Esultano in cielo le anime dei santi, che hanno seguito le orme di Cristo; per suo amore hanno effuso il proprio sangue, ora con Cristo gioiscono per sempre.
O Dio, che hai dato al tuo popolo i santi Cornelio e Cipriano, pastori generosi e martiri intrepidi, per la loro intercessione rendici forti e perseveranti nella fede e fa’ che operiamo assiduamente per l’unità della Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Se vi sono divisioni tra voi il vostro non è più un mangiare la cena del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 11,17-26.33
Fratelli, non posso lodarvi, perché vi riunite insieme non per il meglio, ma per il peggio. Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. È necessario infatti che sorgano fazioni tra voi, perché in mezzo a voi si manifestino quelli che hanno superato la prova. Quando dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. Ciascuno infatti, quando siete a tavola, comincia a prendere il proprio pasto e così uno ha fame, l’altro è ubriaco. Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla Chiesa di Dio e umiliare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo! Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. Perciò, fratelli miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 39 (40)
R. Annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto, non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo. R.
Nel rotolo del libro su di me è scritto di fare la tua volontà: mio Dio, questo io desidero; la tua legge è nel mio intimo». R.
Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai. R.
Esultino e gioiscano in te quelli che ti cercano; dicano sempre: «Il Signore è grande!» quelli che amano la tua salvezza. R.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito; chiunque crede in lui ha la vita eterna. (Cf. Gv 3,16)
Alleluia.
Vangelo Neanche in Israele ho trovato una fede così grande.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 7,1-10
In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito. PAROLA DEL SIGNORE
Parole del Santo Padre
Forse il riconoscimento più commovente della povertà della nostra preghiera è fiorito sulle labbra di quel centurione romano che un giorno supplicò Gesù di guarire il suo servo malato (cfr Mt 8,5-13). Egli si sentiva del tutto inadeguato: non era ebreo, era ufficiale dell’odiato esercito di occupazione. Ma la preoccupazione per il servo lo fa osare, e dice: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito» (v. 8). È la frase che anche noi ripetiamo in ogni liturgia eucaristica. Dialogare con Dio è una grazia: noi non ne siamo degni, non abbiamo alcun diritto da accampare, noi “zoppichiamo” con ogni parola e ogni pensiero… Però Gesù è la porta che ci apre a questo dialogo con Dio. Questa vicinanza di Dio che ci apre al dialogo con Lui. Un Dio che ama l’uomo, noi non avremmo mai avuto il coraggio di crederlo – come mai Dio ama me? - se non avessimo conosciuto Gesù. La conoscenza di Gesù ci ha fatto capire questo, ci ha rivelato questo. (Udienza generale, 3 marzo 2021)
FAUSTI Come ho sperimentato Dio nei miei confronti, sono io nei confronti dell'altro. La nostra cattiveria verso gli altri è la mancanza di misericordia : è il germoglio marcio del nostro albero cattivo. Il male fondamentale è l'occhio cieco che non vede il proprio male e non sente il bisogno della misericordia. L'occhio cieco esprime un cuore tenebroso, senza bontà. E questo cuore, come vede, così anche agisce male . Ha una mano piena di frutti dal sapore di morte. C'è una stretta connessione tra occhio/cuore/mano :il principio dell'azione buona o cattiva è il cuore pieno o meno di misericordia ; e il principio della misericordia nel nostro cuore è l'occhio , sua finestra, che ne riconosce il bisogno e ne accoglie la luce. Principio del bene è quindi il nostro occhio/cuore aperto sul nostro male e intenerito dalla misericordia ricevuta Questa misericordia salva dal male e crea il bene. Ho conosciuto un uomo che era sordo a ogni parola cattiva , mentre aveva l'udito sensibile a ogni cosa buona : in lui il male si spegneva e il bene lo illuminava. Aveva una sensibilità selettiva. Il cuore cattivo, invece, sente solo il male e germina il peggio, vittima parassita del male e suo moltiplicatore. Il problema serio del discepolo è riconoscersi come pianta cattiva dai frutti marci. Questa sincerità gli permette di non essere cieco sulla propria cecità. Chi vede con sincerità se stesso, vede il proprio male e il bisogno che ha di misericordia. E' l'unica condizione per la guarigione. Riconoscere il mio cuore cattivo, che ha tesorizzato un grande capitale di male di vivere, è l'innesto stesso che mi fa albero buono,mi mette in comunione con Lui che perdona e con i fratelli che , quindi, perdono. Questo brano ci richiama a discernere e a vivere con verità la nostra menzogna davanti a Dio, esponendo senza paura al Suo Occhio la nostra timorosa nudità. Dai nostri frutti di morte, possiamo riconoscerci facilmente come legno cattivo. Così siamo disposti ad accogliere il Suo perdono e accettiamo l'innesto dell'unico legno buono : l'albero della Misericordia del Padre, la Croce del Suo Figlio donato per noi. La conoscenza del mio peccato in questa luce mi rende finalmente solidale col Padre e con i fratelli. Dall'obbedienza alla Parola di Misericordia di Gesù, la Rivelazione definitiva e completa di Dio: l'ascolto fattivo della Sua Parola è salvezza e vita. La disobbedienza a Essa è rovina. Quanto Gesù ha detto non è un consiglio. Chi Lo ascolta e fa quanto ha ascoltato, si costruisce una casa dove può abitare stabilmente, senza pericoli, chi non Gli obbedisce , si costruisce una casa che gli piomba addosso e lo seppellisce nella sua rovina. Nell'obbedienza alla Parola di Misericordia si gioca il senso definitivo della vita. La salvezza non è solo riconoscere Gesù come “il Signore”. E' anche fare ciò che Lui ha fatto e comandato : essere come Lui, del quale siamo immagine e somiglianza. Se la Parola ci fa conoscere Dio, l'Obbedienza ci trasforma in Lui. L'uomo diventa la Parola cui obbedisce. Il Volto di Dio in Gesù è indicativo del nostro vero volto , è quindi un imperativo per raggiungere la salvezza , che è il nostro vero volto di figli. Rivelazione piena della Volontà di Dio , che Gesù ha annunciato e vissuto (se ne trovano tracce nella seconda parte di tutte le lettere di Paolo ), è catechesi Battesimale.
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Esultano in cielo le anime dei santi,
che hanno seguito le orme di Cristo;
per suo amore hanno effuso il proprio sangue,
ora con Cristo gioiscono per sempre.
O Dio, che hai dato al tuo popolo i santi Cornelio e Cipriano,
pastori generosi e martiri intrepidi,
per la loro intercessione rendici forti e perseveranti nella fede
e fa’ che operiamo assiduamente per l’unità della Chiesa.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Se vi sono divisioni tra voi il vostro non è più un mangiare la cena del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 11,17-26.33
Fratelli, non posso lodarvi, perché vi riunite insieme non per il meglio, ma per il peggio.
Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. È necessario infatti che sorgano fazioni tra voi, perché in mezzo a voi si manifestino quelli che hanno superato la prova.
Quando dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. Ciascuno infatti, quando siete a tavola, comincia a prendere il proprio pasto e così uno ha fame, l’altro è ubriaco. Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla Chiesa di Dio e umiliare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!
Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Perciò, fratelli miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 39 (40)
R. Annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo. R.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». R.
Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai. R.
Esultino e gioiscano in te
quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza. R.
Acclamazione al Vangelo
EliminaAlleluia, alleluia.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna. (Cf. Gv 3,16)
Alleluia.
Vangelo
Neanche in Israele ho trovato una fede così grande.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 7,1-10
In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao.
Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.
PAROLA DEL SIGNORE
Parole del Santo Padre
Forse il riconoscimento più commovente della povertà della nostra preghiera è fiorito sulle labbra di quel centurione romano che un giorno supplicò Gesù di guarire il suo servo malato (cfr Mt 8,5-13). Egli si sentiva del tutto inadeguato: non era ebreo, era ufficiale dell’odiato esercito di occupazione. Ma la preoccupazione per il servo lo fa osare, e dice: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito» (v. 8). È la frase che anche noi ripetiamo in ogni liturgia eucaristica. Dialogare con Dio è una grazia: noi non ne siamo degni, non abbiamo alcun diritto da accampare, noi “zoppichiamo” con ogni parola e ogni pensiero… Però Gesù è la porta che ci apre a questo dialogo con Dio. Questa vicinanza di Dio che ci apre al dialogo con Lui. Un Dio che ama l’uomo, noi non avremmo mai avuto il coraggio di crederlo – come mai Dio ama me? - se non avessimo conosciuto Gesù. La conoscenza di Gesù ci ha fatto capire questo, ci ha rivelato questo. (Udienza generale, 3 marzo 2021)
FAUSTI
RispondiEliminaCome ho sperimentato Dio nei miei confronti, sono io nei confronti dell'altro.
La nostra cattiveria verso gli altri è la mancanza di misericordia : è il germoglio marcio del nostro albero cattivo.
Il male fondamentale è l'occhio cieco che non vede il proprio male e non sente il bisogno della misericordia. L'occhio cieco esprime un cuore tenebroso, senza bontà.
E questo cuore, come vede, così anche agisce male .
Ha una mano piena di frutti dal sapore di morte. C'è una stretta connessione tra occhio/cuore/mano :il principio dell'azione buona o cattiva è il cuore pieno o meno di misericordia ; e il principio della misericordia nel nostro cuore è l'occhio , sua finestra, che ne riconosce il bisogno e ne accoglie la luce.
Principio del bene è quindi il nostro occhio/cuore aperto sul nostro male e intenerito dalla misericordia ricevuta Questa misericordia salva dal male e crea il bene.
Ho conosciuto un uomo che era sordo a ogni parola cattiva , mentre aveva l'udito sensibile a ogni cosa buona : in lui il male si spegneva e il bene lo illuminava. Aveva una sensibilità selettiva.
Il cuore cattivo, invece, sente solo il male e germina il peggio, vittima parassita del male e suo moltiplicatore. Il problema serio del discepolo è riconoscersi come pianta cattiva dai frutti marci.
Questa sincerità gli permette di non essere cieco sulla propria cecità. Chi vede con sincerità se stesso, vede il proprio male e il bisogno che ha di misericordia. E' l'unica condizione per la guarigione. Riconoscere il mio cuore cattivo, che ha tesorizzato un grande capitale di male di vivere, è l'innesto stesso che mi fa albero buono,mi mette in comunione con Lui che perdona e con i fratelli che , quindi, perdono. Questo brano ci richiama a discernere e a vivere con verità la nostra menzogna davanti a Dio, esponendo senza paura al Suo Occhio la nostra timorosa nudità.
Dai nostri frutti di morte, possiamo riconoscerci facilmente come legno cattivo.
Così siamo disposti ad accogliere il Suo perdono e accettiamo l'innesto dell'unico legno buono : l'albero della Misericordia del Padre, la Croce del Suo Figlio donato per noi.
La conoscenza del mio peccato in questa luce mi rende finalmente solidale
col Padre e con i fratelli.
Dall'obbedienza alla Parola di Misericordia di Gesù, la Rivelazione definitiva e completa di Dio:
l'ascolto fattivo della Sua Parola è salvezza e vita.
La disobbedienza a Essa è rovina.
Quanto Gesù ha detto non è un consiglio.
Chi Lo ascolta e fa quanto ha ascoltato, si costruisce una casa dove può abitare stabilmente, senza pericoli, chi non Gli obbedisce , si costruisce una casa che gli piomba addosso e lo seppellisce nella sua rovina.
Nell'obbedienza alla Parola di Misericordia si gioca il senso definitivo della vita.
La salvezza non è solo riconoscere Gesù come “il Signore”.
E' anche fare ciò che Lui ha fatto e comandato : essere come Lui, del quale siamo immagine e somiglianza. Se la Parola ci fa conoscere Dio, l'Obbedienza ci trasforma in Lui.
L'uomo diventa la Parola cui obbedisce.
Il Volto di Dio in Gesù è indicativo del nostro vero volto , è quindi un imperativo per raggiungere la salvezza , che è il nostro vero volto di figli.
Rivelazione piena della Volontà di Dio , che Gesù ha annunciato e vissuto (se ne trovano tracce nella seconda parte di tutte le lettere di Paolo ), è catechesi Battesimale.
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