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domenica 15 febbraio 2026

SAN GIUSEPPE ALLAMANO, FONDATORE DEI MISSIONARI DELLA CONSOLATA


 

6 commenti:

  1. Antifona d'Ingresso Lc 4,18
    Lo Spirito del Signore è sopra di me:
    per questo mi ha consacrato con l'unzione,
    mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio.
    O Padre, che nel SANTO Giuseppe Allamano
    hai suscitato un ardente desiderio
    di cooperare al tuo disegno universale di salvezza,
    e lo hai reso formatore di sacerdoti
    e padre di famiglie missionarie
    per l'annuncio del Vangelo a tutti i popoli,
    concedi a noi di crescere nello stesso zelo,
    fino a dare la vita per i fratelli.
    Per il nostro Signore, Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Is 42.1-7
    Non griderà, né farà udire in piazza la sua voce.

    Dal libro del profeta Isaia
    Così dice il Signore:
    «Ecco il mio servo che io sostengo,
    il mio eletto in cui mi compiaccio.
    Ho posto il mio spirito su di lui;
    egli porterà il diritto alle nazioni.
    Non griderà né alzerà il tono,
    non farà udire in piazza la sua voce,
    non spezzerà una canna incrinata,
    non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta.
    Proclamerà il diritto con fermezza;
    non verrà meno e non si abbatterà,
    finché non avrà stabilito il diritto sulla terra;
    e per la sua dottrina saranno in attesa le isole».
    Così dice il Signore Dio che crea i cieli e li spiega,
    distende la terra con ciò che vi nasce,
    dà il respiro alla gente che la abita
    e l'alito a quanti camminano su di essa:
    «Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
    e ti ho preso per mano;
    ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo
    e luce delle nazioni,
    perché tu apra gli occhi ai ciechi
    e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
    dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 95
    Popoli tutti, lodate il Signore!

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore da tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome.

    Annunziate di giorno in giorno la sua salvezza,
    in mezzo ai popoli narrate la sua gloria,
    a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.

    Date al Signore, o famiglie dei popoli,
    date al Signore gloria e potenza,
    date al Signore la gloria del suo nome.

    Dite tra i popoli: «II Signore regna!».
    Sorregge il mondo, perché non vacilli;
    giudica le nazioni con rettitudine.

    Seconda Lettura 1 Cor 9,16-19.22-23
    Mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero.

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti
    Fratelli, non è per un vanto predicare il vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato.
    Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.
    Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole con i deboli per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.


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  2. Canto al Vangelo Mt 28,19-20
    Alleluia, alleluia.
    Andate e ammaestrate tutte le genti, dice il Signore;
    ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo.
    Alleluia.
    Vangelo Mc 16,15-20
    Predicate il vangelo ad ogni creatura.

    Dal vangelo secondo Marco
    In quel tempo, apparendo agli Undici, Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti; e se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; porranno le mani ai malati e questi guariranno».
    Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
    Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.

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    Risposte
    1. PAROLE DEI PAPI
      Si tratta di una missione sconfinata – cioè letteralmente senza confini – che supera le forze umane. Gesù infatti dice: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15). Sembra davvero troppo audace l’incarico che Gesù affida a un piccolo gruppo di uomini semplici e senza grandi capacità intellettuali! Eppure questa sparuta compagnia, irrilevante di fronte alle grandi potenze del mondo, è inviata a portare il messaggio d’amore e di misericordia di Gesù in ogni angolo della terra. ( Francesco Regina Coeli, 13 maggio 2018)

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  3. S. GIUSEPPE ALLAMANO
    CONSIGLI
    L'importante nella via della santificazione è di non scoraggiarci per le nostre miserie, per trovarci sempre distanti da quella perfezione a cui sinceramente e con tutte le forze aspiriamo. La diffidenza, vedete, è tale un ostacolo che basta da sola a fermare l'anima anche la più ben avviata, a impedirle di proseguire, a farla talora indietreggiare nella buona via. L'anima diffidente è come un uccello a cui sono state tarpate le ali, che perciò non può alzarsi a volo.

    Sapete da che cosa proviene la diffidenza e quindi lo scoraggiamento? Dal confidare troppo in noi stessi, nelle nostre forze. Lo Scupoli, nell'aureo libretto del Combattimento spirituale, dice al riguardo: "Ciò ti si imprima bene nella mente: imperocché noi siamo troppo facili ed inclinati dalla natura corrotta ad una falsa stima di noi stessi, che essendo veramente non altro che nulla, ci diamo pure ad intendere che siamo qualcosa e, senza fondamento veruno, delle proprie forze presumiamo. Questo è difetto assai difficile a conoscersi e molto dispiace agli occhi di Dio, che ama e vuole in noi una cognizione certissima di questa verità: che ogni grazia e virtù deriva da Lui solo, che è fonte di ogni bene, e che da noi nessuna cosa, neppure un buon pensiero può venire, che grato gli sia" (192).

    Prima cosa, dunque, pregare il Signore che ci dia la conoscenza perfetta del nostro nulla. Non si tratta di farci più cattivi di quello che siamo, ce n'è già di che star ben umili; se c'insuperbiamo, è appunto perché non ci conosciamo. I grandi ingegni e i grandi Santi, come S. Tommaso (193), si può dire che non sentissero nemmeno più le tentazioni d'invanirsi, appunto perché, conoscendo a fondo se stessi, il loro nulla, sapevano riferire tutto il bene a Dio solo. Sono soltanto i mediocri e gli imperfetti che si credono qualcosa; e allora il Signore, con umilianti cadute, li richiama alla verità, cioè al conoscimento di se stessi.

    Non bisogna però che ci fermiamo qui. La conoscenza del proprio nulla e quindi la diffidenza di noi stessi, non dev'essere che il punto d'appoggio per salire alla confidenza in Dio. Scrive il predetto Autore: "La diffidenza, se l'avremo sola, fa sì che o ci daremo alla fuga o resteremo vinti, superati dai nemici. Epperò, oltre a questa, ci vuole la totale confidenza in Dio, da lui solo sperando e aspettando qualunque bene, aiuto e vittoria" (194).

    Così faceva S. Filippo Neri, che andava gridando per le vie di Roma: "Sono disperato, sono disperato! ". E a chi gliene faceva rimostranza, rispondeva: "Sono disperato di me, per confidare tutto in Dio!". Il segreto di tutti i Santi, della loro santità e delle loro opere fu sempre questo: diffidare di sé e confidare in Dio. Ma confidare sempre, in ogni occasione; confidare soprattutto dopo le nostre mancanze, purché ci sia in noi la buona volontà di amarlo e di servirlo con perfezione. Mai dunque scoraggiarci delle nostre miserie che non vogliamo, ma attaccarci a Lui, abbandonarci in Lui che non solo vuole e può farci santi, ma essendo onnipotente, può costruire la nostra santificazione sulle nostre miserie; purché, ripeto, sia in noi il desiderio sincero, la volontà ferma di corrispondere alle sue grazie





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  4. “ANDATE IN TUTTO IL MONDO E ANNUNCIATE IL VANGELO!” Marco scrive.
    Gesù invia i discepoli nel mondo, “Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi!” riferisce Giovanni e Matteo e Luca riportano lo stesso identico invio in missione, con la promessa dello Spirito Santo e della Presenza di Gesù con loro sino alla fine del mondo.
    L'Evangelista Marco descrive i tratti dell'azione dello Spirito Santo e la rivelazione dell'Azione del Signore nella Missione della Chiesa : i segni che accompagneranno l'Annuncio , manifesteranno l' opera Divina e confermeranno la Parola , il Vangelo Annunziato.
    Potranno essere miracoli visibili e invisibili, ma sempre nell'Ascolto del Lieto Messaggio i malati guariranno, si sentiranno sollevati e consolati, i dispersi saranno raccolti nell'esultanza di una testimonianza che continua nei secoli a illuminare le genti, a diffondere la pace nei cuori, a estendere la fraternità con l'amore fraterno vissuto e condiviso, si parleranno le nuove lingue della universalità della chiamata di tutti i popoli nel Regno di Cristo, attraverso la Fede e l'azione sacramentale del perdono e del Battesimo, con il Dono dello Spirito Santo, di cui la Parola di Vita è sorgente zampillante per dissetare le arsure e il deserto arido dell'egoismo e della violenza. …
    Il Signore guarisca i nostri cuori perchè possiamo testimoniare le meraviglie del Suo Amore e rallegrarci con i fratelli nell'attesa della Sua Venuta!

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  5. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/01/salmo-96-la-gloria-del-signore-giudice.html
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