Antifona In mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca, il Signore lo ha colmato dello spirito di sapienza e d’intelligenza; gli ha fatto indossare una veste di gloria. (Cf. Sir 15,5)
Oppure:
La bocca del giusto medita sapienza e la sua lingua esprime verità; la legge del suo Dio è nel suo cuore. (Cf. Sal 36,30-31)
Colletta O Dio, che hai reso grande san Tommaso [d’Aquino] per la ricerca della santità di vita e la passione per la sacra dottrina, donaci di comprendere i suoi insegnamenti e di imitare i suoi esempi. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Io susciterò un tuo discendente dopo di te e renderò stabile il suo regno. Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 7,4-17
In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d’Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi avete edificato una casa di cedro?”. Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. Se farà il male, lo colpirò con verga d’uomo e con percosse di figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio amore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso di fronte a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 88 (89)
R. La bontà del Signore dura in eterno.
Tu hai detto, Signore: «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide, mio servo. Stabilirò per sempre la tua discendenza, di generazione in generazione edificherò il tuo trono. R.
Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza”. Io farò di lui il mio primogenito, il più alto fra i re della terra. R.
Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele. Stabilirò per sempre la sua discendenza, il suo trono come i giorni del cielo». R.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.
Vangelo Il seminatore uscì a seminare. Dal Vangelo secondo Marco Mc 4,1-20
In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».
Le Parole dei Papi Un seminatore, alquanto originale, esce a seminare, ma non si preoccupa di dove cade il seme. Getta i semi anche là dove è improbabile che portino frutto: sulla strada, tra i sassi, in mezzo ai rovi. Questo atteggiamento stupisce chi ascolta e induce a domandarsi: come mai? Noi siamo abituati a calcolare le cose – e a volte è necessario –, ma questo non vale nell’amore! Il modo in cui questo seminatore “sprecone” getta il seme è un’immagine del modo in cui Dio ci ama. È vero infatti che il destino del seme dipende anche dal modo in cui il terreno lo accoglie e dalla situazione in cui si trova, ma anzitutto in questa parabola Gesù ci dice che Dio getta il seme della sua parola su ogni tipo di terreno, cioè in qualunque nostra situazione: a volte siamo più superficiali e distratti, a volte ci lasciamo prendere dall’entusiasmo, a volte siamo oppressi dalle preoccupazioni della vita, ma ci sono anche i momenti in cui siamo disponibili e accoglienti. Dio è fiducioso e spera che prima o poi il seme fiorisca. Egli ci ama così: non aspetta che diventiamo il terreno migliore, ci dona sempre generosamente la sua parola. Forse proprio vedendo che Lui si fida di noi, nascerà in noi il desiderio di essere un terreno migliore. Questa è la speranza, fondata sulla roccia della generosità e della misericordia di Dio. (Leone XIV - Udienza generale, 21 maggio 2025)
Gesù ci invita oggi a guardarci dentro: a ringraziare per il nostro terreno buono e a lavorare sui terreni non ancora buoni. Chiediamoci se il nostro cuore è aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio. Chiediamoci se i nostri sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi; individuiamo e chiamiamo per nome i rovi dei vizi. Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, una bella bonifica del nostro cuore, portando al Signore nella Confessione e nella preghiera i nostri sassi e i nostri rovi. Così facendo, Gesù, buon seminatore, sarà felice di compiere un lavoro aggiuntivo: purificare il nostro cuore, togliendo i sassi e le spine che soffocano la Parola. ( P. Francesco Angelus, 16 luglio 2017)
FAUSTI - Gesù parla alle folle dalla barca, seduto sul mare e chiede ascolto. “E davano frutto” oltre ogni attesa, dice Gesù dei semi della Parola che sta seminando tra tante difficoltà. Lo scenario del Suo insegnamento è solenne ed evocativo . Richiama il Dio della creazione e dell'esodo, che trionfa sulle acque. E' il nuovo Mosè che comunica la nuova legge : “Ascoltate” La parabola inizia e ripete l'invito : “Ascoltate” e “chi ha orecchi per ascoltare, ascolti”. La Sua Parola è il seme immortale , che ci rigenera a Sua immagine e ci fa entrare nella Sua Famiglia. Ma sembra che nessuno gli presti ascolto. Ciò che fa piace a tutti, ma ciò che dice gli ha messo contro tutti. I Suoi amici , per primi, gli fan notare che il Suo procedere è fallimentare. Egli, attraverso questa parabola, spiega il mistero profondo della Sua Vita , che sarà anche quello della Sua Parola in noi, nella Chiesa e nel mondo : è il mistero del Regno di Dio, quello di morte per la resurrezione. Il Regno è paragonato costantemente al seme, la cui forza vitale specifica è provata e attivata proprio dalla morte. Questa, lungi dal distruggerlo, è la condizione perchè germini e si manifesti in tutta la sua potenza, a differenza di ogni altra cosa, che marcisce e finisce. L'opera di Dio passa attraverso le difficoltà, il fallimento, il nascondimento, l'irrilevanza, l'attesa paziente e la piccolezza, come ha fatto Lui. Queste sono le qualità del seme da cui nasce l'albero del Regno. Esso è come un chicco , che porta frutto abbondante non “nonostante” ma “perché” muore. Sono parabole di speranza contro ogni speranza, o meglio, di una fede che sa che la Parola di Dio è un seme e non può non produrre l'effetto per cui è mandata. Le resistenze che incontra , rappresentate dai vari tipi di terreno, fanno parte dei costi, come nella semina. Dell'invisibile non possiamo parlare che attraverso il visibile. Se tutto il creato porta la traccia del volto di Dio, Gesù ne è l'Icona perfetta. Tutta la Sua Vita è come un'unica parabola, che ci parla di altro : è l'esegesi del Padre, che in Lui spiega pienamente le pieghe che celano il Suo Abisso increato.. Gesù ci dice le disposizioni necessarie per capire la Parola fatta Carne e tornata Parola per incarnarsi in chiunque L'ascolta. Seminata nel mondo con l'Annuncio, entra nella storia umana per illuminarla e nel cuore di ciascuno per salvarlo. Ma rimane incomprensibile al di fuori di un dialogo con Lui. Avere chiara la vicenda della Parola nel nostro cuore è avere la chiave per entrare in tutte le parabole. Anche noi siamo chiamati ad avere fiducia in Essa, perchè è potenza di Dio : è Seme Suo che germina per forza propria la Sua stessa Vita Divina. Però è necessario che sappiamo smascherare l'azione del nemico che cerca di impedirne il frutto. La sua opera di ostruzionismo trova in noi buoni alleati. Il primo è il buon senso che, alienandoci nei nostri interessi materiali, ci rende impermeabili a tutto il resto. Il secondo è la nostra fragilità, guardando alla quale siam presi dalla sfiducia che non lascia attecchire in noi la verità, se non in modo superficiale. Il terzo nemico è il piacere, scambiato per gioia, che tende ad anestetizzarci, soffocando in noi la capacità di intendere. La Parola, come incontra, anzi, scatena in noi queste tre difficoltà, così le affronta e le supera, rispettivamente mediante la fede, la speranza e l'amore. La fede vince la menzogna che ce la fa sentire estranea ; la speranza la radica in noi e rinverdisce il nostro cuore essiccato dalla paura; l'amore ce la fa vivere, superando ogni idolatria che La uccide. In questo modo il seme porta in noi la piccolezza del suo frutto, che è la Vita dei figli di Dio.
S. TOMMASO Dottore della Chiesa, scrisse il suo “capolavoro”, la "Summa theologiae", con le cinque vie per dimostrare l’esistenza di Dio. Centrale nel suo lavoro la fiducia nella ragione e nei sensi, la filosofia è ancella della teologia ma la fede non annulla la ragione
Beatissima e dolcissima Vergine Maria, Madre di Dio, tutta piena di bontà, figlia del Re dei cieli, Signora degli Angeli e Madre dei credenti: oggi e per tutti i giorni della mia vita ripongo nelle tue mani pietose il mio corpo e la mia anima, e tutti i miei atti: pensieri, volontà, desideri, parole e opere, tutta la mia vita e la mia morte, affinché, per tua intercessione, siano ordinati al bene, conformi alla volontà del tuo diletto Figlio e Signore nostro Gesù Cristo; e Tu, Signora mia santissima, sii per me aiuto e conforto contro le insidie e le astuzie dell’antico avversario e di tutti i nemici della mia anima.
Dal tuo diletto Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, degnati di ottenermi la grazia con cui possa resistere alle tentazioni del mondo, della carne e del demonio, e mantenere sempre fermo il proposito di non più peccare, e di perseverare invece nel servizio tuo e del tuo diletto Figlio.
Ti supplico pure, Signora mia santissima, di impetrarmi una vera obbedienza e una vera umiltà di cuore, perché mi riconosco misero e fragile peccatore, incapace non solo di compiere qualsiasi opera buona, ma anche di resistere alle ricorrenti tentazioni, senza la grazia e l’aiuto del mio Creatore e le tue sante preghiere.
Ottienimi, Signora mia dolcissima, una costante castità di mente e di cuore, perché possa con cuore puro e corpo casto servire al tuo Figlio e a te, nel tuo diletto Ordine. Ottienimi da Lui una volontaria povertà con pazienza e tranquillità di spirito perché possa sostenere gli impegni del mio stato, e lavorare per la salvezza mia e del mio prossimo. Ottienimi ancora, Signora dolcissima, una verace carità, perché ami con tutto il cuore il tuo Sacratissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo; e te, dopo di Lui, sopra ogni altra creatura; e il prossimo in Dio e per Dio, sì da godere del suo bene, soffrire del suo male, non disprezzare né giudicare temerariamente alcuno, né preferirmi ad alcuno nel segreto del mio cuore.
Fa’ ancora, Regina del cielo, che custodisca sempre nel mio cuore l’amore e il timore del tuo dolcissimo Figlio; che di continuo renda grazie per i tanti benefici concessimi non per mio merito, ma per sua bontà; che faccia una confessione pura e sincera e una vera penitenza dei miei peccati, per meritare la sua Misericordia e la sua grazia.
Infine, ti prego perché al termine della mia vita, Tu che sei Madre impareggiabile, porta del cielo e avvocata dei peccatori, non permetta che io, indegno tuo servo, possa deviare dalla fede cattolica; ma soccorrimi con la tua grande bontà e Misericordia, difendimi dagli spiriti del male e infondimi speranza nella gloriosa Passione del tuo Figlio benedetto; ottienimi anche con la tua intercessione il perdono dei miei peccati e, concedendomi di spirare nel tuo e nel suo Amore, dirigimi sulla via della salvezza e della gloria eterna. Amen.
Antifona
RispondiEliminaIn mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca,
il Signore lo ha colmato dello spirito
di sapienza e d’intelligenza;
gli ha fatto indossare una veste di gloria. (Cf. Sir 15,5)
Oppure:
La bocca del giusto medita sapienza
e la sua lingua esprime verità;
la legge del suo Dio è nel suo cuore. (Cf. Sal 36,30-31)
Colletta
O Dio, che hai reso grande san Tommaso [d’Aquino]
per la ricerca della santità di vita
e la passione per la sacra dottrina,
donaci di comprendere i suoi insegnamenti
e di imitare i suoi esempi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Io susciterò un tuo discendente dopo di te e renderò stabile il suo regno.
Dal secondo libro di Samuèle
2Sam 7,4-17
In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d’Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi avete edificato una casa di cedro?”.
Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.
Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. Se farà il male, lo colpirò con verga d’uomo e con percosse di figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio amore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso di fronte a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».
Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 88 (89)
R. La bontà del Signore dura in eterno.
Tu hai detto, Signore:
«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono. R.
Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Io farò di lui il mio primogenito,
il più alto fra i re della terra. R.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo». R.
EliminaAcclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.
Vangelo
Il seminatore uscì a seminare.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 4,1-20
In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaUn seminatore, alquanto originale, esce a seminare, ma non si preoccupa di dove cade il seme. Getta i semi anche là dove è improbabile che portino frutto: sulla strada, tra i sassi, in mezzo ai rovi. Questo atteggiamento stupisce chi ascolta e induce a domandarsi: come mai? Noi siamo abituati a calcolare le cose – e a volte è necessario –, ma questo non vale nell’amore! Il modo in cui questo seminatore “sprecone” getta il seme è un’immagine del modo in cui Dio ci ama. È vero infatti che il destino del seme dipende anche dal modo in cui il terreno lo accoglie e dalla situazione in cui si trova, ma anzitutto in questa parabola Gesù ci dice che Dio getta il seme della sua parola su ogni tipo di terreno, cioè in qualunque nostra situazione: a volte siamo più superficiali e distratti, a volte ci lasciamo prendere dall’entusiasmo, a volte siamo oppressi dalle preoccupazioni della vita, ma ci sono anche i momenti in cui siamo disponibili e accoglienti. Dio è fiducioso e spera che prima o poi il seme fiorisca. Egli ci ama così: non aspetta che diventiamo il terreno migliore, ci dona sempre generosamente la sua parola. Forse proprio vedendo che Lui si fida di noi, nascerà in noi il desiderio di essere un terreno migliore. Questa è la speranza, fondata sulla roccia della generosità e della misericordia di Dio. (Leone XIV - Udienza generale, 21 maggio 2025)
EliminaGesù ci invita oggi a guardarci dentro: a ringraziare per il nostro terreno buono e a lavorare sui terreni non ancora buoni. Chiediamoci se il nostro cuore è aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio. Chiediamoci se i nostri sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi; individuiamo e chiamiamo per nome i rovi dei vizi. Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, una bella bonifica del nostro cuore, portando al Signore nella Confessione e nella preghiera i nostri sassi e i nostri rovi. Così facendo, Gesù, buon seminatore, sarà felice di compiere un lavoro aggiuntivo: purificare il nostro cuore, togliendo i sassi e le spine che soffocano la Parola. ( P. Francesco Angelus, 16 luglio 2017)
FAUSTI - Gesù parla alle folle dalla barca, seduto sul mare e chiede ascolto. “E davano frutto” oltre ogni attesa, dice Gesù dei semi della Parola che sta seminando tra tante difficoltà. Lo scenario del Suo insegnamento è solenne ed evocativo .
RispondiEliminaRichiama il Dio della creazione e dell'esodo, che trionfa sulle acque.
E' il nuovo Mosè che comunica la nuova legge : “Ascoltate”
La parabola inizia e ripete l'invito : “Ascoltate” e “chi ha orecchi per ascoltare, ascolti”.
La Sua Parola è il seme immortale , che ci rigenera a Sua immagine e ci fa entrare nella Sua Famiglia. Ma sembra che nessuno gli presti ascolto.
Ciò che fa piace a tutti, ma ciò che dice gli ha messo contro tutti.
I Suoi amici , per primi, gli fan notare che il Suo procedere è fallimentare.
Egli, attraverso questa parabola, spiega il mistero profondo della Sua Vita , che sarà anche quello della Sua Parola in noi, nella Chiesa e nel mondo : è il mistero del Regno di Dio, quello di morte per la resurrezione.
Il Regno è paragonato costantemente al seme, la cui forza vitale specifica è provata e attivata proprio dalla morte. Questa, lungi dal distruggerlo, è la condizione perchè germini e si manifesti in tutta la sua potenza, a differenza di ogni altra cosa, che marcisce e finisce.
L'opera di Dio passa attraverso le difficoltà, il fallimento, il nascondimento, l'irrilevanza, l'attesa paziente e la piccolezza, come ha fatto Lui.
Queste sono le qualità del seme da cui nasce l'albero del Regno.
Esso è come un chicco , che porta frutto abbondante non “nonostante” ma “perché” muore.
Sono parabole di speranza contro ogni speranza, o meglio, di una fede che sa che la Parola di Dio è un seme e non può non produrre l'effetto per cui è mandata.
Le resistenze che incontra , rappresentate dai vari tipi di terreno, fanno parte dei costi, come nella semina.
Dell'invisibile non possiamo parlare che attraverso il visibile.
Se tutto il creato porta la traccia del volto di Dio, Gesù ne è l'Icona perfetta.
Tutta la Sua Vita è come un'unica parabola, che ci parla di altro : è l'esegesi del Padre, che in Lui spiega pienamente le pieghe che celano il Suo Abisso increato..
Gesù ci dice le disposizioni necessarie per capire la Parola fatta Carne e tornata Parola per incarnarsi in chiunque L'ascolta. Seminata nel mondo con l'Annuncio, entra nella storia umana per illuminarla e nel cuore di ciascuno per salvarlo. Ma rimane incomprensibile al di fuori di un dialogo con Lui.
Avere chiara la vicenda della Parola nel nostro cuore è avere la chiave per entrare in tutte le parabole.
Anche noi siamo chiamati ad avere fiducia in Essa, perchè è potenza di Dio : è Seme Suo che germina per forza propria la Sua stessa Vita Divina.
Però è necessario che sappiamo smascherare l'azione del nemico che cerca di impedirne il frutto.
La sua opera di ostruzionismo trova in noi buoni alleati.
Il primo è il buon senso che, alienandoci nei nostri interessi materiali, ci rende impermeabili a tutto il resto.
Il secondo è la nostra fragilità, guardando alla quale siam presi dalla sfiducia che non lascia attecchire in noi la verità, se non in modo superficiale.
Il terzo nemico è il piacere, scambiato per gioia, che tende ad anestetizzarci, soffocando in noi la capacità di intendere.
La Parola, come incontra, anzi, scatena in noi queste tre difficoltà, così le affronta e le supera, rispettivamente mediante la fede, la speranza e l'amore.
La fede vince la menzogna che ce la fa sentire estranea ; la speranza la radica in noi e rinverdisce il nostro cuore essiccato dalla paura; l'amore ce la fa vivere, superando ogni idolatria che La uccide.
In questo modo il seme porta in noi la piccolezza del suo frutto, che è la Vita dei figli di Dio.
S. TOMMASO Dottore della Chiesa, scrisse il suo “capolavoro”, la "Summa theologiae", con le cinque vie per dimostrare l’esistenza di Dio. Centrale nel suo lavoro la fiducia nella ragione e nei sensi, la filosofia è ancella della teologia ma la fede non annulla la ragione
RispondiEliminaPREGHIERA ALLA MADONNA
RispondiEliminadi San Tommaso d'Aquino
Beatissima e dolcissima Vergine Maria, Madre di Dio, tutta piena di bontà, figlia del Re dei cieli, Signora degli Angeli e Madre dei credenti: oggi e per tutti i giorni della mia vita ripongo nelle tue mani pietose il mio corpo e la mia anima, e tutti i miei atti: pensieri, volontà, desideri, parole e opere, tutta la mia vita e la mia morte, affinché, per tua intercessione, siano ordinati al bene, conformi alla volontà del tuo diletto Figlio e Signore nostro Gesù Cristo; e Tu, Signora mia santissima, sii per me aiuto e conforto contro le insidie e le astuzie dell’antico avversario e di tutti i nemici della mia anima.
Dal tuo diletto Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, degnati di ottenermi la grazia con cui possa resistere alle tentazioni del mondo, della carne e del demonio, e mantenere sempre fermo il proposito di non più peccare, e di perseverare invece nel servizio tuo e del tuo diletto Figlio.
Ti supplico pure, Signora mia santissima, di impetrarmi una vera obbedienza e una vera umiltà di cuore, perché mi riconosco misero e fragile peccatore, incapace non solo di compiere qualsiasi opera buona, ma anche di resistere alle ricorrenti tentazioni, senza la grazia e l’aiuto del mio Creatore e le tue sante preghiere.
Ottienimi, Signora mia dolcissima, una costante castità di mente e di cuore, perché possa con cuore puro e corpo casto servire al tuo Figlio e a te, nel tuo diletto Ordine.
Ottienimi da Lui una volontaria povertà con pazienza e tranquillità di spirito perché possa sostenere gli impegni del mio stato, e lavorare per la salvezza mia e del mio prossimo.
Ottienimi ancora, Signora dolcissima, una verace carità, perché ami con tutto il cuore il tuo Sacratissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo; e te, dopo di Lui, sopra ogni altra creatura; e il prossimo in Dio e per Dio, sì da godere del suo bene, soffrire del suo male, non disprezzare né giudicare temerariamente alcuno, né preferirmi ad alcuno nel segreto del mio cuore.
Fa’ ancora, Regina del cielo, che custodisca sempre nel mio cuore l’amore e il timore del tuo dolcissimo Figlio; che di continuo renda grazie per i tanti benefici concessimi non per mio merito, ma per sua bontà; che faccia una confessione pura e sincera e una vera penitenza dei miei peccati, per meritare la sua Misericordia e la sua grazia.
Infine, ti prego perché al termine della mia vita, Tu che sei Madre impareggiabile, porta del cielo e avvocata dei peccatori, non permetta che io, indegno tuo servo, possa deviare dalla fede cattolica; ma soccorrimi con la tua grande bontà e Misericordia, difendimi dagli spiriti del male e infondimi speranza nella gloriosa Passione del tuo Figlio benedetto; ottienimi anche con la tua intercessione il perdono dei miei peccati e, concedendomi di spirare nel tuo e nel suo Amore, dirigimi sulla via della salvezza e della gloria eterna.
Amen.
https://parolabimbi.blogspot.com/2014/10/la-parola-di-gesu.html
RispondiEliminaOGNI MIA PAROLA ISAIA 55 https://www.youtube.com/watch?v=wqfa4cswzU8