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venerdì 16 ottobre 2026

S.IGNAZIO DI ANTIOCHIA


 

4 commenti:

  1. Antifona
    Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.
    Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato
    e ha consegnato se stesso per me. (Gal 2,19-20)

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che nella testimonianza dei santi martiri
    edifichi il corpo mistico della tua Chiesa,
    fa’ che la gloriosa passione,
    che meritò a sant’Ignazio una corona immortale,
    doni a noi protezione perenne.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Dio ha dato Cristo alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
    Ef 1,15-23

    Fratelli, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
    Egli la manifestò in Cristo,
    quando lo risuscitò dai morti
    e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
    al di sopra di ogni Principato e Potenza,
    al di sopra di ogni Forza e Dominazione
    e di ogni nome che viene nominato
    non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
    Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
    e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
    essa è il corpo di lui,
    la pienezza di colui che è il perfetto compimento
    di tutte le cose.

    Parola di Dio.


    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 8

    R. Hai posto il tuo Figlio sopra ogni cosa.

    O Signore, Signore nostro,
    quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
    Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,
    con la bocca di bambini e di lattanti. R.

    Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
    la luna e le stelle che tu hai fissato,
    che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
    il figlio dell’uomo, perché te ne curi? R.

    Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
    di gloria e di onore lo hai coronato.
    Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
    tutto hai posto sotto i suoi piedi. R.


    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
    dice il Signore,
    e anche voi date testimonianza. (Cf. Gv 15,26b.27a)

    Alleluia.

    Vangelo
    Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 12,8-12

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
    Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
    Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

    Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEI PAPI
    Il Consolatore, lo Spirito Santo, sarà con gli Apostoli; quando Cristo non sarà più sulla terra, vi sarà nei lunghi tempi dell’afflizione, che dureranno per secoli (cf. Gv 16, 17). Sarà dunque con la Chiesa e nella Chiesa, specialmente nei periodi di lotte e di persecuzioni, come Gesù stesso promette agli Apostoli con quelle parole riportate nei Vangeli sinottici: “Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire: perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire” (Lc 12, 11-13; cf. Mc 13, 11): “non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi” (Mt 10, 20). Parole riferibili alle tribolazioni subite dagli Apostoli e dai cristiani delle comunità da loro fondate e presiedute; ma anche a tutti coloro che, in qualunque luogo della terra, in tutti i secoli, avranno da soffrire per Cristo. E in realtà sono molti coloro che in tutti i tempi, anche recenti, hanno sperimentato questo aiuto dello Spirito Santo. Ed essi sanno, e possono testimoniare, quale gioia è la vittoria spirituale che lo Spirito Santo ha loro concesso di riportare. Tutta la Chiesa di oggi lo sa, e ne è testimone.
    (San Giovanni Paolo II - Udienza generale, 13 marzo 1991)
    Senza la presenza e l’azione incessante dello Spirito Santo, la Chiesa non potrebbe vivere e non potrebbe realizzare il compito che Gesù risorto le ha affidato di andare e fare discepoli tutti i popoli (Mt 28,18). Evangelizzare è la missione della Chiesa, non solo di alcuni, ma la mia, la tua, la nostra missione. L’Apostolo Paolo esclamava: «Guai a me se non annuncio il Vangelo!» (1Cor 9,16). Ognuno deve essere evangelizzatore, soprattutto con la vita! Paolo VI sottolineava che «evangelizzare… è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare» (Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 14). Chi è il vero motore dell’evangelizzazione nella nostra vita e nella Chiesa? Paolo VI scriveva con chiarezza: «È lui, lo Spirito Santo che, oggi come agli inizi della Chiesa, opera in ogni evangelizzatore che si lasci possedere e condurre da Lui, che gli suggerisce le parole che da solo non saprebbe trovare, predisponendo nello stesso tempo l’animo di chi ascolta perché sia aperto ad accogliere la Buona Novella e il Regno annunziato» (75). Per evangelizzare, allora, è necessario ancora una volta aprirsi all'orizzonte dello Spirito di Dio, senza avere timore di che cosa ci chieda e dove ci guidi. Affidiamoci a Lui! Lui ci renderà capaci di vivere e testimoniare la nostra fede, e illuminerà il cuore di chi incontriamo.
    ( FRANCESCO Udienza Generale, 22 maggio 2013)

    Lo Spirito Santo ci insegna, ci ricorda, e – un altro tratto – ci fa parlare, con Dio e con gli uomini. Non ci sono cristiani muti, muti di anima; no, non c’è posto per questo. Ci fa parlare con Dio nella preghiera (…) E lo Spirito ci fa parlare con gli uomini nel dialogo fraterno. Ci aiuta a parlare con gli altri riconoscendo in loro dei fratelli e delle sorelle (…) Ma c’è di più: lo Spirito Santo ci fa parlare anche agli uomini nella profezia, cioè facendoci “canali” umili e docili della Parola di Dio.
    ( FRANCESCO Omelia Pentecoste 8 giugno 2014)

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    1. Dalla «Lettera ai Romani» di sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire
      Sono frumento di Dio:
      sarò macinato dai denti delle fiere
      Scrivo a tutte le chiese, e a tutti annunzio che morrò volentieri per Dio, se voi non me lo impedirete. Vi scongiuro, non dimostratemi una benevolenza inopportuna. Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi sia dato di raggiungere Dio. Sono frumento di Dio, e sarò macinato dai denti delle fiere per divenire pane puro di Cristo. Supplicate Cristo per me, perché per opera di queste belve io divenga ostia per il Signore.
      A nulla mi gioveranno i godimenti del mondo né i regni di questa terra. È meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. Io cerco colui che è morto per noi, voglio colui che per noi è risorto. È vicino il momento della mia nascita.
      Abbiate compassione di me, fratelli. Non impeditemi di vivere, non vogliate che io muoia. Non abbandonate al mondo e alle seduzioni della materia chi vuol essere di Dio. Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio. Se qualcuno lo ha in sé, comprenda quello che io voglio e mi compatisca, pensando all’angoscia che mi opprime.
      Il principe di questo mondo vuole portarmi via e soffocare la mia aspirazione verso Dio. Nessuno di voi gli dia mano; state piuttosto dalla mia parte, cioè da quella di Dio. Non siate di quelli che professano Gesù Cristo e ancora amano il mondo. Non trovino posto in voi sentimenti meno buoni. Anche se vi supplicassi, quando sarò tra voi, non datemi ascolto: credete piuttosto a quanto vi scrivo ora nel pieno possesso della mia vita. Vi scrivo che desidero morire.
      Ogni mio desiderio terreno è crocifisso e non c’è più in me nessun’aspirazione per le realtà materiali, ma un’acqua viva mormora dentro di me e mi dice: «Vieni al Padre». Non mi diletto più di un cibo corruttibile, né dei piaceri di questa vita. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, della stirpe di David; voglio per bevanda il suo sangue che è la carità incorruttibile.
      Non voglio più vivere la vita di quaggiù. E il mio desiderio si realizzerà, se voi lo vorrete. Vogliatelo, vi prego, per trovare anche voi benevolenza. Ve lo domando con poche parole: credetemi. Gesù Cristo vi farà comprendere che dico il vero: egli è la bocca verace per mezzo della quale il Padre ha parlato in verità. Chiedete per me che io possa raggiungerlo. Non vi scrivo secondo la carne, ma secondo il pensiero di Dio. Se subirò il martirio, ciò significherà che mi avete voluto bene. Se sarò rimesso in libertà, sarà segno che mi avete odiato.

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  3. FAUSTI – Il cristiano è testimone di Cristo davanti agli uomini. Il futuro definitivo dipende dalla nostra testimonianza attuale. Bisogna tener conto del giudizio non dell'uomo, ma del Figlio dell'uomo ; non di quello davanti ai tribunali della terra, ma alla Corte del cielo.
    Luca ha sott'occhio l'esperienza della Chiesa primitiva, chiamata a confessare in un clima di persecuzione. Essa trova la sua forza fissando lo sguardo al cielo, dove è la Gloria di Dio e di Gesù, seduto alla Sua destra.
    Rinnegare Gesù è di chi vuol salvarsi e non sa rinnegare se stesso. E' l'egoismo di chi vuol affermare se stesso. L'ora della prova e della persecuzione evidenzia questo peccato che, più che un'azione, è un modo di vivere. In realtà la testimonianza non è solo la confessione a parole davanti agli altri. E' innanzitutto la croce quotidiana di chi segue il suo Signore.
    Il Gesù terreno è un segno contraddetto, contro il quale parlano i nostri pensieri e le nostre opere. Davanti alla povertà, all'umiliazione,e all'umiltà del Figlio di Dio venuto nella carne, istintivamente ci troviamo dalla parte contraria.
    Il mistero del Figlio dell'uomo che si consegna resta naturalmente nascosto anche ai discepoli ; il Crocifisso è dimenticato teoricamente e praticamente anche dai cristiani (Gal 3,1- Ef 4, 20).
    per questo siamo sempre chiamati a convertirci da “nemici della Croce di Cristo”, dobbiamo diventare come Paolo, che non ritiene di conoscere altro “se non Gesù Cristo, e questi Crocifisso”.
    La non conoscenza del mistero di Gesù sta all'origine di tutti i peccati, personali e collettivi dei credenti.
    Dopo l'illuminazione dello Spirito l'apostasia è la perdita della fede. E' un peccato imperdonabile, non perché Dio non perdoni, ma perché chi lo commette rifiuta di convertirsi..
    E' l'indurimento nella cecità di chi crede di vederci e rifiuta il dono della vista.
    E' il peccato di chi non si riconosce peccatore e bisognoso di perdono (18,9-14)
    E' l'ipocrisia di chi mente per fare bella figura.
    Ci sono i momenti di persecuzione, che la Chiesa ha conosciuto e conoscerà sempre, se sarà fedele al suo Signore. Solo quando gli è infedele, non è perseguitata.
    La pre-occupazione è contraria alla fede, ed è di chi non conosce l'Amore del Signore e crede di doversi salvare da sé.
    Luca ha davanti le difficoltà reali della sua chiesa. In tempo di persecuzione, la salvezza della pelle dipende proprio da “come” e “cosa” rispondi e da ciò che dici.
    Il motivo della fiducia è lo Spirito che Gesù ci ha donato. Egli non solo è la forza per testimoniare, ma è anche Colui che insegna “come” testimoniare (At 4,8 – Gv 14,26).

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