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venerdì 18 settembre 2026

MARIA SS. A LA SALETTE "RICONCILIATRICE DEI PECCATORI" (19 -9 - 1846)


 

5 commenti:

  1. LA SALETTE - “Se il mio popolo non vuole sottomettersi...«Avvicinatevi, figli miei, non abbiate paura: sono qui per annunciarvi un grande messaggio.
          Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio. Esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo.
          Da quanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, ho ricevuto l’incarico di pregarlo di continuo; ma voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi.
          Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo e non me lo volete concedere. E’ questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio.
          Anche i carrettieri non sanno che bestemmiare il nome di mio Figlio. Queste sono le due cose che appesantiscono il braccio di mio Figlio.
          Se il raccolto si guasta, la colpa è vostra. Ve l’ho fatto vedere l’anno passato con le patate: voi non ci avete fatto caso. Anzi, quando ne trovavate di guaste, bestemmiavate il nome di mio Figlio. Esse continueranno a marcire e quest’anno, a Natale, non ve ne saranno più. Se avete del grano, non seminatelo. Quello seminato sarà mangiato dagli insetti e quello che maturerà cadrà in polvere, al momento della  battitura. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti da convulsioni e moriranno tra le braccia di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le noci si guasteranno e l’uva marcirà.
          Se si convertono, le pietre e le rocce diverranno mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi".


    Maria a La Salette

    Dopo aver invitato i due pastorelli ad avvicinarsi a Lei senza timore e paura alcuna, Maria,
    con voce suadente, entra nel vivo del messaggio che desidera far giungere al suo popolo
    perché prenda atto del modo in cui sta vivendo il suo rapporto problematico e talvolta
    superficiale con Dio, con se stesso e con la natura.
    Esso suona come un serio richiamo anche
    a tutti noi...
    L’idea di sottomissione espressa da Maria nella sua Apparizione affonda le sue radici nella
    Bibbia.
    Evoca infatti l’invito dei Profeti più volte rivolto al popolo d’Israele di rimettere al
    centro della sua storia, dei suoi successi come pure delle sue sventure Dio, pregato e onorato
    come creatore e salvatore, Signore ricco di misericordia e di perdono.
    Fare del primato di Dio
    nella nostra vita un valore non negoziabile, ecco la sfida che la Bella Signora ci presenta. A
    noi spetta di saperla accogliere per farcene carico.


    DA :167° anniversario dell’Apparizione.29 AGOSTO 2013
    Superiore Generale Congregazione dei Missionari di N.S. de La Salette



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  2. Antifona
    Dona pace, o Signore, a quanti in te confidano;
    i tuoi profeti siano trovati degni di fede.
    Ascolta la preghiera dei tuoi servi e del tuo popolo, Israele. (Cf. Sir 36,18)

    Colletta
    O Dio, creatore e Signore dell’universo,
    volgi a noi il tuo sguardo,
    e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
    per sperimentare la potenza della tua misericordia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    È seminato nella corruzione, risorge nell'incorruttibilità.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
    1Cor 15,35-37.42-49

    Fratelli, qualcuno dirà: «Come risorgono i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. Così anche la risurrezione dei morti: è seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale.
    Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale. Sta scritto infatti che il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo. Come è l’uomo terreno, così sono quelli di terra; e come è l’uomo celeste, così anche i celesti. E come eravamo simili all’uomo terreno, così saremo simili all’uomo celeste.

    Parola di Dio.


    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 55 (56)

    R. Camminerò davanti a Dio nella luce dei viventi.
    Oppure:
    R. Esulterò davanti a te, Signore, nella luce dei viventi.

    Si ritireranno i miei nemici,
    nel giorno in cui ti avrò invocato;
    questo io so: che Dio è per me. R.

    In Dio, di cui lodo la parola,
    nel Signore, di cui lodo la parola,
    in Dio confido, non avrò timore:
    che cosa potrà farmi un uomo? R.

    Manterrò, o Dio, i voti che ti ho fatto:
    ti renderò azioni di grazie,
    perché hai liberato la mia vita dalla morte,
    i miei piedi dalla caduta. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
    con cuore integro e buono
    e producono frutto con perseveranza. (Cf. Lc 8,15)

    Alleluia.

    Vangelo
    Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.
    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 8,4-15

    In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
    I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
    vedendo non vedano
    e ascoltando non comprendano.
    Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

    Parola del Signore.

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  3. Le Parole dei Papi
    Noi siamo abituati a calcolare le cose – e a volte è necessario –, ma questo non vale nell’amore! Il modo in cui questo seminatore “sprecone” getta il seme è un’immagine del modo in cui Dio ci ama. È vero infatti che il destino del seme dipende anche dal modo in cui il terreno lo accoglie e dalla situazione in cui si trova, ma anzitutto in questa parabola Gesù ci dice che Dio getta il seme della sua parola su ogni tipo di terreno, cioè in qualunque nostra situazione: a volte siamo più superficiali e distratti, a volte ci lasciamo prendere dall’entusiasmo, a volte siamo oppressi dalle preoccupazioni della vita, ma ci sono anche i momenti in cui siamo disponibili e accoglienti. Dio è fiducioso e spera che prima o poi il seme fiorisca. Egli ci ama così: non aspetta che diventiamo il terreno migliore, ci dona sempre generosamente la sua parola. Forse proprio vedendo che Lui si fida di noi, nascerà in noi il desiderio di essere un terreno migliore. Questa è la speranza, fondata sulla roccia della generosità e della misericordia di Dio.
    (Leone XIV – Udienza generale, 21 maggio 2025)

    Questa del seminatore è un po’ la “madre” di tutte le parabole, perché parla dell’ascolto della Parola. Ci ricorda che essa è un seme fecondo ed efficace; e Dio lo sparge dappertutto con generosità, senza badare a sprechi. Così è il cuore di Dio! Ognuno di noi è un terreno su cui cade il seme della Parola, nessuno è escluso. Possiamo chiederci: io, che tipo di terreno sono? Se vogliamo, con la grazia di Dio possiamo diventare terreno buono, dissodato e coltivato con cura, per far maturare il seme della Parola. Esso è già presente nel nostro cuore, ma il farlo fruttificare dipende da noi, dipende dall’accoglienza che riserviamo a questo seme.
    ( PAPA Francesco Angelus, 12 luglio 2020)

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  4. FAUSTI - Dopo aver raccontato la parabola, Gesù spiega perché parla così. E' un modo particolare di proporre la Verità.
    Se è importante che sia detta, è altrettanto importante che sia comprensibile.
    La Parola, che riunisce e forma i discepoli nell'ascolto, ha una duplice dimensione.
    Una è l'annuncio missionario che porta alla fede e rende discepolo; l'altra è l'istruzione successiva che nutre e fa crescere fino a portare frutti abbondanti e maturi.
    La Parola è quindi sempre interna ed esterna insieme.
    Nasce dalla Chiesa e fa nascere ovunque la Chiesa, annunciando a tutti la salvezza.
    La parabola presenta un racconto breve , di esperienze note, caricate emotivamente di allusioni misteriose ed esperienze ignote.
    Parlando d'altro, parla dell'Altro, stimolando il desiderio di conoscerlo.
    Il linguaggio parabolico di per sé è tipico della comunicazione di esperienze religiose ; dice non dicendo e fa vedere velando ciò che per sé non può essere direttamente ascoltato e visto.
    Da qui nasce la conoscenza contemplativa , che è direttamente ineffabile, perché oggetto diretto di esperienza
    La parabola è riservata a coloro ai quali è “dato conoscere i misteri del regno di Dio”.
    Questi misteri si identificano con Gesù, la Parola di morte e resurrezione, il seme che conosce fallimento e successo.
    La Legge della Croce come via alla Gloria vale tanto per Gesù quanto per il discepolo che Lo segue. Già nella prima persecuzione che subisce, la Chiesa capisce la propria storia come una e identica con quella del suo Signore, a cui è associata.
    Tale intelligenza dei misteri del Regno è la fonte del coraggio per continuare a credere e ad annunciare, al di là di ogni difficoltà.
    Questi misteri vengono dichiarati velatamente, attraverso il destino che la Parola incontra, che è lo stesso del chicco di grano che se non muore non porta frutto.
    Questa interpretazione della parabola racconta “la storia teologica “ dell'annuncio missionario e ha un duplice intento. Da una parte la comunità capisce i suoi insuccessi alla luce della morte /risurrezione, senza scoraggiarsi.
    D'altra parte, siccome la Parola è necessariamente efficace, la chiesa può verificare dai frutti la qualità del proprio ascolto.
    Infatti, se la Parola è il seme ,l'uomo che ascolta è il terreno che accoglie.
    Allora il frutto, scontata la bontà del seme, sarà proporzionale alla docilità dell'ascolto.
    I diversi tipi di ascolto non sono solo categorie di persone : anche nel nostro cuore ci sono zone che non credono alla Parola di Dio, perché credenti a tante altre parole, che ottundono, intimoriscono, e/o seducono.
    Il cuore è la capacità interna e vitale di accogliere la Parola : è “bello” perché si adorna di Essa e la custodisce , è “buono” in quanto porta frutto mediante la perseveranza , soprattutto nei momenti di prova. Maria è in questo il modello del cuore buono e bello : ascolta e dice “Sì” alla Parola(1,38-41), La conserva e considera nel Suo Cuore, serbandola anche quando non la capisce. Il centuplo del frutto è legato a questi “ascoltare, trattenere e perseverare” quotidiani a tutta prova. E' frutto dell'ascolto della Parola del Signore che porta il credente a riverberare sul proprio volto la luce del Padre di Misericordia che Gesù ha rivelato.
    Ci fa partecipare della stessa famiglia e ci inserisce nel dialogo misterioso di esultanza tra Figlio e Padre. Se questi frutti non ci sono, bisogna individuare e smascherare le resistenze specifiche che poniamo all'ascolto della Parola. Inoltre ci si può impegnare con fiducia nell'annuncio della Parola, perché certamente produrrà frutto : è seme di Dio. Egli stesso ne garantisce la crescita.

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  5. S. PAOLO 2 COR 3, 7-18
    Se il ministero della morte, inciso in lettere su pietre, fu avvolto di gloria al punto che i figli d'Israele non potevano fissare il volto di Mosè a causa dello splendore effimero del suo volto, 8quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito? 9Se già il ministero che porta alla condanna fu glorioso, molto di più abbonda di gloria il ministero che porta alla giustizia. 10Anzi, ciò che fu glorioso sotto quell'aspetto, non lo è più, a causa di questa gloria incomparabile. 11Se dunque ciò che era effimero fu glorioso, molto più lo sarà ciò che è duraturo.
    12Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza 13e non facciamo come Mosè che poneva un velo sul suo volto, perché i figli d'Israele non vedessero la fine di ciò che era solo effimero. 14Ma le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, quando si legge l'Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato. 15Fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore; 16 ma quando vi sarà la conversione al Signore, il velo sarà tolto. 17Il Signore è lo Spirito e, dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà. 18E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore.

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