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lunedì 12 gennaio 2026

S. ILARIO DI POITIERS VESCOVO


 

4 commenti:

  1. Antifona
    In mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca,
    il Signore lo ha colmato dello spirito
    di sapienza e d’intelligenza;
    gli ha fatto indossare una veste di gloria. (Cf. Sir 15,5)

    Oppure:

    La bocca del giusto medita sapienza
    e la sua lingua esprime verità;
    la legge del suo Dio è nel suo cuore. (Cf. Sal 36,30-31)

    Colletta
    Dio onnipotente,
    donaci di conoscere e professare nella vera fede
    la divinità del tuo Figlio,
    che il vescovo sant’Ilario
    affermò con zelo infaticabile.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.


    Prima Lettura
    Il Signore si ricordò di Anna ed ella partorì Samuèle.
    Dal primo libro di Samuèle
    1Sam 1,9-20

    In quei giorni Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. Ella aveva l'animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo».
    Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!». Anna rispose: «No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore. Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare l'eccesso del mio dolore e della mia angoscia».
    Allora Eli le rispose: «Va' in pace e il Dio d'Israele ti conceda quello che gli hai chiesto». Ella replicò: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi». Poi la donna se ne andò per la sua via, mangiò e il suo volto non fu più come prima.
    Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore, tornarono a casa a Rama. Elkanà si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei. Così al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuèle, «perché - diceva - al Signore l'ho richiesto».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    1Sam 2,1.4-8

    R. Il mio cuore esulta nel Signore, mio Salvatore.

    Il mio cuore esulta nel Signore,
    la mia forza s'innalza grazie al mio Dio.
    Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
    perché io gioisco per la tua salvezza. R.

    L'arco dei forti s'è spezzato,
    ma i deboli si sono rivestiti di vigore.
    I sazi si sono venduti per un pane,
    hanno smesso di farlo gli affamati.
    La sterile ha partorito sette volte
    e la ricca di figli è sfiorita. R.

    Il Signore fa morire e fa vivere,
    scendere agli inferi e risalire.
    Il Signore rende povero e arricchisce,
    abbassa ed esalta. R.

    Solleva dalla polvere il debole,
    dall'immondizia rialza il povero,
    per farli sedere con i nobili
    e assegnare loro un trono di gloria. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Accogliete la parola di Dio
    non come parola di uomini,
    ma, qual è veramente, come parola di Dio. (Cf. 1Ts 2,13)

    Alleluia.

    Vangelo
    Gesù insegnava come uno che ha autorità.
    Dal Vangelo secondo Marco
    Mc 1,21b-28

    In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
    Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
    Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
    La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

    Parola del Signore.

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  2. PAROLA DEI PAPI
    Penso alle dipendenze, che rendono schiavi, sempre insoddisfatti, e divorano energie, beni e affetti; penso alle mode dominanti, che spingono a perfezionismi impossibili, al consumismo e all’edonismo, che mercificano le persone e ne guastano le relazioni. E altre catene: ci sono le tentazioni e i condizionamenti che minano l’autostima, la serenità e la capacità di scegliere e di amare la vita; un’altra catena: la paura, che fa guardare al futuro con pessimismo, e l’insofferenza, che getta la colpa sempre sugli altri; e poi c’è la catena molto brutta: l’idolatria del potere, che genera conflitti e ricorre ad armi che uccidono o si serve dell’ingiustizia economica e della manipolazione del pensiero. Tante catene ci sono nella nostra vita. E Gesù è venuto a liberarci da tutte queste catene. (...)
    Chiediamoci allora: io voglio davvero la libertà da quelle catene che mi stringono il cuore? E poi, so dire “no” alle tentazioni del male, prima che si insinuino nell’anima? Infine, invoco Gesù, gli permetto di agire in me, per risanarmi dentro? La Vergine Santa ci custodisca dal male. (P. FRANCESCO Angelus, Piazza San Pietro, 28 gennaio 2024)

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  3. FAUSTI- “Taci” , dice Gesù allo spirito immondo. La Sua Parola, come ha il potere di chiamarci a seguirlo,
    ha anche quello di sconfiggere lo spirito del male che è in noi.
    Con l'esorcismo inizia la prima giornata messianica. Si può dire che tutto il Vangelo è un esorcismo, è una “logoterapia”, in cui la Parola, raccontandoci la nostra verità, ci guarisce dalla menzogna e ci restituisce la nostra identità di figli del Padre e di fratelli tra di noi.
    Marco dopo averci detto chi è quel Gesù che ci invita dietro a Lui, ora ci dice in sintesi cosa fa per noi , con la forza della Sua Parola ci libera dal male e ci fa liberi per il bene,; la Sua azione non sarà spenta, bensì moltiplicata dalle tenebre che calano, e, nell'inazione della notte, attingerà dalla Comunione col Padre la forza di andare altrove.
    Nella cornice del sabato – per chi incontra e segue Lui, inizia il sabato senza tramonto! - ci viene offerto un quadro della Sua attività, il Suo programma messianico.
    Ancora oggi Lo incontriamo attraverso la Parola del Vangelo..
    Essa ha il potere di muovere pure noi a seguirlo, come ha fatto con i primi quattro discepoli :. il primo effetto che che ha su di noi è quello di liberarci dallo spirito del male.
    L'esorcismo è incluso nella duplice menzione dell'autorità della Parola di Gesù.
    Il male infatti ha sempre origine nella menzogna. La verità lo sbugiarda e lo dissolve, come la tenebra quando giunge la luce.
    Posto all'inizio, l'esorcismo ha valore programmatico : tutta l'attività di Gesù ha come fine quello di liberare l'uomo dallo spirito del male, che lo tiene schiavo.
    E' chiamato spirito immondo _ in Israele immondo è tutto ciò che ha attinenza con la morte. E' il contrario dello Spirito di Dio, amante della Vita.
    Per Marco è innanzitutto il tentatore, in quanto “ruba la Parola”, sostituendo nell'uomo la Parola di Dio, che lo fa Suo figlio, con la menzogna, che lo allontana da Lui, sua Vita.
    Per questo il pensiero dell'uomo è chiamato da Gesù satanico.
    Satana ha il suo volto visibile nella ricchezza che seduce, è il dio mammona. E' il principe di questo mondo, ha il suo regno ed è forte; anzi, dopo il peccato, tutto è posto nelle sue mani.
    Inizia avanzando la possibilità della sfiducia in Dio, suggerendone una falsa immagine, induce poi alla disobbedienza, col mettergli davanti la vertigine del suo limite oggettivo di creatura, prospettandogli la bellezza fallace di un'autonomia senza limiti; gli rivela infine spietatamente la sua nudità e insufficienza , che gli mette paura e lo fa fuggire e nascondere da Lui.
    Abbandonata la sorgente del proprio io, l'uomo si scava a fatica cisterne , cisterne screpolate, che non contengono acqua, se non morta.
    Persa la propria identità, la cerca in ciò che sempre più lo aliena da sé : l'avere, il potere, l'apparire.
    Da qui la crescente insoddisfazione, e disistima di sé, la solitudine, l'angoscia mortale, il desiderio di salvarsi, le brame incolmabili, l'egoismo insaziabile, le ingiustizie, le guerre e il resto.
    Tutto questo male, una volta compiuto, rimane, si solidifica, si organizza in strutture moltiplicatrici di iniquità, si fa ingranaggio, alla fine egli vi resta imprigionato come un baco nel bozzolo che egli stesso ha fatto.
    Ma questo male non è la nostra situazione definitiva.
    Gesù è venuto a defatalizzare la storia e a restituircela nelle nostre mani. Egli ci libera con la Parola di verità, capace di zittire la menzogna che sta all'origine della nostra schiavitù , mostrandoci la realtà nostra di figli e quella di Dio che è Padre. Per questo gli esorcismi sono il segno della venuta del regno, la fine della schiavitù dell'uomo.
    Non riconoscerlo , è mentire all'evidenza, è il peccato contro lo Spirito Santo(3,26-30).

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  4. Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo,
    vescovo
    (Lib. IV, 6, 3. 5. 6. 7; SC 100, 442. 446. 448. 454)

    La manifestazione del Figlio
    è la conoscenza del Padre

    Nessuno può conoscere il Padre senza il Verbo di Dio, cioè senza la rivelazione del Figlio, né alcuno può conoscere il Figlio senza la benevolenza del Padre. Il Figlio, poi, porta a compimento la benevolenza del Padre; infatti il Padre manda, mentre il Figlio è mandato e viene. Il Verbo conosce il Padre, per quanto invisibile e indefinibile per noi, e anche se è inesprimibile, viene da lui espresso. A sua volta, poi, solo il Padre conosce il suo Verbo.
    Questa mutua relazione fra le Persone divine ci è stata rivelata dal Signore.
    Il Figlio con la sua manifestazione ci dà la conoscenza del Padre. Infatti la conoscenza del Padre viene dalla manifestazione del Figlio: tutto viene manifestato per mezzo del Verbo.
    Ora il Padre ha rivelato il Figlio allo scopo di rendersi manifesto a tutti per mezzo di lui, e di accogliere nella santità, nell’incorruttibilità e nel refrigerio eterno coloro che credono a lui. Credere a lui, poi, è fare la sua volontà.
    Il Verbo per la sua stessa natura rivela Dio creatore, per mezzo del mondo il Signore creatore del mondo, per mezzo della creatura l’artefice che l’ha plasmata, e per mezzo della sua condizione di Figlio rivela quel Padre che ha generato il Figlio. Certo tutti discutono allo stesso modo queste verità, ma non tutti vi credono allo stesso modo. Così il Verbo predicava se stesso e il Padre, per mezzo della Legge e dei Profeti, e tutto il popolo ha sentito allo stesso modo, ma non tutti hanno creduto allo stesso modo.
    Il Padre era manifestato per mezzo dello stesso Verbo reso visibile e palpabile, quantunque non tutti vi credessero allo stesso modo; ma tutti videro il Padre nel Figlio: infatti il Padre è la realtà invisibile del Figlio, come il Figlio è la realtà visibile del Padre.
    Il Figlio, poi, mettendosi al servizio del Padre, porta a compimento ogni cosa dal principio alla fine, e senza di lui nessuno può conoscere Dio. Conoscere il Figlio è conoscere il Padre. La conoscenza del Figlio viene a noi dal rivelarsi del Padre attraverso il Figlio. Per questo il Signore diceva: «Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare» (Mt 11, 27). «Lo voglia rivelare»: infatti non fu detto soltanto per il futuro, come se il Verbo abbia cominciato a rivelare il Padre quando nacque da Maria, ma vale in generale per tutti i tempi. Infatti fin da principio il Figlio, vicino alla creatura da lui plasmata, rivela a tutti il Padre, a chi vuole, quando vuole e come vuole il Padre.
    La nostra fede è questa: In tutto e per tutto non c’è che un solo Dio Padre, un solo Verbo, un solo Spirito e una sola salvezza per tutti quelli che credono nel Dio uno e trino

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