Antifona Beata la vergine che, rinunciando a se stessa e prendendo la croce, ha imitato il Signore, sposo delle vergini e principe dei martiri.
Colletta Dio onnipotente ed eterno, che scegli le creature miti e deboli per confondere quelle forti, concedi a noi, che celebriamo la nascita al cielo della tua martire sant’Agnese, di imitare la sua costanza nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra. Dal primo libro di Samuèle 1Sam 17,32-33.37.40-51
In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d'animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua adolescenza». Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Ebbene va' e il Signore sia con te». Davide prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora in mano la fionda e si avvicinò al Filisteo. Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto. Il Filisteo disse a Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?». E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi. Poi il Filisteo disse a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche». Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai sfidato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e ti staccherò la testa e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani». Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse a prendere posizione in fretta contro il Filisteo. Davide cacciò la mano nella sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra, colpì il Filisteo e l'uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.
R. Benedetto il Signore, mia roccia. Oppure: R. Dio solo è la nostra forza.
Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia. R.
Mio alleato e mia fortezza, mio rifugio e mio liberatore, mio scudo in cui confido, colui che sottomette i popoli al mio giogo. R.
O Dio, ti canterò un canto nuovo, inneggerò a te con l'arpa a dieci corde, a te, che dai vittoria ai re, che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo. (Cf. Mt 4,23)
Alleluia.
Vangelo È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla? Dal Vangelo secondo Marco Mc 3,1-6
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Le Parole dei Papi Gesù, la speranza, rifà tutto. E’ un miracolo costante. Non solo ha fatto miracoli di guarigione, tante cose: quelli erano soltanto segni, segnali di quello che sta facendo adesso, nella Chiesa. Il miracolo di rifare tutto: quello che fa nella mia vita, nella tua vita, nella nostra vita. Rifare. E questo che rifà Lui è proprio il motivo della nostra speranza. E’ Cristo che rifà tutte le cose più meravigliosamente della Creazione, è il motivo della nostra speranza. E questa speranza non delude, perché Lui è fedele. Non può rinnegare se stesso. Questa è la virtù della speranza. Il Signore che è la speranza della gloria, che è il centro, che è la totalità, ci aiuti in questa strada: dare speranza, avere passione per la speranza. (P. Francesco Omelia Santa Marta – 9 settembre 2013) Nei Vangeli, molte pagine raccontano gli incontri di Gesù con i malati e il suo impegno a guarirli. Egli si presenta pubblicamente come uno che lotta contro la malattia e che è venuto per guarire l’uomo da ogni male: il male dello spirito e il male del corpo. (…) E quando un padre o una madre, oppure anche semplicemente persone amiche gli portavano davanti un malato perché lo toccasse e lo guarisse, non metteva tempo in mezzo; la guarigione veniva prima della legge, anche di quella così sacra come il riposo del sabato (cfr Mc 3,1-6). I dottori della legge rimproveravano Gesù perché guariva il sabato, faceva il bene il sabato. Ma l’amore di Gesù era dare la salute, fare il bene: e questo va sempre al primo posto! (…) Di fronte alla malattia, anche in famiglia sorgono difficoltà, a causa della debolezza umana. Ma, in genere, il tempo della malattia fa crescere la forza dei legami familiari. (…) La debolezza e la sofferenza dei nostri affetti più cari e più sacri, possono essere, per i nostri figli e i nostri nipoti, una scuola di vita (…) e lo diventano quando i momenti della malattia sono accompagnati dalla preghiera e dalla vicinanza affettuosa e premurosa dei familiari. (Francesco - Udienza generale, 10 giugno 2015) Il nostro Dio è un Dio-che-viene - non dimenticatevi questo: Dio è un Dio che viene, continuamente viene - : Egli non delude la nostra attesa! Mai delude il Signore. È venuto in un preciso momento storico e si è fatto uomo per prendere su di sé i nostri peccati – la festività del Natale commemora questa prima venuta di Gesù nel momento storico - ; verrà alla fine dei tempi come giudice universale; e viene anche una terza volta, in una terza modalità: viene ogni giorno a visitare il suo popolo, a visitare ogni uomo e donna che lo accoglie nella Parola, nei Sacramenti, nei fratelli e nelle sorelle. È alla porta del nostro cuore. Bussa. Tu sai ascoltare il Signore che bussa, che è venuto oggi per visitarti, che bussa al tuo cuore con una inquietudine, con un’idea, con un’ispirazione? ( P Francesco ANGELUS - 29 novembre 2020)
FAUSTI – La casa succede alla sinagoga, essa diventa un luogo teologico, che segna un dentro rispetto a un fuori: dentro c’è la famiglia, fuori gli estranei. Questo dentro delimita la Chiesa, fatta da chi sta con Lui e Lo ascolta. Si tratta però di un centro aperto a tutti gli estranei, anche ai suoi, purché vogliano entrare con Lui e non farlo uscire con loro. La folla con le sue richieste toglie a Gesù e ai suoi il tempo materiale per mangiare. Qualche volta a noi toglie anche il tempo per il cibo spirituale che è “ogni Parola che esce dalla bocca del Signore “ perché è Lui la nostra vita . In questo senso Gesù dice a noi “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete “e “mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato”. I suoi sono i parenti più stretti tra cui conosciamo Giacomo e Giuseppe Giuda e Simone il primo figura di grande spicco tenne il governo della Chiesa di Gerusalemme ed è ritenuto l'autore della lettera omonima, i suoi rappresentano noi credenti che dobbiamo passare da una conoscenza e un amore per Gesù secondo la carne ha una conoscenza e a un amore secondo lo Spirito . Chiunque è in casa è sempre tentato di catturarlo tirando Lui dalla propria invece che lasciarsi attirare da Lui Essi vanno non per seguirlo ma per tirarlo fuori dalla casa dove si trova. La lotta tra Gesù e i suoi e continua anche se sottile e sorda, Egli vuole che noi siamo con Lui e noi vogliamo che Lui sia con noi: è il capovolgimento della fede che ci porta a servirci di Lui invece di servirlo. Donare è dell'essenza di Dio ed è principio di creazione così impadronirsi è negazione pratica di Dio e principio di decreazione, impadronirsi è l'istinto fondamentale dell'uomo che non conosce Dio invece di dire sì grazie dice è mio! Gesù simpatizza con i cattivi e trascura i propri interessi si può prevedere che con la sua bontà andrà a finire male. Gesù fu e e sarà rifiutato ora e sempre da amici e nemici, vicini e lontani tutti uguali fino a quando non ci convertiamo proprio perché povero umiliato e umile .Ma questa sua follia è Sapienza di Dio e mentre l'uomo con la sua Sapienza uccide se stesso, Dio lo strappa con potenza dalla sua malattia mortale . Essere con Gesù esige il cambiamento dal pensiero dell'uomo al pensiero di Dio un riorientamento della propria vita sui Suoi passi. Senza questa conversione radicale della mente e del cuore si rimane fuori dalla Sua famiglia anche se si è dei suoi secondo la carne Lo si ama e Gli si vuole bene . In realtà si ama in Lui se stessi e i propri progetti pronti a seguirlo quando Lui ci segue e a confiscarlo quando non ci segue. Questo amore se non si purifica si chiama egoismo ed è un tentativo di assimilare Lui a noi invece che noi a Lui e la tentazione costante che ci porta a tradirlo sia come singoli che come chiesa. Gesù scaccia i demoni la sua Parola a differenza degli scribi e della loro opera. Quanto dice , invece di accettare con umiltà il dono, preferiscono metterlo in discussione, fanno uso della loro scienza per imbrogliare se stessi del prestigio che essa conferisce per difendersi e attaccare. La loro interpretazione non è mania, nasce dall'invidia. Chi bestemmia contro lo Spirito Santo è l'uomo che può chiudersi alla verità conosciuta preferendo le proprie comode sicurezze, è molto pericoloso attribuirsi la buona fede, credere di essere giusti, presumere di avere ragione non essere disposti a cambiare, scambiare la verità con la certezza. Vizio comunissimo più che mai ,tutto ciò ha a che vedere con questo peccato di resistenza allo Spirito che è l'amore di Dio che dona e perdona: non si accetta il perdono incondizionato che Gesù dona nella forza dello Spirito di Dio. La bestemmia imperdonabile è non riconoscere che Dio in Gesù è grazia e perdono, cercando di vivere della propria giustizia e delle proprie giustificazioni. Chi fa questo peccato ritiene di essere nel giusto e non vuole essere perdonato di nulla : è inconvertibile fino a quando non si riconosce peccatore. E’ la cecità dei farisei che rimane fino a quando credono di vederci.
Antifona
RispondiEliminaBeata la vergine
che, rinunciando a se stessa e prendendo la croce,
ha imitato il Signore,
sposo delle vergini e principe dei martiri.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che scegli le creature miti e deboli per confondere quelle forti,
concedi a noi, che celebriamo la nascita al cielo
della tua martire sant’Agnese,
di imitare la sua costanza nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra.
Dal primo libro di Samuèle
1Sam 17,32-33.37.40-51
In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d'animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua adolescenza». Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Ebbene va' e il Signore sia con te».
Davide prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora in mano la fionda e si avvicinò al Filisteo.
Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto. Il Filisteo disse a Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?». E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi. Poi il Filisteo disse a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche».
Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai sfidato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e ti staccherò la testa e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani».
Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse a prendere posizione in fretta contro il Filisteo. Davide cacciò la mano nella sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.
Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra, colpì il Filisteo e l'uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
EliminaDal Sal 143 (144)
R. Benedetto il Signore, mia roccia.
Oppure:
R. Dio solo è la nostra forza.
Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia. R.
Mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido,
colui che sottomette i popoli al mio giogo. R.
O Dio, ti canterò un canto nuovo,
inneggerò a te con l'arpa a dieci corde,
a te, che dai vittoria ai re,
che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo. (Cf. Mt 4,23)
Alleluia.
Vangelo
È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 3,1-6
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaGesù, la speranza, rifà tutto. E’ un miracolo costante. Non solo ha fatto miracoli di guarigione, tante cose: quelli erano soltanto segni, segnali di quello che sta facendo adesso, nella Chiesa. Il miracolo di rifare tutto: quello che fa nella mia vita, nella tua vita, nella nostra vita. Rifare. E questo che rifà Lui è proprio il motivo della nostra speranza. E’ Cristo che rifà tutte le cose più meravigliosamente della Creazione, è il motivo della nostra speranza. E questa speranza non delude, perché Lui è fedele. Non può rinnegare se stesso. Questa è la virtù della speranza. Il Signore che è la speranza della gloria, che è il centro, che è la totalità, ci aiuti in questa strada: dare speranza, avere passione per la speranza. (P. Francesco Omelia Santa Marta – 9 settembre 2013)
Nei Vangeli, molte pagine raccontano gli incontri di Gesù con i malati e il suo impegno a guarirli. Egli si presenta pubblicamente come uno che lotta contro la malattia e che è venuto per guarire l’uomo da ogni male: il male dello spirito e il male del corpo. (…) E quando un padre o una madre, oppure anche semplicemente persone amiche gli portavano davanti un malato perché lo toccasse e lo guarisse, non metteva tempo in mezzo; la guarigione veniva prima della legge, anche di quella così sacra come il riposo del sabato (cfr Mc 3,1-6). I dottori della legge rimproveravano Gesù perché guariva il sabato, faceva il bene il sabato. Ma l’amore di Gesù era dare la salute, fare il bene: e questo va sempre al primo posto! (…) Di fronte alla malattia, anche in famiglia sorgono difficoltà, a causa della debolezza umana. Ma, in genere, il tempo della malattia fa crescere la forza dei legami familiari. (…) La debolezza e la sofferenza dei nostri affetti più cari e più sacri, possono essere, per i nostri figli e i nostri nipoti, una scuola di vita (…) e lo diventano quando i momenti della malattia sono accompagnati dalla preghiera e dalla vicinanza affettuosa e premurosa dei familiari. (Francesco - Udienza generale, 10 giugno 2015)
Il nostro Dio è un Dio-che-viene - non dimenticatevi questo: Dio è un Dio che viene, continuamente viene - : Egli non delude la nostra attesa! Mai delude il Signore. È venuto in un preciso momento storico e si è fatto uomo per prendere su di sé i nostri peccati – la festività del Natale commemora questa prima venuta di Gesù nel momento storico - ; verrà alla fine dei tempi come giudice universale; e viene anche una terza volta, in una terza modalità: viene ogni giorno a visitare il suo popolo, a visitare ogni uomo e donna che lo accoglie nella Parola, nei Sacramenti, nei fratelli e nelle sorelle. È alla porta del nostro cuore. Bussa. Tu sai ascoltare il Signore che bussa, che è venuto oggi per visitarti, che bussa al tuo cuore con una inquietudine, con un’idea, con un’ispirazione? ( P Francesco ANGELUS - 29 novembre 2020)
FAUSTI – La casa succede alla sinagoga, essa diventa un luogo teologico, che segna un dentro rispetto a un fuori: dentro c’è la famiglia, fuori gli estranei. Questo dentro delimita la Chiesa, fatta da chi sta con Lui e Lo ascolta. Si tratta però di un centro aperto a tutti gli estranei, anche ai suoi, purché vogliano entrare con Lui e non farlo uscire con loro.
RispondiEliminaLa folla con le sue richieste toglie a Gesù e ai suoi il tempo materiale per mangiare. Qualche volta a noi toglie anche il tempo per il cibo spirituale che è “ogni Parola che esce dalla bocca del Signore “ perché è Lui la nostra vita . In questo senso Gesù dice a noi “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete “e “mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato”.
I suoi sono i parenti più stretti tra cui conosciamo Giacomo e Giuseppe Giuda e Simone il primo figura di grande spicco tenne il governo della Chiesa di Gerusalemme ed è ritenuto l'autore della lettera omonima, i suoi rappresentano noi credenti che dobbiamo passare da una conoscenza e un amore per Gesù secondo la carne ha una conoscenza e a un amore secondo lo Spirito . Chiunque è in casa è sempre tentato di catturarlo tirando Lui dalla propria invece che lasciarsi attirare da Lui Essi vanno non per seguirlo ma per tirarlo fuori dalla casa dove si trova. La lotta tra Gesù e i suoi e continua anche se sottile e sorda, Egli vuole che noi siamo con Lui e noi vogliamo che Lui sia con noi: è il capovolgimento della fede che ci porta a servirci di Lui invece di servirlo.
Donare è dell'essenza di Dio ed è principio di creazione così impadronirsi è negazione pratica di Dio e principio di decreazione, impadronirsi è l'istinto fondamentale dell'uomo che non conosce Dio invece di dire sì grazie dice è mio! Gesù simpatizza con i cattivi e trascura i propri interessi si può prevedere che con la sua bontà andrà a finire male.
Gesù fu e e sarà rifiutato ora e sempre da amici e nemici, vicini e lontani tutti uguali fino a quando non ci convertiamo proprio perché povero umiliato e umile .Ma questa sua follia è Sapienza di Dio e mentre l'uomo con la sua Sapienza uccide se stesso, Dio lo strappa con potenza dalla sua malattia mortale .
Essere con Gesù esige il cambiamento dal pensiero dell'uomo al pensiero di Dio un riorientamento della propria vita sui Suoi passi. Senza questa conversione radicale della mente e del cuore si rimane fuori dalla Sua famiglia anche se si è dei suoi secondo la carne Lo si ama e Gli si vuole bene .
In realtà si ama in Lui se stessi e i propri progetti pronti a seguirlo quando Lui ci segue e a confiscarlo quando non ci segue.
Questo amore se non si purifica si chiama egoismo ed è un tentativo di assimilare Lui a noi invece che noi a Lui e la tentazione costante che ci porta a tradirlo sia come singoli che come chiesa.
Gesù scaccia i demoni la sua Parola a differenza degli scribi e della loro opera. Quanto dice , invece di accettare con umiltà il dono, preferiscono metterlo in discussione, fanno uso della loro scienza per imbrogliare se stessi del prestigio che essa conferisce per difendersi e attaccare. La loro interpretazione non è mania, nasce dall'invidia. Chi bestemmia contro lo Spirito Santo è l'uomo che può chiudersi alla verità conosciuta preferendo le proprie comode sicurezze, è molto pericoloso attribuirsi la buona fede, credere di essere giusti, presumere di avere ragione non essere disposti a cambiare, scambiare la verità con la certezza.
Vizio comunissimo più che mai ,tutto ciò ha a che vedere con questo peccato di resistenza allo Spirito che è l'amore di Dio che dona e perdona: non si accetta il perdono incondizionato che Gesù dona nella forza dello Spirito di Dio.
La bestemmia imperdonabile è non riconoscere che Dio in Gesù è grazia e perdono, cercando di vivere della propria giustizia e delle proprie giustificazioni. Chi fa questo peccato ritiene di essere nel giusto e non vuole essere perdonato di nulla : è inconvertibile fino a quando non si riconosce peccatore.
E’ la cecità dei farisei che rimane fino a quando credono di vederci.