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martedì 28 luglio 2026

SANTA MARTA


 

6 commenti:

  1. Antifona
    Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta,
    lo ospitò nella sua casa. ( Lc 10,38)

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    il tuo Figlio ha accettato l’ospitalità nella casa di santa Marta:
    per sua intercessione concedi a noi
    di servire fedelmente Cristo nei fratelli,
    per essere accolti da te nella dimora del cielo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.


    Prima Lettura
    Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi.
    Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
    1Gv 4,7-16

    Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
    In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
    In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
    Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito.
    E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi.
    Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 33 (34)

    R. Gustate e vedete com'è buono il Signore.

    Benedirò il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore:
    i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome.
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce. R.

    L'angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com'è buono il Signore;
    beato l'uomo che in lui si rifugia. R.

    Temete il Signore, suoi santi:
    nulla manca a coloro che lo temono.
    I leoni sono miseri e affamati,
    ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene. R.

    Acclamazione al Vangelo

    Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 10,38-42

    In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
    Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
    Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

    Parola del Signore.

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    Risposte
    1. OPPURE
      Alleluia, alleluia.

      Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
      chi segue me, avrà la luce della vita. (Gv 8,12)

      Alleluia.

      Vangelo
      Io credo che sei il Cristo, il Figlio di Dio.
      Dal Vangelo secondo Giovanni
      Gv 11,19-27

      In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
      Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
      Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno».
      Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

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    2. PAROLE DEI PAPI
      Nel Vangelo di oggi – la risurrezione di Lazzaro – noi ascoltiamo la voce della fede dalla bocca di Marta, la sorella di Lazzaro. A Gesù che le dice: “Tuo fratello risorgerà”, ella risponde: “So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno” (Gv 11,23-24). Ma Gesù replica: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25-26). Ecco la vera novità, che irrompe e supera ogni barriera! Cristo abbatte il muro della morte, in Lui abita tutta la pienezza di Dio, che è vita, vita eterna. Per questo la morte non ha avuto potere su di Lui; e la risurrezione di Lazzaro è segno del suo pieno dominio sulla morte fisica, che davanti a Dio è come un sonno (cfr Gv 11,11). Ma c’è un’altra morte, che è costata a Cristo la più dura lotta, addirittura il prezzo della croce: è la morte spirituale, il peccato, che minaccia di rovinare l’esistenza di ogni uomo. Per vincere questa morte Cristo è morto, e la sua Risurrezione non è il ritorno alla vita precedente, ma l’apertura di una realtà nuova, una “nuova terra”, finalmente ricongiunta con il Cielo di Dio. Per questo san Paolo scrive: “Se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rm 8,11). (Benedetto XVI - Angelus, 10 aprile 2011)

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    3. Nel suo affaccendarsi e darsi da fare, Marta rischia di dimenticare - e questo è il problema - la cosa più importante, cioè la presenza dell’ospite, che era Gesù in questo caso. Si dimentica della presenza dell’ospite. E l’ospite non va semplicemente servito, nutrito, accudito in ogni maniera. Occorre soprattutto che sia ascoltato. Ricordate bene questa parola: ascoltare! Perché l’ospite va accolto come persona, con la sua storia, il suo cuore ricco di sentimenti e di pensieri, così che possa sentirsi veramente in famiglia. Ma se tu accogli un ospite a casa tua e continui a fare le cose, lo fai sedere lì, muto lui e muto tu, è come se fosse di pietra: l’ospite di pietra. No. L’ospite va ascoltato. ( FRANCESCO ANGELUS, 17 luglio 2016)

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  2. FAUSTI - Marta, figura del popolo sotto la legge, fa molti servizi in attesa dello Sposo.
    Maria, figura della Chiesa, è la Sposa . Accetta ciò che Lui fa per lei, gusta l'olio e il vino della Sua vicinanza.
    La contemplazione e l'ascolto ai piedi del Signore è l'azione somma dell'uomo : lo genera figlio di Dio e lo associa alla missione di Gesù.
    Ogni missione parte dai Suoi piedi , perché a essi porta.
    Solo questa donna, a differenza degli altri che solo dopo diventeranno discepoli, è già discepola di Gesù.
    Marta è presa, agitata e smembrata da tutte le cose che si devono fare, secondo la legge e la convenienza.
    Conosce il suo dovere! Sua sorella seduta, e lei tutta indaffarata!
    Quando capirà che la vera accoglienza è l'ascolto?
    La contrapposizione tra Marta e Maria, schematica e calcata, c'è, ma non è definitiva.
    Marta è espressamente invitata a diventare come Maria.
    Questa, a sua volta, assumerà in modo nuovo il servizio di Marta,perché ascolta la Parola che dice . “Va', e fa' lo stesso” la tensione Legge/Vangelo si risolve proprio perché L' Evangelo solo permette di compiere la Legge.
    Maria e Gesù sono seduti.
    Marta , in piedi, incombe, in posizione di superiorità e di giudizio.
    In ciascuno di noi c'è una Marta, un super-io religioso, che opprime Maria.
    Deve convertirsi in Maria, come il fratello maggiore, per essere figlio, deve riconoscere il minore come fratello.
    Giova di più farsi lavare i piedi che sforzarsi di essere tutti lindi.
    Marta deve capire che bisogna diventare Maria.
    Marta non pretende – cosa impossibile – che la sorella l'aiuti sempre, ma almeno una volta, questa volta! E' chiaro che a Marta interessa l'approvazione implicita di quanto fa lei ,nella disapprovazione esplicita di sua sorella.
    “Marta, Marta!”: è chiamata due volte, come Mosè e come Samuele , è chiamata e richiamata in modo solenne. E' segno di una grande vocazione , è quella di Israele e del legista, chiamati a riconoscere e leggere nel Samaritano il compimento di ciò che” è scritto nella legge”. Gesù non rimprovera Marta, la esorta a diventare come Maria.
    In lei chiama il legista e Israele stesso ad ascoltare la voce dello Sposo.
    Nel Suo cammino si è fatto vicino e fratello,per poter essere baciato e accolto in casa.
    Lì insegna ciò che nessuno ha mai udito : l'arte dell'amore, che solo Dio conosce.
    La chiamata di Marta è analoga a quella del fariseo Saulo : “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” (Atti 9, 4).
    Egli passerà dalla “irreprensibilità della legge “ Alla “sublimità della conoscenza di Gesù Cristo”, suo Signore , conquistato da Lui, correrà sul Suo stesso cammino, per giungere dove Lui è arrivato (Fil 3,6-12).
    Si può osservare la legge dell'amore solo perché Lui per primo “ mi ha amato e ha dato Se Stesso per me” (Gal 2, 20).
    L' unica cosa necessaria all'uomo per vivere è l'essere amato senza condizioni.
    Chi ascolta il Samaritano, se ne accorge.
    Scopre che tutto il creato è dono di Dio alla Sua creatura.
    Tutto è per l'uomo e l'uomo è per Dio che è tutto per Lui in tutte le creature.
    Convertirsi è abbandonarsi al Suo Amore per noi, che “vediamo” e “ascoltiamo” stando ai piedi di Gesù.
    Egli ci rivela la tenerezza del Padre : l'unica cosa necessaria.
    Siamo fatti per amare Dio con tutto il cuore. Il resto è tutto e solo a questo fine , e siamo inquieti fino a quando non riposiamo in Lui.
    Questa casa prelude ciò che sarà alla fine, quando tutti, insieme accolti e accoglienti, riceveranno e daranno amore. Allora sarà finita la fatica del Samaritano.
    Non resterà che la parte di Maria, l'ottima, perché è Dio stesso accolto nell'uomo.
    Seduta ai Suoi piedi, già ora si nutre della Parola di Vita.
    Il seme germina e si fa pane per il lungo cammino che ancora resta. Ma la dolcezza della voce dello Sposo già l'accompagna.
    Maria ha l'anticipo di ciò che Dio vuol donare a tutti.
    Per questo non le verrà mai tolto.
    Il suo”bene è stare vicino a Dio” (Salmo 73,28)

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  3. FAUSTI - Molti giudei , amici di Marta e Maria, erano venuti a consolarle. I giudei possono spendere buone parole sulla risurrezione futura ; però non sanno dar vita a un morto o dare ai vivi, in attesa di morte, quella vita che vince la morte.
    Marta ascoltò che Gesù viene. L'ascolto della venuta di Gesù la fa uscire dal villaggio di afflizione per andare all' incontro con il Signore che viene.
    Principio di ogni cammino di fede è ascoltare, uscire e andare all'incontro con Colui che viene.
    Maria è ancora bloccata in casa, nel suo dolore.
    Sarà chiamata dalla sorella, dopo che avrà incontrato il Signore. Gesù, all'annuncio della malattia di Lazzaro, dimorò dov'era due giorni (v 6) e disse ai discepoli di essere contento per loro di non essere stato a Betania (15) altrimenti avrebbe soddisfatto l'attesa qui espressa da Marta e infine dai giudei.
    La nostra richiesta è sempre la stessa :
    che il Signore ci salvi dal dolore e dalla morte.
    A che serve un Dio che non aiuta? Secondo noi è assente proprio nel momento del bisogno. Quando vorremmo che " fosse qui" Lui sembra costantemente altrove.
    Marta si aspetta un miracolo.
    Sa che Gesù, se fosse stato lì, avrebbe guarito suo fratello; sa anche che è in grado di farlo tornare in vita, perché da Dio ottiene tutto. Ha fiducia che rianimerà Lazzaro.
    Il Signore lo farà, ma come occasione di rianimare in lei la fiducia in Lui, vita senza tramonto. La risposta di Gesù sembra una consolazione generica, che richiama alla speranza nella resurrezione dell'ultimo giorno.
    La risposta di Marta denota una certa delusione : Gesù non sembra esaudire la sua richiesta .
    L'ultimo giorno è per lei lontano ; la speranza di esso non toglie il suo dolore.
    Anche lei sa che Dio, alla fine, eliminerà la morte per sempre (Is.25,8) : crede alla grande promessa, compimento della creazione.
    Ignora però che l'ultimo giorno è già presente in Gesù che dà lo Spirito (7,37-39). Gesù si rivela con la formula .”Io Sono”. Non c'è solo la risurrezione futura. Egli è per noi resurrezione già presente, perchè in se stesso è vita : l'ha ricevuta dal Padre e la comunica ai fratelli.
    La risposta di Gesù si pone ad un livello più alto del desiderio di Marta. Ciò che ha chiesto le sarà concesso ; ma questo è niente di fronte al dono che vuol farle, più grande di ogni sua attesa.
    La fede in Gesù non ci salva solo dalla morte, ma ci dà qui e ora la vita eterna : è venuta l'ora, ed è adesso, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata vivranno(5,25). Noi tutti siamo dei morti viventi , in marcia verso il sepolcro : ma se ascoltiamo la voce del Figlio, vinciamo la morte.
    Infatti . “Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita (5,24).
    Ascoltare la sua Parola è amare i fratelli : questo è il suo comandamento che ci fa passare dalla morte alla vita. Infatti chi ama, non dimora nella morte, ma in Dio, che è amore.
    Credere in Lui è già vivere oltre la morte : si muore fisicamente, ma si “vivrà” in Lui quella vita nell'amore che inizia ora e che si manifesterà, senza veli, nell'ultimo giorno. Marta dimentica la sua domanda iniziale e risponde alla domanda, ben più importante, del Signore. La vera resurrezione è la sua, non quella di Lazzaro, perchè crede in Gesù come Cristo e Figlio di Dio. Se il fratello uscirà dal sepolcro, per questa sua fede , Marta nasce alla vita stessa di figlia di Dio.
    La sua è la fede alla quale il Vangelo vuol portare il lettore , credere che Gesù è il Cristo, Figlio di Dio, per avere la vita nel Suo Nome.
    Infatti chi crede a Lui non muore, ma ha la vita eterna (3,16) :
    Egli è la Parola , Vita di tutto ciò che è (1,1-3).
    Marta giunge alla fede piena in Gesù, come il Battista prima di lei (1,34).
    A questo punto la sua attenzione non è più sulla morte del fratello o sull'attesa della sua restituzione alla vita : è tutta concentrata su Gesù che dona qui e ora la vita a chi Lo ascolta.

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