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venerdì 24 gennaio 2025

S. FRANCESCO DI SALES




 

4 commenti:

  1. PAROLE DEL SANTO PADRE
    Gesù ha formato una nuova famiglia, non più basata sui legami naturali, ma sulla fede in Lui, sul suo amore che ci accoglie e ci unisce tra noi, nello Spirito Santo. Tutti coloro che accolgono la parola di Gesù sono figli di Dio e fratelli tra di loro. Accogliere la parola di Gesù ci fa fratelli tra noi, ci rende la famiglia di Gesù. Sparlare degli altri, distruggere la fama degli altri, ci rende la famiglia del diavolo. Quella risposta di Gesù non è una mancanza di rispetto verso sua madre e i suoi familiari. Anzi, per Maria è il più grande riconoscimento, perché proprio lei è la perfetta discepola che ha obbedito in tutto alla volontà di Dio. Ci aiuti la Vergine Madre a vivere sempre in comunione con Gesù, riconoscendo l’opera dello Spirito Santo che agisce in Lui e nella Chiesa, rigenerando il mondo a vita nuova. (Angelus, 10 giugno 2018)

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    1. O Dio, tu hai voluto
      che il santo vescovo Francesco di Sales
      si facesse tutto a tutti nella carità apostolica:
      concedi anche a noi di testimoniare sempre,
      nel servizio dei fratelli,
      la dolcezza del tuo amore.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo...

      Prima Lettura
      Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.
      Dalla lettera agli Ebrei
      Eb 10,1-10

      Fratelli, la Legge, poiché possiede soltanto un'ombra dei beni futuri e non la realtà stessa delle cose, non ha mai il potere di condurre alla perfezione per mezzo di sacrifici - sempre uguali, che si continuano a offrire di anno in anno - coloro che si accostano a Dio. Altrimenti, non si sarebbe forse cessato di offrirli, dal momento che gli offerenti, purificati una volta per tutte, non avrebbero più alcuna coscienza dei peccati? Invece in quei sacrifici si rinnova di anno in anno il ricordo dei peccati. È impossibile infatti che il sangue di tori e di capri elimini i peccati. Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice:
      «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
      un corpo invece mi hai preparato.
      Non hai gradito
      né olocausti né sacrifici per il peccato.
      Allora ho detto: "Ecco, io vengo
      - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro -
      per fare, o Dio, la tua volontà"».
      Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.

      Parola di Dio

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 39
      R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
      Ho sperato, ho sperato nel Signore,
      ed egli su di me si è chinato,
      ha dato ascolto al mio grido.
      Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
      una lode al nostro Dio. R.

      Sacrificio e offerta non gradisci,
      gli orecchi mi hai aperto,
      non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
      Allora ho detto: «Ecco, io vengo». R.

      Ho annunciato la tua giustizia
      nella grande assemblea;
      vedi: non tengo chiuse le labbra,
      Signore, tu lo sai. R.

      Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore,
      la tua verità e la tua salvezza ho proclamato.
      Non ho celato il tuo amore
      e la tua fedeltà alla grande assemblea. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Ti rendo lode, Padre,
      Signore del cielo e della terra,
      perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cfr. Mt 11,25)

      Alleluia.

      Vangelo
      Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre.
      Dal Vangelo secondo Marco
      Mc 3,31-35

      In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.
      Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».
      Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

      Parola del Signore

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  2. FAUSTI -Gesù diceva che il ladro / brigante non passa dalla porta , ora dice : Io-sono la porta , attraverso la quale le pecore possono uscire in libertà e raggiungere la vita.
    Lui stesso, Parola diventata carne, è la Porta tra terra e cielo.
    La porta è dove il muro della prigione è rotto. Chi è chiuso dentro può uscire ; se non vuol uscire,
    brilla comunque ai suoi occhi la luce del giorno. La salvezza non è entrare nel tempio come pecore da macello, ma uscire con lui per entrare in lui, il Figlio, che ci dà la vita e in abbondanza.
    Egli è infatti l'intelligenza amorosa del Padre , salva la nostra umanità , aprendola alla luce della sua verità.
    Lui stesso è infatti il pascolo del gregge, il vero Pane di Vita (6,33-35) che soddisfa ogni fame e sete
    Ora GESU' fa vedere il suo modo di essere Pastore : espone la sua vita a favore delle pecore. Più avanti dirà anche che dispone e depone per loro la sua vita.
    E' la bellezza dell'amore che si mostra in azione!
    Per il pastore le pecore sono sue : gli appartengono e ne ha cura come della propria vita. Il mercenario , invece, è preoccupato del suo salario : le pecore sono a servizio della sua vita, non lui della loro. Per questo non si es-pone : agisce per vile interesse . Nel momento del pericolo fugge da chi lo ha seguito
    Il lupo, nemico tradizionale del gregge, rappresenta le forze ostili del male.
    Gesù stesso ha mandato i suoi discepoli come agnelli in mezzo ai lupi.
    Davanti ai lupi, che hanno appena rinnovato la decisione di ucciderlo, ( 8, 59) Gesù non abbandona i suoi e non fugge. Difende le pecore perchè gli interessano, le ha a cuore perchè le ha nel cuore.
    Gesù dopo aver parlato del Pastore Bello in termini di coraggio, che gli fa esporre la propria vita, ora dice cosa “dispone” a favore delle sue pecore mette a loro disposizione la sua stessa vita, che è la conoscenza e l'amore del Padre. C'è una conoscenza,un'intimità, un amore reciproco tra Pastore e pecore. Chiama ciascuna per nome : “Ti ho chiamato per nome ; tu mi appartieni....sei prezioso ai miei occhi, sei degno di stima e io ti amo” (IS.43,1-4) Il rapporto di conoscenza e amore che c'è tra Gesù e ciascuno di noi è il medesimo che c'è tra il Padre e Lui : “ Come il Padre amò me, così io amai voi” (15,19). L'amore reciproco tra Padre e Figlio, il mistero che è la loro stessa vita,
    è il medesimo che circola tra noi e Lui.
    Egli dis-pone della propria vita a favore delle pecore . La mette a loro disposizione, la offre loro.
    Ci sono anche altre pecore che non sono di questo recinto. “Questo recinto” è quello del tempio, in cui sta Israele. Ci sono altri “recinti” religiosi o laici , che tengono schiavo l'uomo.
    Il Figlio ha fratelli non solo nel popolo di Dio, ma dovunque : tutto è stato fatto per mezzo di Lui, luce e vita di ogni uomo, che è figlio nel Figlio.
    Per questo il Padre ama il mondo (3,16) e il Figlio , salvatore (4,42) e luce del mondo (8,12), sarà innalzato non solo per radunare tutti i dispersi di Israele, ma per tutti i popoli.
    Gesù vuol condurre anche questi alla libertà.
    Il cristianesimo è di sua natura universale ( cattolico) : non esclude nessuno. Se si esclude qualcuno, si rinnega il Padre, che ama ciascuno, e il Figlio, che è come il Padre.
    Lo stesso concetto di “missione” non ha nulla a che fare con il proselitismo . È la spinta interiore del Figlio verso i fratelli. Gesù depone la sua vita volontariamente. Il suo non è un morire, ma un realizzare la propria esistenza come dono totale d'amore : più forte della morte è l'amore (Ct. 8, 6).
    Il suo deporre la vita ha come fine il riceverla di nuovo .
    Gesù, dando la sua vita, la riceve in pienezza : è uguale al Padre , perchè non solo si sa amato, ma ama i fratelli con il suo stesso amore.
    In Lui la vita diventa ciò che è : circolazione viva d'amore, dono ricevuto e dato.
    Per questo è il Figlio diletto, compimento perfetto dell'Amore del Padre.

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  3. S.FRANCESCO DI SALES nacque in Savoia nel 1567, studiò a Parigi e Padova. ordinato sacerdote, divenne zelante predicatore e fu scelto come Vescovo di Ginevra. Fondò l'ordine della Visitazione con S. Giovanna di Chantall. Richiamò tutti con dolcezza e rigore alla perfezione evangelica. Fu proclamato Dottore della Chiesa, la sua dottrina è nei suoi scritti :INTRODUZIONE ALLA VITA DEVOTA e TRATTATO DELL'AMOR DI DIO , è quindi riconosciuto come Patrono degli scrittori e della stampa cattolica .

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