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venerdì 25 settembre 2026

SANTI COSMA E DAMIANO MARTIRI


 

4 commenti:

  1. Antifona
    Esultano in cielo le anime dei santi,
    che hanno seguito le orme di Cristo;
    per suo amore hanno effuso il proprio sangue,
    ora con Cristo gioiscono per sempre.

    Oppure:

    Hanno effuso per il Signore il loro sangue:
    hanno amato Cristo nella vita,
    lo hanno imitato nella morte;
    per questo hanno meritato la corona trionfale.

    Colletta
    Ti glorifichi la Chiesa, Signore,
    nel santo ricordo dei martiri Cosma e Damiano;
    tu che hai dato loro la corona della gloria,
    nella tua provvidenza
    concedi a noi il conforto della loro protezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che ritorni la polvere alla terra e il soffio vitale torni a Dio.
    Dal libro del Qoèlet
    Qo 11,9-12,8


    Godi, o giovane, nella tua giovinezza,
    e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù.
    Segui pure le vie del tuo cuore
    e i desideri dei tuoi occhi.
    Sappi però che su tutto questo
    Dio ti convocherà in giudizio.
    Caccia la malinconia dal tuo cuore,
    allontana dal tuo corpo il dolore,
    perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.
    Ricòrdati del tuo creatore
    nei giorni della tua giovinezza,
    prima che vengano i giorni tristi
    e giungano gli anni di cui dovrai dire:
    «Non ci provo alcun gusto»;
    prima che si oscurino il sole,
    la luce, la luna e le stelle
    e tornino ancora le nubi dopo la pioggia;
    quando tremeranno i custodi della casa
    e si curveranno i gagliardi
    e cesseranno di lavorare le donne che macinano,
    perché rimaste poche,
    e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre
    e si chiuderanno i battenti sulla strada;
    quando si abbasserà il rumore della mola
    e si attenuerà il cinguettio degli uccelli
    e si affievoliranno tutti i toni del canto;
    quando si avrà paura delle alture
    e terrore si proverà nel cammino;
    quando fiorirà il mandorlo
    e la locusta si trascinerà a stento
    e il cappero non avrà più effetto,
    poiché l'uomo se ne va nella dimora eterna
    e i piagnoni si aggirano per la strada;
    prima che si spezzi il filo d'argento
    e la lucerna d'oro s'infranga
    e si rompa l'anfora alla fonte
    e la carrucola cada nel pozzo,
    e ritorni la polvere alla terra, com'era prima,
    e il soffio vitale torni a Dio, che lo ha dato.
    Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
    tutto è vanità.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 89 (90)

    R. Signore, tu sei stato per noi un rifugio
    di generazione in generazione.

    Tu fai ritornare l'uomo in polvere,
    quando dici: «Ritornate, figli dell'uomo».
    Mille anni, ai tuoi occhi,
    sono come il giorno di ieri che è passato,
    come un turno di veglia nella notte. R.

    Tu li sommergi:
    sono come un sogno al mattino,
    come l'erba che germoglia;
    al mattino fiorisce e germoglia,
    alla sera è falciata e secca. R.

    Insegnaci a contare i nostri giorni
    e acquisteremo un cuore saggio.
    Ritorna, Signore: fino a quando?
    Abbi pietà dei tuoi servi! R.

    Saziaci al mattino con il tuo amore:
    esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
    Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
    rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
    l’opera delle nostre mani rendi salda. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
    e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)

    Alleluia.

    Vangelo
    Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 9,43b-45

    In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
    Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

    Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEI PAPI
    Forse noi pensiamo, ognuno di noi può pensare: "E a me, a me cosa accadrà? Come sarà la mia Croce?". Non sappiamo. Non sappiamo, ma ci sarà! Dobbiamo chiedere la grazia di non fuggire dalla Croce quando verrà: con paura, eh! Quello è vero! Quello ci fa paura. Ma la sequela di Gesù finisce là. Mi vengono in mente le ultime parole che Gesù ha detto a Pietro, in quella incoronazione pontificia nel Tiberiade: "Mi ami? Pasci! Mi ami? Pasci!"… Ma le ultime parole erano quelle: "Ti porteranno dove tu non vuoi andare!". La promessa della Croce. ( FRANCESCO Omelia da Santa Marta, 28 settembre 2013)
    Per i discepoli – ma anche per noi! – la croce è una cosa scomoda, la croce è uno “scandalo”, mentre Gesù considera “scandalo” il fuggire dalla croce, che vorrebbe dire sottrarsi alla volontà del Padre, alla missione che Lui gli ha affidato per la nostra salvezza. Succede a tutti noi! Nei momenti di devozione, di fervore, di buona volontà, di vicinanza al prossimo, guardiamo Gesù e andiamo avanti; ma nei momenti in cui viene incontro la croce, fuggiamo. Il diavolo, ci tenta. È proprio del cattivo spirito, è proprio del diavolo allontanarci dalla croce, dalla croce di Gesù. La croce è segno santo dell’Amore di Dio, è segno del Sacrificio di Gesù, e non va ridotta a oggetto scaramantico oppure a monile ornamentale. Ogni volta che fissiamo lo sguardo sull’immagine di Cristo crocifisso, pensiamo che Lui, come vero Servo del Signore, ha realizzato la sua missione dando la vita, versando il suo sangue per la remissione dei peccati. Di conseguenza, se vogliamo essere suoi discepoli, siamo chiamati a imitarlo, spendendo senza riserve la nostra vita per amore di Dio e del prossimo.
    ( FRANCESCO Angelus, 30 agosto 2020)
    Avevano paura della croce. Lo stesso Pietro, dopo quella confessione solenne nella regione di Cesarea di Filippo, quando Gesù un’altra volta dice questo, rimprovera il Signore, gli dice: “No, mai, Signore! Questo no!” Aveva paura della croce. Ma non solo i discepoli, non solo Pietro, lo stesso Gesù aveva paura della croce. Lui non poteva ingannarsi, Lui sapeva. E tanta era la paura del Gesù che quella sera del giovedì ha sudato sangue. Tanta era la paura di Gesù che quasi ha detto le stesse parole di Pietro. Quasi. «Padre toglimi questo calice»; ma ha aggiunto, «sia fatta la tua volontà». Questa è la differenza. (…) Dobbiamo chiedere la grazia di non fuggire dalla croce quando verrà. Con paura, è vero... quello ci fa paura. (…) Vicinissima a Gesù in croce è sua madre, la sua mamma. Noi la preghiamo e sarà bene chiederle che ci faccia la grazia non di togliere il timore – quello deve venire... il timore della croce – ma la grazia di non spaventarci e fuggire dalla croce. Lei era lì e sa come si deve stare vicino alla croce. (Francesco - Omelia Santa Marta, 28 settembre 2013)

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  3. FAUSTI – Ora Gesù ribadisce quello che è il centro della fede, che i discepoli non devono dimenticare. Solo così possono vincere il male e riportare al piano la Gloria del Monte Tabor.
    Pur essendo il secondo annuncio esplicito della Morte di Gesù, i discepoli non comprendono ciò che dice. Anzi, hanno una reazione di chiusura, dura e cosciente .
    Non capiscono, non vogliono capire e si guardano bene dal chiedere, in modo da continuare a non capire. E' un'incomprensione non solo inevitabile, ma anche voluta.
    Si chiudono nella sordità e nel mutismo.
    Questa incomprensione non muta il piano di Dio. Anzi, lo realizza!
    Infatti ci fa sentire della stessa stoffa del peccato del mondo e identifica noi discepoli con gli anziani , sommi sacerdoti e scribi, con tutti gli uomini increduli e perversi nelle cui mani il Figlio dell'uomo si consegna.
    Davanti alla nostra incredulità, Gesù ripropone la Parola della fede. Davanti alla nostra infedeltà. Egli rinnova la Sua Fedeltà.
    Davanti alla nostra sordità, egli rinnova la Sua Parola.
    C'è una corrispondenza biunivoca tra il nostro peccato, sordità al Suo Amore, e la Sua Parola, dichiarazione totale di Amore.
    Qui comincia l'esorcismo del discepolo, che continuerà nel Vangelo : la Parola, seminata nell'orecchio, a suo tempo, darà il suo frutto!.

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  4. SS:COSMA E DAMIANO _ Non si conosce né la data, né il motivo del loro martirio, ma i primi riferimenti riferiscono di Cirro, in Siria, il cui Vescovo Teodoreto di Cirro ( +458), li chiama "atleti illustri e martiri generosi".
    Una Basilica costruita in quel luogo fu il centro da cui si diffuse per tutto il mondo il loro culto. Essi erano due gemelli che professavano la professione di medici senza ricevere compensi e professavano apertamente la loro fede, con la carità che li distingueva, per cui furono perseguitati , arrestati, torturati e decapitati.
    La loro chiesa principale, a Costantinopoli era sede in cui i malati passavano la notte, e dormendo, in sogno, ricevevano le cure dei Santi che li curavano con unguenti o medicamenti . Avvenivano qui grandi miracoli che furono paragonati alla potenza della guarigione nella piscina di Betsaida, a Gerusalemme che avveniva una volta all'anno. Cosma e Damiano sono i patroni, con S. Luca e S. Pantaleone, dei medici , e sono invocati protettori degli ospedali, dei farmacisti, dei chirurghi, dentisti e contro malattie varie , anche dei bambini.

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