Translate

venerdì 13 dicembre 2024

S. GIOVANNI DELLA CROCE




 

7 commenti:

  1. LITURGIA DELLA PAROLA

    Prima Lettura 1 Cor 2,1-10a
    Parliamo di una sapienza divina, misteriosa.

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
    Fratelli, quando sono venuto tra voi, non mi sono presentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso.
    Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
    Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria.
    Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano».
    Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 15
    Sei tu, Signore, l'unico mio bene.

    Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
    Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore,
    senza di te non ho alcun bene».
    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
    nelle tue mani è la mia vita.

    Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
    anche di notte il mio cuore mi istruisce.
    Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
    sta alla mia destra, non posso vacillare.

    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena nella tua presenza,
    dolcezza senza fine alla tua destra.

    Canto al Vangelo
    Alleluia, alleluia.
    Sono stato crocifisso con Cristo
    e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.
    Alleluia.





    Vangelo Gv 15,9-17
    Non vi chiamo più servi, ma amici.

    Dal vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli; «Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
    Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
    Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.
    Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri».

    RispondiElimina
  2. FAUSTI - Siamo al vertice della rivelazione del Dio Amore : 
    l'Amore unico e totale che il Padre ha per il Figlio, è lo stesso che il Figlio ha per noi, suoi fratelli.
    Nell'Amore di Gesù vediamo l'Amore estremo di Dio per noi.
    Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano tutte le cose .
    L'essere del Padre è Amare ed essere amato dal Figlio.
    Nel loro reciproco amore l'essere dell'Uno è essere dell'Altro e viceversa.
    Questo Amore e Vita di Dio è principio di tutto, è donato dal Figlio a noi, suoi fratelli.
    Siamo vertiginosamente presi nell'Amore del Padre e del Figlio,partecipi della Vita Trinitaria.
    Questa è la nostra vera casa, dove possiamo vivere e ritrovare la nostra identità di figli e di fratelli.
    “Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita , perchè amiamo i fratelli. (1Gv 3,14).
    La fede è inscindibile dall'amore, anzi ha come oggetto l'amore .
    A sua volta, l'amore di Dio è inscindibile dall'amore dall'amore per l'uomo .
    “Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 
    Questo è il comandamento che abbiamo da Lui : chi ama Dio, ami anche il suo fratello” (Gv 4,20). Ed è pure inscindibile dalle opere : 
    non si ama “a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1Gv 3,18).
    ­La gioia è il colore dell'amore , che vive nella reciprocità : gioisce chi ama ed è amato.
    Tanto amore è senza gioia perchè o non è amore o non è corrisposto.
    La gioia, che viene dalla comunione d'amore, è il fine della rivelazione. (1Gv 1,1-4).
    E' proprio di Dio dare gioia. Ed è proprio e solo di Dio dare gioia senza alcun motivo che la produca È l'esultanza interiore che viene dal Suo Spirito in noi, che ci attesta l'amore del Padre.
    Subito dopo aveva detto che non c'è servo più grande del suo Signore.
    Qui richiama e completa l'istruzione. Se il servo fa come il suo Signore, ottiene gli stessi risultati : se hanno perseguitato Lui, perseguiteranno anche loro, per lo stesso motivo.
    Il motivo della persecuzione è l'ignoranza del Padre.
    Chi non conosce l'amore del Padre, non ama né sé né gli altri : odia l'amore.
    Anche se, come il fratello maggiore, osservasse tutte le prescrizioni della Legge (Lc 15,29) .
    L'Amore che Gesù ha mostrato verso di noi sulla Croce è la sorgente del nostro amore verso gli altri : uno può amare se e come è amato.
    Come Gesù ha dimorato nell'Amore del Padre amando i fratelli, così noi dimoriamo nel Suo Amore di Figlio facendo altrettanto.
    Il comando di amare Dio diventa comando di amare l'uomo. Infatti amore per Dio e amore per l'uomo sono un'unica realtà, come l'Amore del Figlio verso il Padre e verso di noi è lo stesso Amore del Padre verso il Figlio e verso di noi.
    L'Amore è Uno solo ; è Dio. E mette in comunione tutti.
    Si parla di amore gli uni verso gli altri.
    L'amore infatti è gioia solo nella reciprocità. Essa da sempre c'è in Dio ; noi siamo chiamati ad averla tra di noi, rendendo presente Dio sulla terra.
    L'apice dell' amore sta nel porre la propria vita a favore dell'amato.
    Gesù ci considera amici. Anche quando eravamo suoi nemici, traditori come Giuda o rinnegatori come Pietro, ci ha mostrato il Suo Amore , gratuito e indubitabile.
    Proprio così, da nemici che eravamo, possiamo diventare Suoi amici. Gesù è sempre e comunque nostro amico. A nostra volta, anche noi siamo suoi amici , se rispondiamo al Suo amore, facendo come Lui ha fatto.
    Questo è il molto frutto che glorifica il Padre.
    E' quel “molto frutto” che porterà il Figlio stesso quando, dando la vita per i fratelli, 
    attirerà tutti a sé. 
    Questa è la missione fondamentale della Chiesa ,sale della terra, luce del mondo, (Mt 5,13...)
    e profumo di Cristo per tutti (2 Cor 2,14).
    Vedendo come i discepoli vivono, tutti ritrovano ciò che in fondo al cuore desiderano :
    la bellezza dell'amore che salva il mondo.

    RispondiElimina
  3. -->La missione non è propaganda , ma irraggiamento dell'amore reciproco, che tutti attira a sé.
    Quel Dio che nessuno mai ha visto, noi l'abbiamo visto nel volto del Figlio, che ha detto : “Chi ha visto me, ha visto il Padre”. Gli altri lo vedono nel nostro volto di fratelli.
    Questo frutto ci fa dimorare nel Figlio e nel Padre come fa dimorare il Figlio e il Padre in noi.
    Se siamo nel Figlio sappiamo che il Padre sempre ci ascolta come ascolta Lui.
    Per questo gli chiediamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere da figli.
    Ecco che cosa chiedere al Padre nel nome del Figlio : il Suo stesso amore per i fratelli.
    Oltre questo amore non c'è più nulla, se non ancora l'amore, che è infinito.
    Perchè “Dio è Amore”, e “ Chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1Gv 4,16).

    RispondiElimina
  4. O amabilissimo San Giovanni della Croce, anima eccelsa irradiata dalla luce di Dio, proteggi le nostre povere anime, preoccupate dai beni terreni, e insegnaci la via stretta e ardua che conduce al Monte del Signore. Fa' che comprendiamo il valore delle realtà divine, e la fragile labilità di tutte le cose umane.

    RispondiElimina

  5. Antifona

    Non ci sia per me altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo,
    per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. (Cf. Gal 6,14)

    Colletta

    O Dio,
    che hai reso il santo presbitero Giovanni [della Croce]
    maestro della rinuncia perfetta di sé
    e appassionato discepolo della croce,
    concedi a noi di restare sempre saldi nella sua imitazione
    per giungere alla contemplazione eterna della tua gloria.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Elìa ritornerà.

    Dal libro del Siràcide
    Sir 48,1-4.9-11 (NV) [gr. 48,1-4.9-11b]

    In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco;
    la sua parola bruciava come fiaccola.
    Egli fece venire su di loro la carestia
    e con zelo li ridusse a pochi.
    Per la parola del Signore chiuse il cielo
    e così fece scendere per tre volte il fuoco.
    Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi!
    E chi può vantarsi di esserti uguale?
    Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco,
    su un carro di cavalli di fuoco;
    tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri,
    per placare l'ira prima che divampi,
    per ricondurre il cuore del padre verso il figlio
    e ristabilire le tribù di Giacobbe.
    Beati coloro che ti hanno visto
    e si sono addormentati nell'amore.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale

    Dal Sal 79 (80)

    R. Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.

    Tu, pastore d'Israele, ascolta.
    Seduto sui cherubini, risplendi.
    Risveglia la tua potenza
    e vieni a salvarci. R.

    Dio degli eserciti, ritorna!
    Guarda dal cielo e vedi
    e visita questa vigna,
    proteggi quello che la tua destra ha piantato,
    il figlio dell'uomo che per te hai reso forte. R.

    Sia la tua mano sull'uomo della tua destra,
    sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
    Da te mai più ci allontaneremo,
    facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome. R.

    Acclamazione al Vangelo

    Alleluia, alleluia.

    Preparate la via del Signore,
    raddrizzate i suoi sentieri!
    Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. (Lc 3,4.6)

    Alleluia.

    Vangelo
    Elìa è già venuto, e non l'hanno riconosciuto.

    Dal Vangelo secondo Matteo
    Mt 17,10-13

    Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
    Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».
    Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

    Parola del Signore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. PAROLE DEL SANTO PADRE

      Annunciando che dovrà soffrire ed essere messo a morte per poi risorgere, Gesù vuol far comprendere a coloro che lo seguono che Lui è un Messia umile e servitore. È il Servo obbediente alla parola e alla volontà del Padre, fino al sacrificio completo della propria vita. Per questo, rivolgendosi a tutta la folla che era lì, dichiara che chi vuole essere suo discepolo deve accettare di essere servo, come Lui si è fatto servo, e avverte: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua».
      Mettersi alla sequela di Gesù significa prendere la propria croce - tutti l’abbiamo… - per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del successo, della gloria passeggera, ma quello che conduce alla vera libertà, quella che ci libera dall’egoismo e dal peccato. Si tratta di operare un netto rifiuto di quella mentalità mondana che pone il proprio “io” e i propri interessi al centro dell’esistenza: questo non è ciò che Gesù vuole da noi! Invece, Gesù ci invita a perdere la propria vita per Lui, per il Vangelo, per riceverla rinnovata, realizzata e autentica. (Angelus, 13 settembre 2015)
      Nella Bibbia, Elia compare all’improvviso, in maniera misteriosa, provenendo da un piccolo villaggio del tutto marginale; e alla fine uscirà di scena, sotto gli occhi del discepolo Eliseo, su un carro di fuoco che lo porta in cielo. È dunque un uomo senza un’origine precisa, e soprattutto senza una fine, rapito in cielo: per questo il suo ritorno era atteso prima dell’avvento del Messia, come un precursore… È l’esempio di tutte le persone di fede che conoscono tentazioni e sofferenze, ma non vengono meno all’ideale per cui sono nate. (Udienza generale, 7 ottobre 2020)


      Elimina
  6. Nel grande evento della Trasfigurazione i tre apostoli Pietro Giacomo e Giovanni videro Gesù radioso nella Luce della Divinità e Mosè ed Elia (Legge e Profezia) che dialogavano con Lui sul Monte su ciò che sarebbe successo di Lui a Gerusalemme. E udirono la Voce del Padre che Lo presentava come Suo Figlio e invitava ad Ascoltarlo. Momento di straordinaria bellezza e intensità di stupore, al punto che Pietro volle proporre tre tende per i Tre nel Paradiso svelatosi improvvisamente.
    Parlano poi di Elia e Gesù Lo identifica con Giovanni Battista, anche la sua parola “bruciava come fiaccola”. Infatti dopo la guarigione del paralitico alla piscina di Betsaida, Gesù parlando ai Giudei dell'opera del Figlio, così descrive Giovani Battista :”Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce”.
    La sua testimonianza gli è costata la vita :” non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto” . Precursore anche nel martirio :”Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».
    Rinfrancati e entusiasti, con gli occhi e il cuore ancora colmi dello splendore della Trasfigurazione , essi vengono introdotti nella profezia della Croce che li sovrasta, ma che non dovrà più annullare la loro Fede , resa salda all'aprirsi del Cielo e alla Parola del Padre che rende la Sua testimonianza a Gesù in quel momento e nelle opere che Egli compiva e, infinitamente di più, nella Sua Vittoria sul mondo e sulla morte , che dona all'umanità salvezza senza fine. Scrive Pietro :”Il Dio di ogni Grazia , il quale vi ha chiamati alla Sua Gloria Eterna in Cristo, Egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi. A Lui la Potenza nei secoli!: Amen!” (1 Pt 5,10)

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.