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lunedì 9 febbraio 2026

SANTA SCOLASTICA, SORELLA DI S. BENEDETTO


 

5 commenti:

  1. Antifona
    Questa è la vergine saggia,
    una delle vergini prudenti
    che andò incontro a Cristo
    con la lampada accesa. (Cf. Mt 25,1-13)

    Oppure:

    Come sei bella, o vergine di Cristo,
    degna di ricevere la corona del Signore,
    la corona della verginità eterna.

    Colletta
    Nella memoria della santa vergine Scolastica,
    ti preghiamo, o Padre:
    dona anche a noi, sul suo esempio,
    di amarti e servirti con cuore puro
    e di gustare la dolcezza del tuo amore.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Tu hai detto, Signore: «Lì porrò il mio nome!». Ascolta la supplica del tuo popolo Israele.
    Dal primo libro dei Re
    1Re 8,22-23.27-30

    In quei giorni, Salomone si pose davanti all’altare del Signore, di fronte a tutta l’assemblea d’Israele e, stese le mani verso il cielo, disse:
    «Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra! Tu mantieni l’alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il loro cuore.
    Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito!
    Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì porrò il mio nome!”. Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo.
    Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!».

    Parola di Dio.



    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 83 (84)

    R. Quanto sono amabili, Signore, le tue dimore!

    L’anima mia anela
    e desidera gli atri del Signore.
    Il mio cuore e la mia carne
    esultano nel Dio vivente. R.

    Anche il passero trova una casa
    e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
    presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
    mio re e mio Dio. R.

    Beato chi abita nella tua casa:
    senza fine canta le tue lodi.
    Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
    guarda il volto del tuo consacrato. R.

    Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
    che mille nella mia casa;
    stare sulla soglia della casa del mio Dio
    è meglio che abitare nelle tende dei malvagi. R.


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    Risposte

    1. Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Piega il mio cuore, o Dio, verso i tuoi insegnamenti;
      donami la grazia della tua legge. (Sal 118 (119),36.29b)

      Alleluia.


      Vangelo
      Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.
      Dal Vangelo secondo Marco
      Mc 7,1-13


      In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
      Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
      Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
      "Questo popolo mi onora con le labbra,
      ma il suo cuore è lontano da me.
      Invano mi rendono culto,
      insegnando dottrine che sono precetti di uomini".
      Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
      E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: "Onora tuo padre e tua madre", e: "Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte". Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre.
      Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

      Parola del Signore.

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    2. Le Parole dei Papi
      Parole chiare e forti! Ipocrita è, per così dire, uno degli aggettivi più forti che Gesù usa nel Vangelo e lo pronuncia rivolgendosi ai maestri della religione: dottori della legge, scribi… “Ipocrita”, dice Gesù. Gesù infatti vuole scuotere gli scribi e i farisei dall’errore in cui sono caduti, e qual è questo errore? Quello di stravolgere la volontà di Dio, trascurando i suoi comandamenti per osservare le tradizioni umane. La reazione di Gesù è severa perché grande è la posta in gioco: si tratta della verità del rapporto tra l’uomo e Dio, dell’autenticità della vita religiosa. L’ipocrita è un bugiardo, non è autentico. Anche oggi il Signore ci invita a fuggire il pericolo di dare più importanza alla forma che alla sostanza. Ci chiama a riconoscere, sempre di nuovo, quello che è il vero centro dell’esperienza di fede, cioè l’amore di Dio e l’amore del prossimo, purificandola dall’ipocrisia del legalismo e del ritualismo. (Francesco - Angelus, 2 settembre 2018)

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  2. FAUSTI - “Il loro cuore è lontano da me”, dice il Signore. Per questo è un cuore duro, e non capisce il Pane.
    Le parole di Isaia, che Gesù rivolge ai farisei, Marco le indirizza alla Chiesa.
    Ciò che tiene lontane da Dio le persone buone sono le “tradizioni religiose” staccate dall'amore, loro sorgente.
    L' uomo, anche se non lo sa, è sempre tradizionalista e abitudinario.
    Non deve inventare ogni volta atteggiamenti o risposte adeguate.
    Si affida al consueto, a ciò che è già stato fatto e appreso. Vive insomma di memoria.
    Ma il cristiano rompe con il passato, perchè vive di una novità inaudita : la memoria del Corpo e Sangue del Suo Signore, consegnato a lui nel Pane.
    Questo mistero di Amore è la sua tradizione, che ha ricevuto e, a sua volta, trasmette.
    In Israele il midollo della tradizione è la legge, data da Dio come cammino alla vita.
    Essa si sintetizza nel comando di amare Lui e i fratelli. Come si vede, è buona, ma nessuno è in grado di osservarla.
    Per questo convince tutti di peccato.
    Così, mostrando il male, invia a rivolgersi al medico che può guarire.
    Ma l'orgoglioso preferisce difendersi. Trascurando la sostanza, si attacca a un' osservanza, talora meticolosa, di certi dettagli, per giustificare se stesso e condannare gli altri. Questo atteggiamento esce in duplice edizione, rispettivamente religiosa e laica, nella ricerca di una presunta e intollerante giustizia , davanti a Dio e agli uomini.
    In realtà la vera funzione della legge non è mascherare o guarire dal male, ma evidenziarlo e denunciarlo, per farci sentire il bisogno del perdono e della misericordia.
    Solo in questo modo conosciamo Dio così com'è e si rivela nel Pane : Amore gratuito che si dona.
    Il lungo discorso di Gesù denuncia dapprima una religiosità esteriore in cui la legge, degradata a legalismo, è ridotta a parole e tradizioni umane che annullano la Parola di Dio. Si può, con una tradizione religiosa, eludere il Comandamento più ovvio di Dio : l' amore verso i genitori.
    “E di cose simili ne fate molte!”
    Signore, Tu garantisci che siamo veramente abili nell' imbrogliare noi stessi per non conoscere Te!
    Ti preghiamo di aprirci gli occhi, perché vediamo ciò che tiene il nostro cuore schiavo di sé e lontano da Te.
    Aiutaci a fare un accurato esame di ciò che riteniamo importante, tanto importante da considerarlo ovvio, scontato e sacrosanto, ma che non giova per amare Te e gli altri.

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    1. Preghiera a Santa Scolastica da Norcia
      Santa Scolastica,
      nel lasciare questa terra non dimenticarci! Le anime nostre sono destinate a seguirti, sebbene sian prive del medesimo incanto agli occhi del Signore. Meno fortunate della tua, esse dovranno purificarsi per lungo tempo prima d’essere ammesse nel soggiorno ove contempleranno la tua beatitudine.

      La tua preghiera obbligò le nubi del cielo a piovere sulla terra: ch’essa ci ottenga le lacrime della penitenza. Le tue delizie consistevano nella conversazione intorno alle cose eterne: rimuovi le nostri futili e nocive: facci gustare quelle nelle quali le anime nostre aspirano ad unirsi a Dio.

      Tu trovasti il segreto di quella fraterna carità, il cui sentimento è un profumo di virtù che allieta il cuore di Dio: apri i nostri cuori all’amore verso i fratelli; elimina la loro freddezza e indifferenza, onde possiamo scambievolmente amarci come Dio vuole che ci amiamo.

      Amen.

      - Memoria della deposizione di santa Scolastica, vergine, che, sorella di san Benedetto, consacrata a Dio fin dall’infanzia, ebbe insieme con il fratello una tale comunione in Dio, da trascorrere una volta all’anno a Montecassino nel Lazio un giorno intero nelle lodi di Dio e in sacra conversazione.
      Durante una conversazione... :Scolastica, volendo continuare ancora il colloquio, udito il diniego del fratello, poggiò le mani con le dita intrecciate sulla tavola e piegò la testa sulle mani per pregare il Signore onnipotente. Quando levò il capo dalla mensa, scoppiò un tale uragano con lampi e tuoni e rovescio di pioggia, che né il venerabile Benedetto, né i monaci che l'accompagnavano, poterono metter piede fuori dalla soglia dell'abitazione, dove stavano seduti.
      Allora l'uomo di Dio molto rammaricato cominciò a lamentarsi e a dire: «Dio onnipotente ti perdoni, sorella, che cosa hai fatto?». Ma ella gli rispose: «Ecco, ho pregato te, e tu non hai voluto ascoltarmi; ho pregato il mio Dio e mi ha esaudita. Ora esci pure, se puoi; lasciami e torna al monastero».
      Ed egli che non voleva restare lì spontaneamente, fu costretto a rimanervi per forza.
      Così trascorsero tutta la notte vegliando e si saziarono di sacri colloqui raccontandosi l'un l'altro le esperienze della vita spirituale.
      Non fa meraviglia che Scolastica abbia avuto più potere del fratello. Siccome, secondo la parola di Giovanni, «Dio è amore», fu molto giusto che potesse di più colei che più amò.
      Ed ecco che tre giorni dopo, mentre l'uomo di Dio stava nella cella e guardava al cielo, vide l'anima di sua sorella, uscita dal corpo, penetrare nella sublimità dei cieli sotto forma di colomba. Allora, pieno di gioia per una così grande gloria toccatale, ringraziò Dio con inni e lodi, e mandò i suoi monaci perché portassero il corpo di lei al monastero, e lo deponessero nel sepolcro che aveva preparato per sé.
      Così neppure la tomba separò i corpi di coloro che erano stati uniti in Dio, come un'anima sola.

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