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venerdì 2 gennaio 2026

SS. NOME DI GESU'




 

6 commenti:

  1. Antifona
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
    il Signore nostro Dio è luce per noi. (Cf. Sal 117,26-27)

    Colletta
    O Dio, tu hai voluto che l’umanità del Salvatore,
    nella sua mirabile nascita dalla Vergine Maria,
    non fosse sottoposta alla comune eredità dei nostri padri:
    fa’ che, liberati dal contagio dell’antico male,
    possiamo anche noi
    far parte della nuova creazione,
    iniziata da Cristo tuo Figlio.
    Egli è Dio, e vive e regna con te.

    Prima Lettura
    Chi rimane in Dio non pecca.
    Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
    1Gv 2,29- 3,6

    Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui.
    Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
    Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
    Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche l'iniquità, perché il peccato è l'iniquità. Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l'ha visto né l'ha conosciuto.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 97 (98)

    R. Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.
    Oppure:
    R. Esultiamo nel Signore, nostra salvezza.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    perché ha compiuto meraviglie.
    Gli ha dato vittoria la sua destra
    e il suo braccio santo. R.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    la vittoria del nostro Dio.
    Acclami il Signore tutta la terra,
    gridate, esultate, cantate inni! R.

    Cantate inni al Signore con la cetra,
    con la cetra e al suono di strumenti a corde;
    con le trombe e al suono del corno
    acclamate davanti al re, il Signore. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.
    A quanti lo hanno accolto
    ha dato il potere di diventare figli di Dio. (Gv 1,14a.12a)

    Alleluia.

    Vangelo
    Ecco l'agnello di Dio.
    Dal Vangelo secondo Giovanni
    Gv 1,29-34

    In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    Giovanni, compiuta la sua missione, sa farsi da parte, si ritira dalla scena per fare posto a Gesù. Ha visto lo Spirito scendere su di Lui (cfr vv. 33-34), lo ha indicato come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e ora si mette, a sua volta, in umile ascolto. Da profeta diventa discepolo. Ha predicato al popolo, ha raccolto dei discepoli e li ha formati per molto tempo. Eppure non lega nessuno a sé. E questo è difficile ma è il segno del vero educatore: non legare le persone a sé. E Giovanni fa così: mette i suoi discepoli sulle orme di Gesù. Non è interessato ad avere un seguito per sé, a ottenere prestigio e successo, ma dà testimonianza e poi fa un passo indietro, perché molti abbiano la gioia di incontrare Gesù. Possiamo dire: apre la porta e se ne va. Con questo suo spirito di servizio, con la sua capacità di fare posto a Gesù, Giovanni il Battista ci insegna una cosa importante: la libertà dagli attaccamenti. Sì, perché è facile attaccarsi a ruoli, a posizioni, al bisogno di essere stimati, riconosciuti e premiati. E questo, pur essendo naturale, non è una cosa buona, perché il servizio comporta la gratuità, il prendersi cura degli altri senza vantaggi per sé, senza secondi fini, senza aspettare il contraccambio. Farà bene anche a noi coltivare, come Giovanni, la virtù di farci da parte al momento opportuno, testimoniando che il punto di riferimento della vita è Gesù.
    (Papa Francesco - Angelus, 15 gennaio 2023)

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    1. Il nome di Gesù
      Secondo l’evangelista Matteo, il nome fu imposto al figlio partorito da Maria da Giuseppe, come annunciato dall’angelo in sogno (1,20ss). Un nome frutto dell’obbedienza: in osservanza alla tradizione ebraica, l’8° giorno dopo la nascita, il neonato veniva circonciso e gli veniva dato il nome che quasi sempre conteneva un’invocazione a Dio. Anche a Gesù, ebreo di nascita perfettamente inserito nella storia del popolo ebraico tocca un nome che lo pone nell’alleanza tra Abramo e Dio. L’evangelista Matteo, nel capitolo 1, ci presenta la genealogia di Gesù che va interpretata alla luce dell’annotazione attraverso la quale l’evangelista richiama chiaramente l’attenzione: “La somma di tutte le generazioni da Abramo a Davide è di quattordici; da Davide alla deportazione di Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione di Babilonia a Gesù è di quattordici” (1,17). Attraverso questa cornice Matteo ricalca in un certo senso Genesi 2,4a “Questo è…il libro della genesi”, quasi a proiettare Gesù sullo sfondo delle origini. In questo modo l’origine storica di Gesù si salda più direttamente a quella di Davide sulla quale si innesta la speranza della venuta del Messia per tutti i popoli.

      Chi invocherà il nome di Gesù sarà salvo
      In questo modo Gesù viene presentato come colui che compie le promesse messianiche: “Chiunque crede in lui non sarà deluso… Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato” (At 2,20; Rm 10,12-13).

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  3. FAUSTI - “Vede Gesù che viene verso di lui” il giorno dopo la sua testimonianza, Giovanni “vede” Colui che già prima aveva contemplato, ma senza riconoscerlo. Anche il lettore ha già udito nel prologo che Gesù è l'unigenito Figlio di Dio ; ma ci vuole tempo per riconoscerlo.
    Vedere Gesù che “viene” è vedere l'invisibile, la Parola diventata Carne che mostra la Gloria. Giovanni l'attende, ma è lei che viene per farsi vedere. L'iniziativa dell'incontro è Sua.
    Il Figlio, come è rivolto verso il Padre, così necessariamente si rivolge verso di noi, suoi fratelli.
    La “voce di uno che grida nel deserto” suona consolazione, perché promette il perdono e reca la buona notizia : “Ecco il nostro Dio!” (Is 40,1-9).
    Il perdono però non è solo per Israele, ma per “il mondo”, perché ogni carne veda la Sua Gloria
    (Is 40,5). Si parla di peccato, non di peccati. Si tratta della peccaminosità, che è la non conoscenza di Dio, radice di ogni singola trasgressione. Chi toglie il peccato non può che essere Dio in persona.
    Gesù è chiamato “l'agnello”. La parola allude al Servo di JHWH , muto come un agnello condotto al macello (Is 53,7) , tanto più che la parola aramaica “taleya” può significare sia fanciullo/servo che agnello. In queste parole di Giovanni risuona la stessa teologia degli altri Vangeli, secondo i quali Gesù nel battesimo è proclamato dal Padre come il Figlio/Servo che, con il Suo sacrificio, salverà il mondo.
    “Io non lo conoscevo” Nuovamente sottolineata la sua non conoscenza di Gesù . Lo attende ma non lo conosce. Ma può conoscerlo perché Lo attende. Si conosce solo ciò che si ama!
    Ora finalmente Lo “vede” e capisce il senso di ciò che ha fatto e sta facendo . Il suo battesimo serve a manifestarlo. Chiunque non accetta il suo battesimo, non può conoscere chi è Gesù.
    Il battesimo nell'acqua – riconoscimento del limite creaturale e del proprio peccato , ma anche desiderio di rinascita a vita nuova – è il luogo di verità di ogni uomo, posto come sentinella tra il finito e l'infinito.
    Su questa soglia ogni carne incontra la “Parola” diventata Carne.

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  4. Giovanni, Voce che grida nel deserto”Preparate la via del Signore” (Is 40,..) di cui dicono:”Tutto quello che ci ha detto di Gesù è vero!” (Gv 10,41) è il Precursore che raccoglie l'eredità profetica dell'Antico Testamento e introduce nel Tempo di Cristo.
    Lo riconobbe esultando di gioia nel seno di sua madre Elisabetta, quando giunse Maria , Tabernacolo di Gesù Bambino, e andò nel deserto a battezzare con acqua, per annunciare che Colui al quale non era degno di legare i sandali avrebbe Battezzato in Spirito Santo e Fuoco!
    Annuncia Cristo, che Lo riconosce come “Il più grande tra i nati di donna”
    Al termine della sua testimonianza egli afferma .”Questa mia gioia è compiuta!.
    Egli deve crescere e io diminuire!”(Gv 3,29-30).
    Servo della Verità, è pronto alla testimonianza estrema del martirio.
    Anticipa in questo Gesù Crocifisso che esclama sulla Croce : “Tutto è compiuto!”
    E chinato il Capo, Spirò!(Gv 19,30).

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