Antifona In mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca, il Signore lo ha colmato dello spirito di sapienza e d’intelligenza; gli ha fatto indossare una veste di gloria. (Cf. Sir 15,5)
Colletta Guida e proteggi, o Signore, la tua Chiesa per i meriti e gli insegnamenti di san Domenico: egli, che fu insigne predicatore della tua verità, sia nostro intercessore davanti a te. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Il giusto vivrà per la sua fede. Dal libro del profeta Abacuc Ab 1,12–2,4
Non sei tu fin da principio, Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo! Signore, tu lo hai scelto per far giustizia, l’hai reso forte, o Roccia, per punire. Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l’oppressione, perché, vedendo i perfidi, taci, mentre il malvagio ingoia chi è più giusto di lui? Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come animali che strisciano e non hanno padrone. Egli li prende tutti all’amo, li pesca a strascico, li raccoglie nella rete, e contento ne gode. Perciò offre sacrifici alle sue sciàbiche e brucia incenso alle sue reti, perché, grazie a loro, la sua parte è abbondante e il suo cibo succulento. Continuerà dunque a sguainare la spada e a massacrare le nazioni senza pietà? Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti. Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette, perché la si legga speditamente. È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà. Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 9
R. Tu non abbandoni chi ti cerca, Signore.
Il Signore siede in eterno, stabilisce il suo trono per il giudizio: governerà il mondo con giustizia, giudicherà i popoli con rettitudine. R.
Il Signore sarà un rifugio per l’oppresso, un rifugio nei momenti di angoscia. Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, perché tu non abbandoni chi ti cerca, Signore. R.
Cantate inni al Signore, che abita in Sion, narrate le sue imprese tra i popoli, perché egli chiede conto del sangue versato, se ne ricorda, non dimentica il grido dei poveri. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)
Alleluia.
Vangelo Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 17,14-20
In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo». E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».
PAROLE DEI PAPI Nel soccorso misericordioso di Gesù, Dio va incontro al suo popolo, in Lui appare e continuerà ad apparire all’umanità tutta la grazia di Dio. La misericordia, sia in Gesù sia in noi, è un cammino che parte dal cuore per arrivare alle mani. Cosa significa, questo? Gesù ti guarda, ti guarisce con la sua misericordia, ti dice: “Alzati!”, e il tuo cuore è nuovo… e con il cuore nuovo, con il cuore guarito da Gesù posso compiere le opere di misericordia mediante le mani, cercando di aiutare, di curare tanti che hanno bisogno. La misericordia è un cammino che parte dal cuore e arriva alle mani, cioè alle opere di misericordia. (Papa Francesco, Udienza Generale del 10 agosto 2016)
Nel soccorso misericordioso di Gesù, Dio va incontro al suo popolo, in Lui appare e continuerà ad apparire all’umanità tutta la grazia di Dio. La misericordia, sia in Gesù sia in noi, è un cammino che parte dal cuore per arrivare alle mani. Cosa significa, questo? Gesù ti guarda, ti guarisce con la sua misericordia, ti dice: “Alzati!”, e il tuo cuore è nuovo… e con il cuore nuovo, con il cuore guarito da Gesù posso compiere le opere di misericordia mediante le mani, cercando di aiutare, di curare tanti che hanno bisogno. La misericordia è un cammino che parte dal cuore e arriva alle mani, cioè alle opere di misericordia. (Papa Francesco, Udienza Generale del 10 agosto 2016 A Gesù, che può tutto, va chiesto tutto. Non dimenticatevi di questo. A Gesù che può tutto va chiesto tutto, con la mia insistenza davanti a Lui. Egli non vede l’ora di riversare la sua grazia e la sua gioia nei nostri cuori, ma purtroppo siamo noi a mantenere le distanze, forse per timidezza o pigrizia o incredulità. Tanti di noi, quando preghiamo, non crediamo che il Signore può fare il miracolo. Mi viene in mente quella storia – che io ho visto – di quel papà a cui i medici avevano detto che la sua bambina di nove anni non passava la notte; era in ospedale. E lui ha preso un bus ed è andato a settanta chilometri al santuario della Madonna. Era chiuso e lui, aggrappato alla cancellata, passò tutta la notte pregando: “Signore, salvala! Signore, dalle la vita!”. Pregava la Madonna, tutta la notte gridando a Dio, gridando dal cuore. Poi al mattino, quando tornò in ospedale, trovò la moglie che piangeva. E lui pensò: “È morta”. E la moglie disse: “Non si capisce, non si capisce, i medici dicono che è una cosa strana, sembra guarita”. Il grido di quell’uomo che chiedeva tutto, è stato ascoltato dal Signore che gli aveva dato tutto. (FRANCESCO Angelus, 24 ottobre 2021)
Il seme della senape è piccolissimo, però Gesù dice che basta avere una fede così, piccola, ma vera, sincera, per fare cose umanamente impossibili, impensabili. Ed è vero! Tutti conosciamo persone semplici, umili, ma con una fede fortissima, che davvero spostano le montagne! Pensiamo, per esempio, a certe mamme e papà che affrontano situazioni molto pesanti; o a certi malati, anche gravissimi, che trasmettono serenità a chi li va a trovare. Queste persone, proprio per la loro fede, non si vantano di ciò che fanno (…). Quanta gente tra noi ha questa fede forte, umile, e che fa tanto bene! (…) Ognuno di noi, nella propria vita di ogni giorno, può dare testimonianza a Cristo, con la forza di Dio, la forza della fede. La fede piccolissima che noi abbiamo, ma che è forte! Con questa forza dare testimonianza di Gesù Cristo, essere cristiani con la vita, con la nostra testimonianza! E come attingiamo questa forza? La attingiamo da Dio nella preghiera. La preghiera è il respiro della fede: in un rapporto di fiducia, in un rapporto di amore, non può mancare il dialogo, e la preghiera è il dialogo dell’anima con Dio. (Francesco - Angelus, 6 ottobre 2013)
FAUSTI – La fede è la possibilità dell'impossibile . Dà all'uomo il potere del Figlio di Dio. Mentre Gesù è sul monte con il Padre, nella Gloria, i discepoli sono al piano tra i fratelli, nella fatica. Cercano di continuare la loro missione, che è la Sua stessa. Ma inutilmente, non riescono ad averla vinta. Un padre esce dalla folla e si avvicina a Gesù che scende dal monte. Suo figlio è gravemente ammalato. Il suo male è descritto con dovizia di particolari e più riprese in Marco (9), Matteo dice solo che è lunatico- è l'epilessia, che si riteneva in connessione con le fasi della luna - soffre tremendamente e cade spesso nel fuoco e nell'acqua , alla fine aggiunge anche che è indemoniato. Gli antichi vedevano in certi tipi di malattie l'influsso degli spiriti cattivi. Mentre lui è sul monte, in basso i discepoli han tentato di guarirlo, ma non hanno potuto. Eppure hanno ricevuto il potere di scacciare i demoni e di curare ogni malattia e infermità. Come mai non hanno potuto esercitarlo? Come faranno a continuare senza di Lui, la missione che Lui ha loro affidata ?. E' un'esperienza di fallimento . Non sanno fare ciò che son chiamati a fare, non sanno compiere il loro lavoro. E' in crisi la loro identità. La diagnosi di Gesù : l'impotenza è dovuta alla mancanza di fede e alla perversione che ne consegue. La fede è ascoltare Gesù , il Quale dice che chi ascolta e fa le Sue Parole,fa la volontà di Dio e chi fa la volontà del Padre è Suo fratello, sorella , madre. Chi Lo ascolta, diventa come Lui, e può compiere le Sue stesse opere. Chi invece non si fida di Dio,si perverte volgendosi ai vari idoli : pone fiducia in ciò che non dà salvezza.Verrà il momento in cui sarà tolto lo sposo, e allora digiuneranno. Gesù, sul monte della Galilea, li invierà in tutto il mondo, e Lui sarà assente come lo è stato ora sul monte della trasfigurazione Sarà sempre con loro, mediante la fede nella Sua promessa, che sposterà ovunque il Monte della Sua gloria. La fede è portare a Gesù il proprio male invincibile, anche la propria infedeltà e perversione. Gesù è duro con il male, perché é misericordioso col malato. Cura il malato, non il male. Noi rischiamo spesso, per falsa bontà, di coccolare il male e maltrattare il malato. Certamente il male dell'incredulità e della perversione è prodotto dallo spirito del male. Qui si parla di demonio, origine del male. Tutto ciò che porta all'autodistruzione e toglie la libertà, ha certo a che fare con lo spirito del male.
- Il brano ha come ritornello il non-potere del discepolo, che non riesce ad esercitare quel potere sul male affidatogli dal suo Signore, che gli ha garantito di essere sempre con Lui. Il tema è la non-fede e la poca fede , causa di quest'impotenza , per la fede invece nulla è impossibile. Il problema è far sì che la nostra poca fede davanti al male non ripieghi nella non fede che nulla può, ma diventi quella fede che tutto può. In concreto , la fede è obbedire al Padre che dice di ascoltare il Figlio, sul monte. Questa fede sposta ovunque questo monte, che è quello della Trasfigurazione, della Gloria di Dio sulla terra. Chi ascolta Gesù ha già vinto il male : la Sua Parola ha il potere di generarlo figlio di Dio.
S. DOMENICO «Storia dell`Ordine dei Predicatori» (Libellus de Principiis O.P:; Acta canoniz. sancti Dominici)
Si dimostrava dappertutto uomo secondo il Vangelo, nelle parole e nelle opere. Durante il giorno nessuno era più socievole, nessuno più affabile con i fratelli e con gli altri. Di notte nessuno era più assiduo e più impegnato nel vegliare e pregare. Era assai parco di parole e, se apriva la bocca, era o per parlare con Dio nella preghiera o per parlare di Dio. Questa era la norma che seguiva e questa pure raccomandava ai fratelli. La grazia che più insistentemente chiedeva a Dio era quella di una carità ardente, che lo spingesse a operare efficacemente alla salvezza degli uomini. Riteneva infatti di poter arrivare a essere membro perfetto del corpo di Cristo solo qualora si fosse dedicato totalmente e con tutte le forze a conquistare anime. Voleva imitare in ciò il Salvatore, offertosi tutto per la nostra salvezza. A questo fine, ispirato da Dio, fondò l'Ordine dei Frati Predicatori, attuando un progetto provvidenziale da lungo accarezzato. Esortava spesso i fratelli, a voce e per lettera, a studiare sempre l'Antico e il Nuovo Testamento. Portava continuamente con sé il vangelo di Matteo e le lettere di san Paolo. O parlava con Dio, o parlava di Dio
Antifona
RispondiEliminaIn mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca,
il Signore lo ha colmato dello spirito di sapienza e d’intelligenza;
gli ha fatto indossare una veste di gloria. (Cf. Sir 15,5)
Colletta
Guida e proteggi, o Signore, la tua Chiesa
per i meriti e gli insegnamenti di san Domenico:
egli, che fu insigne predicatore della tua verità,
sia nostro intercessore davanti a te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Il giusto vivrà per la sua fede.
Dal libro del profeta Abacuc
Ab 1,12–2,4
Non sei tu fin da principio, Signore,
il mio Dio, il mio Santo?
Noi non moriremo!
Signore, tu lo hai scelto per far giustizia,
l’hai reso forte, o Roccia, per punire.
Tu dagli occhi così puri
che non puoi vedere il male
e non puoi guardare l’oppressione,
perché, vedendo i perfidi, taci,
mentre il malvagio ingoia chi è più giusto di lui?
Tu tratti gli uomini come pesci del mare,
come animali che strisciano e non hanno padrone.
Egli li prende tutti all’amo,
li pesca a strascico,
li raccoglie nella rete,
e contento ne gode.
Perciò offre sacrifici alle sue sciàbiche
e brucia incenso alle sue reti,
perché, grazie a loro, la sua parte è abbondante
e il suo cibo succulento.
Continuerà dunque a sguainare la spada
e a massacrare le nazioni senza pietà?
Mi metterò di sentinella,
in piedi sulla fortezza,
a spiare, per vedere che cosa mi dirà,
che cosa risponderà ai miei lamenti.
Il Signore rispose e mi disse:
«Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine,
parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila,
perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 9
R. Tu non abbandoni chi ti cerca, Signore.
Il Signore siede in eterno,
stabilisce il suo trono per il giudizio:
governerà il mondo con giustizia,
giudicherà i popoli con rettitudine. R.
Il Signore sarà un rifugio per l’oppresso,
un rifugio nei momenti di angoscia.
Confidino in te quanti conoscono il tuo nome,
perché tu non abbandoni chi ti cerca, Signore. R.
Cantate inni al Signore, che abita in Sion,
narrate le sue imprese tra i popoli,
perché egli chiede conto del sangue versato,
se ne ricorda, non dimentica il grido dei poveri. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)
Alleluia.
Vangelo
Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 17,14-20
In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».
Parola del Signore.
PAROLE DEI PAPI
RispondiEliminaNel soccorso misericordioso di Gesù, Dio va incontro al suo popolo, in Lui appare e continuerà ad apparire all’umanità tutta la grazia di Dio. La misericordia, sia in Gesù sia in noi, è un cammino che parte dal cuore per arrivare alle mani. Cosa significa, questo? Gesù ti guarda, ti guarisce con la sua misericordia, ti dice: “Alzati!”, e il tuo cuore è nuovo… e con il cuore nuovo, con il cuore guarito da Gesù posso compiere le opere di misericordia mediante le mani, cercando di aiutare, di curare tanti che hanno bisogno. La misericordia è un cammino che parte dal cuore e arriva alle mani, cioè alle opere di misericordia. (Papa Francesco, Udienza Generale del 10 agosto 2016)
Nel soccorso misericordioso di Gesù, Dio va incontro al suo popolo, in Lui appare e continuerà ad apparire all’umanità tutta la grazia di Dio. La misericordia, sia in Gesù sia in noi, è un cammino che parte dal cuore per arrivare alle mani. Cosa significa, questo? Gesù ti guarda, ti guarisce con la sua misericordia, ti dice: “Alzati!”, e il tuo cuore è nuovo… e con il cuore nuovo, con il cuore guarito da Gesù posso compiere le opere di misericordia mediante le mani, cercando di aiutare, di curare tanti che hanno bisogno. La misericordia è un cammino che parte dal cuore e arriva alle mani, cioè alle opere di misericordia. (Papa Francesco, Udienza Generale del 10 agosto 2016
EliminaA Gesù, che può tutto, va chiesto tutto. Non dimenticatevi di questo. A Gesù che può tutto va chiesto tutto, con la mia insistenza davanti a Lui. Egli non vede l’ora di riversare la sua grazia e la sua gioia nei nostri cuori, ma purtroppo siamo noi a mantenere le distanze, forse per timidezza o pigrizia o incredulità. Tanti di noi, quando preghiamo, non crediamo che il Signore può fare il miracolo. Mi viene in mente quella storia – che io ho visto – di quel papà a cui i medici avevano detto che la sua bambina di nove anni non passava la notte; era in ospedale. E lui ha preso un bus ed è andato a settanta chilometri al santuario della Madonna. Era chiuso e lui, aggrappato alla cancellata, passò tutta la notte pregando: “Signore, salvala! Signore, dalle la vita!”. Pregava la Madonna, tutta la notte gridando a Dio, gridando dal cuore. Poi al mattino, quando tornò in ospedale, trovò la moglie che piangeva. E lui pensò: “È morta”. E la moglie disse: “Non si capisce, non si capisce, i medici dicono che è una cosa strana, sembra guarita”. Il grido di quell’uomo che chiedeva tutto, è stato ascoltato dal Signore che gli aveva dato tutto. (FRANCESCO Angelus, 24 ottobre 2021)
Il seme della senape è piccolissimo, però Gesù dice che basta avere una fede così, piccola, ma vera, sincera, per fare cose umanamente impossibili, impensabili. Ed è vero! Tutti conosciamo persone semplici, umili, ma con una fede fortissima, che davvero spostano le montagne! Pensiamo, per esempio, a certe mamme e papà che affrontano situazioni molto pesanti; o a certi malati, anche gravissimi, che trasmettono serenità a chi li va a trovare. Queste persone, proprio per la loro fede, non si vantano di ciò che fanno (…). Quanta gente tra noi ha questa fede forte, umile, e che fa tanto bene! (…) Ognuno di noi, nella propria vita di ogni giorno, può dare testimonianza a Cristo, con la forza di Dio, la forza della fede. La fede piccolissima che noi abbiamo, ma che è forte! Con questa forza dare testimonianza di Gesù Cristo, essere cristiani con la vita, con la nostra testimonianza! E come attingiamo questa forza? La attingiamo da Dio nella preghiera. La preghiera è il respiro della fede: in un rapporto di fiducia, in un rapporto di amore, non può mancare il dialogo, e la preghiera è il dialogo dell’anima con Dio. (Francesco - Angelus, 6 ottobre 2013)
EliminaFAUSTI – La fede è la possibilità dell'impossibile .
RispondiEliminaDà all'uomo il potere del Figlio di Dio.
Mentre Gesù è sul monte con il Padre, nella Gloria, i discepoli sono al piano tra i fratelli, nella fatica.
Cercano di continuare la loro missione, che è la Sua stessa.
Ma inutilmente, non riescono ad averla vinta.
Un padre esce dalla folla e si avvicina a Gesù che scende dal monte.
Suo figlio è gravemente ammalato. Il suo male è descritto con dovizia di particolari e più riprese in Marco (9), Matteo dice solo che è lunatico- è l'epilessia, che si riteneva in connessione con le fasi della luna - soffre tremendamente e cade spesso nel fuoco e nell'acqua , alla fine aggiunge anche che è indemoniato.
Gli antichi vedevano in certi tipi di malattie l'influsso degli spiriti cattivi.
Mentre lui è sul monte, in basso i discepoli han tentato di guarirlo, ma non hanno potuto.
Eppure hanno ricevuto il potere di scacciare i demoni e di curare ogni malattia e infermità.
Come mai non hanno potuto esercitarlo?
Come faranno a continuare senza di Lui, la missione che Lui ha loro affidata ?.
E' un'esperienza di fallimento . Non sanno fare ciò che son chiamati a fare, non sanno compiere il loro lavoro. E' in crisi la loro identità.
La diagnosi di Gesù : l'impotenza è dovuta alla mancanza di fede e alla perversione che ne consegue.
La fede è ascoltare Gesù , il Quale dice che chi ascolta e fa le Sue Parole,fa la volontà di Dio e chi fa la volontà del Padre è Suo fratello, sorella , madre.
Chi Lo ascolta, diventa come Lui, e può compiere le Sue stesse opere.
Chi invece non si fida di Dio,si perverte volgendosi ai vari idoli : pone fiducia in ciò che non dà salvezza.Verrà il momento in cui sarà tolto lo sposo, e allora digiuneranno.
Gesù, sul monte della Galilea, li invierà in tutto il mondo, e Lui sarà assente come lo è stato ora sul monte della trasfigurazione
Sarà sempre con loro, mediante la fede nella Sua promessa, che sposterà ovunque il Monte della Sua gloria.
La fede è portare a Gesù il proprio male invincibile, anche la propria infedeltà e perversione.
Gesù è duro con il male, perché é misericordioso col malato.
Cura il malato, non il male. Noi rischiamo spesso, per falsa bontà, di coccolare il male e maltrattare il malato. Certamente il male dell'incredulità e della perversione è prodotto dallo spirito del male. Qui si parla di demonio, origine del male. Tutto ciò che porta all'autodistruzione e toglie la libertà, ha certo a che fare con lo spirito del male.
- Il brano ha come ritornello il non-potere del discepolo, che non riesce ad esercitare quel potere sul male affidatogli dal suo Signore, che gli ha garantito di essere sempre con Lui.
EliminaIl tema è la non-fede e la poca fede , causa di quest'impotenza , per la fede invece nulla è impossibile.
Il problema è far sì che la nostra poca fede davanti al male non ripieghi nella non fede che nulla può, ma diventi quella fede che tutto può.
In concreto , la fede è obbedire al Padre che dice di ascoltare il Figlio, sul monte.
Questa fede sposta ovunque questo monte, che è quello della Trasfigurazione, della Gloria di Dio sulla terra. Chi ascolta Gesù ha già vinto il male : la Sua Parola ha il potere di generarlo figlio di Dio.
S. DOMENICO «Storia dell`Ordine dei Predicatori» (Libellus de Principiis O.P:; Acta canoniz. sancti Dominici)
RispondiEliminaSi dimostrava dappertutto uomo secondo il Vangelo, nelle parole e nelle opere. Durante il giorno nessuno era più socievole, nessuno più affabile con i fratelli e con gli altri. Di notte nessuno era più assiduo e più impegnato nel vegliare e pregare.
Era assai parco di parole e, se apriva la bocca, era o per parlare con Dio nella preghiera o per parlare di Dio. Questa era la norma che seguiva e questa pure raccomandava ai fratelli.
La grazia che più insistentemente chiedeva a Dio era quella di una carità ardente, che lo spingesse a operare efficacemente alla salvezza degli uomini. Riteneva infatti di poter arrivare a essere membro perfetto del corpo di Cristo solo qualora si fosse dedicato totalmente e con tutte le forze a conquistare anime. Voleva imitare in ciò il Salvatore, offertosi tutto per la nostra salvezza.
A questo fine, ispirato da Dio, fondò l'Ordine dei Frati Predicatori, attuando un progetto provvidenziale da lungo accarezzato.
Esortava spesso i fratelli, a voce e per lettera, a studiare sempre l'Antico e il Nuovo Testamento. Portava continuamente con sé il vangelo di Matteo e le lettere di san Paolo. O parlava con Dio, o parlava di Dio