SAN PIETRO CRISOLOGO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA
Antifona I saggi risplenderanno come il firmamento; hanno indotto molti alla giustizia, risplenderanno come le stelle per sempre. ( Dn 12,3)
Oppure:
I popoli parlino della sapienza dei santi, e l’assemblea ne celebri la lode; il loro nome vivrà per sempre. ( Sir 44,15.14)
Colletta O Dio, che hai fatto del santo vescovo Pietro Crisologo un insigne predicatore del tuo Verbo fatto uomo, concedi a noi, per sua intercessione, di meditare sempre nel cuore e di esprimere fedelmente con le opere i misteri della tua salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Come l'argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani. Dal libro del profeta Geremìa Ger 18,1-6
Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremìa: «Àlzati e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola». Scesi nella bottega del vasaio, ed ecco, egli stava lavorando al tornio. Ora, se si guastava il vaso che stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli riprovava di nuovo e ne faceva un altro, come ai suoi occhi pareva giusto. Allora mi fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Forse non potrei agire con voi, casa d’Israele, come questo vasaio? Oracolo del Signore. Ecco, come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa d’Israele».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 145 (146)
R. Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.
Loda il Signore, anima mia: loderò il Signore finché ho vita, canterò inni al mio Dio finché esisto. R.
Non confidate nei potenti, in un uomo che non può salvare. Esala lo spirito e ritorna alla terra: in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni. R.
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe: la sua speranza è nel Signore suo Dio, che ha fatto il cielo e la terra, il mare e quanto contiene, che rimane fedele per sempre. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore e comprenderemo le parole del Figlio tuo. (Cf. At 16,14b)
Alleluia.
Vangelo Raccolgono i buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,47-53
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
FAUSTI - E' vero che la Chiesa non è una setta di giusti . È la grande rete, gettata nel mare, che pesca i fratelli dall'abisso. Guai se non fosse così! Ma chi ha ottenuto misericordia, la vive con impegno nei confronti degli altri. La bontà di Dio è stimolo a corrispondervi, non alibi alla cattiveria : la salvezza è essere come Lui! In modo particolare lo “scriba” è responsabile di capire tutto e trasmetterlo integralmente , con attenzione al nuovo e all'antico, all'interpretazione e alla tradizione. Deve tener presente il Nuovo e l'Antico Testamento, mostrando la verità delle promesse alla luce di Gesù , che è il compimento. E' impossibile comprendere il compimento senza conoscerne la promessa, ma anche cogliere la promessa senza conoscere il compimento. Il velo dell'Antico Testamento è tolto solo da Cristo (2Cor 3,14-16). La Bibbia è il tesoro di famiglia, dal quale, a tempo debito, lo scriba, amministratore fedele dei misteri del Regno, distribuisce a ciascuno la sua razione di cibo. Beato quel servo che il padrone, al suo ritorno, troverà ad agire così. Diversamente appartiene al numero di quelli che chiudono il Regno dei cieli davanti agli uomini : non vi entrano e impediscono agli altri di entrare. Il Signore, come si fa trovare da chi Lo cerca (Is 66,6), così dice : “Eccomi” facendosi trovare anche da chi non Lo cerca (Is 55,1). Lui è la Sapienza che imbandisce il banchetto della vita : la gioia di averlo incontrato è la forza per decidere di seguirlo. Ognuno è responsabile di vivere concretamente alla luce di questo amore. Lo scriba, in modo particolare, è chiamato a trasmettere bene questo tesoro, antico nella novità e sempre nuovo nella sua radice antica, con intelligenza e completezza. Responsabilità in misura diversa, comune a ciascuno; volesse il cielo che tutti fossimo scribi nel regno di Dio!. Il tesoro è Cristo. In Lui è nascosto ogni tesoro della sapienza e della scienza, abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità. Lo scriba è innanzitutto preoccupato della novità, che è Lui, il Nuovissimo, l'Omega perché l'Alfa di tutto. Alla Sua Luce coglie la verità delle promesse antiche.
Gli fu dato l’appellativo di “Crisologo”, che significa “dalla parola d’oro”, per lo stile che usava quando predicava, perché lo faceva in maniera, breve, chiara e brillante. Le sue omelie dimostrarono che un messaggio importante, come quello del Vangelo, potesse essere trasmesso utilizzando un linguaggio accessibile, capace di coinvolgere tutti e allo stesso era anche un invito a riflettere. Pietro Crisologo, si preoccupò dell’unità e della fedeltà alla sede di Pietro, combattè l’eresia di Eutiche (378-454), il monofisismo, che vedeva in Gesù Cristo, la sola natura divina, altre eresie dell’epoca, come l’arianesimo, che negava la piena divinità di Gesù Cristo, e il nestorianesimo, che separava la natura divina e quella umana, considerando quasi due persone distinte. Inoltre fu grande amico di Papa Leone Magno ( 440-461), si prese cura delle necessità dei suoi fedeli e della loro vita cristiana, raccomandando la comunione settimanale.
SAN PIETRO CRISOLOGO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA
RispondiEliminaAntifona
I saggi risplenderanno come il firmamento;
hanno indotto molti alla giustizia,
risplenderanno come le stelle per sempre. ( Dn 12,3)
Oppure:
I popoli parlino della sapienza dei santi,
e l’assemblea ne celebri la lode;
il loro nome vivrà per sempre. ( Sir 44,15.14)
Colletta
O Dio, che hai fatto del santo vescovo Pietro Crisologo
un insigne predicatore del tuo Verbo fatto uomo,
concedi a noi, per sua intercessione,
di meditare sempre nel cuore
e di esprimere fedelmente con le opere
i misteri della tua salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Come l'argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani.
Dal libro del profeta Geremìa
Ger 18,1-6
Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremìa: «Àlzati e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola».
Scesi nella bottega del vasaio, ed ecco, egli stava lavorando al tornio. Ora, se si guastava il vaso che stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli riprovava di nuovo e ne faceva un altro, come ai suoi occhi pareva giusto.
Allora mi fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Forse non potrei agire con voi, casa d’Israele, come questo vasaio? Oracolo del Signore. Ecco, come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa d’Israele».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 145 (146)
R. Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.
Loda il Signore, anima mia:
loderò il Signore finché ho vita,
canterò inni al mio Dio finché esisto. R.
Non confidate nei potenti,
in un uomo che non può salvare.
Esala lo spirito e ritorna alla terra:
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni. R.
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe:
la sua speranza è nel Signore suo Dio,
che ha fatto il cielo e la terra,
il mare e quanto contiene,
che rimane fedele per sempre. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e comprenderemo le parole del Figlio tuo. (Cf. At 16,14b)
Alleluia.
Vangelo
Raccolgono i buoni nei canestri e buttano via i cattivi.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,47-53
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
Parola del Signore.
FAUSTI - E' vero che la Chiesa non è una setta di giusti . È la grande rete, gettata nel mare, che pesca i fratelli dall'abisso. Guai se non fosse così! Ma chi ha ottenuto misericordia, la vive con impegno nei confronti degli altri. La bontà di Dio è stimolo a corrispondervi, non alibi alla cattiveria : la salvezza è essere come Lui!
RispondiEliminaIn modo particolare lo “scriba” è responsabile di capire tutto e trasmetterlo integralmente , con attenzione al nuovo e all'antico, all'interpretazione e alla tradizione. Deve tener presente il Nuovo e l'Antico Testamento, mostrando la verità delle promesse alla luce di Gesù , che è il compimento.
E' impossibile comprendere il compimento senza conoscerne la promessa, ma anche cogliere la promessa senza conoscere il compimento.
Il velo dell'Antico Testamento è tolto solo da Cristo (2Cor 3,14-16).
La Bibbia è il tesoro di famiglia, dal quale, a tempo debito, lo scriba, amministratore fedele dei misteri del Regno, distribuisce a ciascuno la sua razione di cibo.
Beato quel servo che il padrone, al suo ritorno, troverà ad agire così.
Diversamente appartiene al numero di quelli che chiudono il Regno dei cieli davanti agli uomini : non vi entrano e impediscono agli altri di entrare.
Il Signore, come si fa trovare da chi Lo cerca (Is 66,6), così dice : “Eccomi” facendosi trovare anche da chi non Lo cerca (Is 55,1).
Lui è la Sapienza che imbandisce il banchetto della vita : la gioia di averlo incontrato è la forza per decidere di seguirlo.
Ognuno è responsabile di vivere concretamente alla luce di questo amore.
Lo scriba, in modo particolare, è chiamato a trasmettere bene questo tesoro, antico nella novità e sempre nuovo nella sua radice antica, con intelligenza e completezza.
Responsabilità in misura diversa, comune a ciascuno; volesse il cielo che tutti fossimo scribi nel regno di Dio!.
Il tesoro è Cristo.
In Lui è nascosto ogni tesoro della sapienza e della scienza, abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità.
Lo scriba è innanzitutto preoccupato della novità, che è Lui, il Nuovissimo, l'Omega perché l'Alfa di tutto.
Alla Sua Luce coglie la verità delle promesse antiche.
Gli fu dato l’appellativo di “Crisologo”, che significa “dalla parola d’oro”,
RispondiEliminaper lo stile che usava quando predicava, perché lo faceva in maniera, breve, chiara e brillante.
Le sue omelie dimostrarono che un messaggio importante, come quello del Vangelo, potesse essere trasmesso utilizzando un linguaggio accessibile, capace di coinvolgere tutti e allo stesso era anche un invito a riflettere.
Pietro Crisologo, si preoccupò dell’unità e della fedeltà alla sede di Pietro, combattè l’eresia di Eutiche (378-454), il monofisismo, che vedeva in Gesù Cristo, la sola natura divina, altre eresie dell’epoca, come l’arianesimo, che negava la piena divinità di Gesù Cristo, e il nestorianesimo, che separava la natura divina e quella umana, considerando quasi due persone distinte. Inoltre fu grande amico di Papa Leone Magno ( 440-461), si prese cura delle necessità dei suoi fedeli e della loro vita cristiana, raccomandando la comunione settimanale.