si manifesta sia nel cercare lo smarrito, che nell'illuminarlo nel suo smarrimento , e alla fine nel perdonarlo comunque.
    Quanto si dice sulla correzione fraterna sembra in contrasto con il non giudicare , con la ricerca della riconciliazione. In realtà la correzione fraterna è segno di grande amore . È possibile in una comunità dove ognuno è accolto nei suoi limiti, non è giudicato se sbaglia, è assolto se colpevole, è ricercato se si smarrisce, è perdonato se pecca.
    Senza accettazione incondizionata , non esiste correzione fraterna . C'è semplice contrapposizione tra critica malevola e indurimento difensivo.
    Una persona, solo se è accolta e nella misura in cui è accolta, è disposta ad accettare eventuali osservazioni, senza avvertirle come aggressione. La correzione è indispensabile, perché il nostro stare insieme sia per il meglio e non per il peggio.
    Il peccato rompe la fraternità . Se perdoni, la ristabilisci solo a metà : tu sei fratello, ma l'altro non ancora, fino a quando non riconosce l'errore e accetta il perdono. La correzione, quando riesce, ristabilisce la fraternità da entrambe le parti.
    Bisogna tentare tutte le vie per ricondurre lo smarrito a casa. Prima a tu per tu, poi con la mediazione di altri, e, se necessario, della stessa comunità.. Chi non vuol ricredersi, verrà ritenuto come pagano e peccatore. Non si vuol eliminare la mela marcia, è un rendere noto ciò che ha rotto la fraternità . Non è giudizio, è medicina, perché lo smarrito riconosca il suo male e possa ravvedersi. Rendere nota la verità è grande servizio di carità. Trattare uno come pagano non significa escluderlo dal proprio amore : Gesù è venuto a salvare ciò che è perduto e invia i Suoi discepoli verso tutti i pagani.

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  5. Fu proclamata Beata da Benedetto XIV il 21 novembre del 1751 e canonizzata da Clemente XIII il 16 luglio del 1767.
    La Santa riposa presso la chiesa della Visitazione di Annecy, accanto a quello di san Francesco di Sales.
    È invocata in protezione di vedove e madri.
    Il perdono è stato forza del Suo cammino spirituale , che attraverso vicende dolorose nella sua famiglia, l ha portata ad abbracciare la Vita Consacrata, a fondare le Visitandine, dedite agli ammalati e ai poveri, è diventata riferimento per tutte le donne, spose, madri, vedove e fondatrici di ordini Religiosi

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