Antifona I tuoi sacerdoti, o Signore, si rivestano di giustizia ed esultino i tuoi santi. (Cf. Sal 131,9)
Colletta Dio onnipotente ed eterno, per grazia singolare hai concesso al santo presbitero Pio [da Pietrelcina] di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; per sua intercessione concedi a noi, uniti costantemente alla passione di Cristo, di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Portarono a compimento la costruzione del tempio e celebrarono la Pasqua. Dal libro di Esdra Esd 6,7-8.12b.14-20
In quei giorni, [il re Dario scrisse al governatore e ai funzionari della regione dell’Oltrefiume dicendo:] «Lasciate che lavorino a quel tempio di Dio. Il governatore dei Giudei e i loro anziani costruiscano quel tempio di Dio al suo posto. Ed ecco il mio ordine circa quello che dovrete fare con quegli anziani dei Giudei per la costruzione di quel tempio di Dio: con il denaro del re, quello delle tasse dell’Oltrefiume, siano integralmente sostenute le spese di quegli uomini, perché non vi siano interruzioni. Io, Dario, ho emanato quest’ordine: sia eseguito integralmente». Gli anziani dei Giudei continuarono a costruire e fecero progressi, grazie alla profezia del profeta Aggèo e di Zaccarìa, figlio di Iddo. Portarono a compimento la costruzione per ordine del Dio d’Israele e per ordine di Ciro, di Dario e di Artaserse, re di Persia. Si terminò questo tempio per il giorno tre del mese di Adar, nell’anno sesto del regno del re Dario. Gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati celebrarono con gioia la dedicazione di questo tempio di Dio; offrirono per la dedicazione di questo tempio di Dio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli e dodici capri come sacrifici espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù d’Israele. Stabilirono i sacerdoti secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per il servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di Mosè. I rimpatriati celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese. Infatti i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme, come un sol uomo: tutti erano puri. Così immolarono la Pasqua per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti e per se stessi.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 121 (122)
R. Andremo con gioia alla casa del Signore.
Quale gioia, quando mi dissero: «Andremo alla casa del Signore»! Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme! R.
Gerusalemme è costruita come città unita e compatta. È là che salgono le tribù, le tribù del Signore. R.
Secondo la legge d'Israele, per lodare il nome del Signore. Là sono posti i troni del giudizio, i troni della casa di Davide. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano. (Lc 11,28)
Alleluia.
Vangelo Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica. Dal Vangelo secondo Luca Lc 8,19-21
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
23 - 9 - 26 Antifona I tuoi sacerdoti, o Signore, si rivestano di giustizia ed esultino i tuoi santi. (Cf. Sal 131,9)
Colletta Dio onnipotente ed eterno, per grazia singolare hai concesso al santo presbitero Pio [da Pietrelcina] di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; per sua intercessione concedi a noi, uniti costantemente alla passione di Cristo, di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane. Dal libro dei Proverbi Prv 30,5-9
Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco; egli è scudo per chi in lui si rifugia. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo. Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia: tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?», oppure, ridotto all’indigenza, non rubi e abusi del nome del mio Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 118 (119)
R. Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola.
Tieni lontana da me la via della menzogna, donami la grazia della tua legge. Bene per me è la legge della tua bocca, più di mille pezzi d’oro e d’argento. R.
Per sempre, o Signore, la tua parola è stabile nei cieli. Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero, per osservare la tua parola. R.
I tuoi precetti mi danno intelligenza, perciò odio ogni falso sentiero. Odio la menzogna e la detesto, amo la tua legge. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)
Alleluia.
Vangelo Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,1-6
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
PAROLE DEI PAPI “Coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica”. Queste sono le due condizioni per seguire Gesù: ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica. Questa è la vita cristiana, niente di più. Semplice semplice. Forse noi l’abbiamo resa un po’ difficile con tante spiegazioni che nessuno capisce. La vita cristiana è così: ascoltare la Parola di Dio e praticarla. Ogni volta che noi facciamo questo, apriamo il Vangelo, leggiamo un passo e ci domandiamo: “Con questo, Dio mi parla? Dice qualcosa a me? E se dice qualcosa, cosa mi dice?” Questo è ascoltare la Parola di Dio, ascoltarla con le orecchie e ascoltarla col cuore, aprire il cuore alla Parola di Dio. I nemici di Gesù ascoltavano la Parola di Gesù, ma gli stavano vicino per cercare di trovare uno sbaglio, per farlo scivolare, perché perdesse autorità, ma mai si domandavano: “Cosa dice Dio per me in questa Parola?” E Dio non parla solo a tutti: sì, parla a tutti, ma parla ad ognuno di noi, il Vangelo è stato scritto per ognuno di noi. Gesù riceve tutti, anche quelli che vanno a sentire la Parola di Dio e poi lo tradiscono. Pensiamo a Giuda: “Amico”, gli dice nel momento in cui Giuda lo tradisce. Il Signore sempre semina la Sua Parola, chiede soltanto un cuore aperto per ascoltarla, e buona volontà per metterla in pratica. (Papa Francesco - Omelia Santa Marta, 23 settembre 2014)
Queste sono le due condizioni per seguire Gesù: ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica. Questa è la vita cristiana, niente di più. Semplice, semplice. Forse noi l’abbiamo fatta un po’ difficile, con tante spiegazioni che nessuno capisce, ma la vita cristiana è così: ascoltare la Parola di Dio e praticarla.( P. Francesco Santa Marta, 23 settembre 2014) Gli viene detto: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano» (v. 32). Egli risponde: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?», e guardando le persone che stavano intorno a Lui per ascoltarlo aggiunge: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre» (vv. 33-34). Gesù ha formato una nuova famiglia, non più basata sui legami naturali, ma sulla fede in Lui, sul suo amore che ci accoglie e ci unisce tra noi, nello Spirito Santo. Tutti coloro che accolgono la parola di Gesù sono figli di Dio e fratelli tra di loro. Accogliere la parola di Gesù ci fa fratelli tra noi, ci rende la famiglia di Gesù. Quella risposta di Gesù non è una mancanza di rispetto verso sua madre e i suoi familiari. Anzi, per Maria è il più grande riconoscimento, perché proprio lei è la perfetta discepola che ha obbedito in tutto alla volontà di Dio. Ci aiuti la Vergine Madre a vivere sempre in comunione con Gesù, riconoscendo l’opera dello Spirito Santo che agisce in Lui e nella Chiesa, rigenerando il mondo a vita nuova. (PAPA Francesco Angelus, 10 giugno 2018)
Non c’è andare senza stare: prima di inviare i discepoli in missione, Cristo – dice il Vangelo – li “chiama a sé” (cfr Mt 10,1). L’annuncio nasce dall’incontro con il Signore; ogni attività cristiana, soprattutto la missione, comincia da lì. Non si impara in un’accademia: no! Incomincia dall’incontro con il Signore. Testimoniare il Signore, infatti, significa irradiarlo; ma, se non riceviamo la sua luce, saremo spenti; se non lo frequentiamo, porteremo noi stessi anziché Lui – mi porto io e non Lui –, e sarà tutto vano. Dunque, può portare il Vangelo di Gesù solo la persona che sta con Lui. Uno che non sta con Lui non può portare il Vangelo. Porterà idee, ma non il Vangelo. Ugualmente, però, non c’è stare senza andare. Infatti seguire Cristo non è un fatto intimistico: senza annuncio, senza servizio, senza missione la relazione con Gesù non cresce. (…) In altre parole: abbiamo un dono, perciò siamo chiamati a farci dono; abbiamo ricevuto un dono e la nostra vocazione è noi farci dono per gli altri; c’è in noi la gioia di essere figli di Dio, va condivisa con i fratelli e le sorelle che ancora non lo sanno! Questo è il perché dell’annuncio. Andare e portare la gioia di quello che noi abbiamo ricevuto. (…) Ecco come si annuncia: mostrando Gesù più che parlando di Gesù. E come mostriamo Gesù? Con la nostra testimonianza. (Francesco - Udienza generale, 15 febbraio 2023)
FAUSTI – Questo brano segna l'inizio dell'opera dei discepoli chiamati da Gesù a continuare la Sua stessa opera. Da Lui e come Lui, anch'essi sono inviati. Fine di questa e di ogni missione sarà l'Eucaristia, il servizio del pane di Vita – come fine del servizio di Cristo fu il dono del Suo Corpo. Nell'Eucaristia noi ripresentiamo “oggi” al Padre il Suo Figlio donato a noi ; e in Lui presentiamo al Padre noi stessi, che di questo Dono viviamo. I Discepoli dopo la chiamata alla sequela (c 5), la scelta dei Dodici (c 6) e la formazione (c 8) che ha come capisaldi l'ascolto e una verifica costante, perchè “siano con Lui” ora chiamati perchè siano “come Lui”. Li invia infatti a continuare la Sua stessa Missione che termina nell'Eucaristia. Luca pone l'inizio del ministero dei Dodici nel tempo del Gesù terreno e vede in esso prefigurata e fondata la Chiesa. Questa prolunga oggi nello spazio e nel tempo la Sua opera, con lo stesso potere e la stessa autorità. C'è un invio analogo dei 72 Discepoli (c 10), Luca intende le due missioni in continuità, come quella tra fondazione ed edificio. In quella dei Dodici si compie la promessa ad Israele e alle sue 12 tribù ; in quella dei 72 essa si apre a tutti i popoli della terra. Le consegne che Gesù dà ai Dodici servono da “breviario di viaggio” per la Missione della Chiesa. Contengono l'avvertimento unico che Gesù dà sulla Missione . Esso consiste in un imperativo negativo “non prendete” (seguito da 5 specificazioni...né...né...) più l'ordine di “dimorare” o di “scuotere la polvere”. Il termine “uscire” ricorre tre volte e indica la realtà della Missione. Le Parole di Gesù non riguardano l'oggetto dell'annuncio. Esso è ovvio : è il Regno di Dio, udito e visto in Lui, è Lui stesso!. Ciò che non è ovvio , e su cui Gesù insiste , è “come” deve vivere e presentarsi chi annuncia. Per noi l'importante non è cosa dire, che non dipende da noi, ma come essere, per non contraddire con la vita ciò che annunciamo con la bocca. Ciò che sei fa da cassa di risonanza a ciò che dici.Questo brano ci dà la carta di identità degli inviati : devono riprodurre i lineamenti di Chi li invia. Non sono consigli,ma ordini. Non è che la fede di chi ascolta dipenda dalla credibilità di chi annuncia. La Parola è viva ed efficace di per Sé. Chi annuncia ha però il tragico potere , per quanto sta in lui, di offuscare o annullare l'annuncio : se non ha il potere di renderlo credibile, è tuttavia in grado di renderlo incredibile. E' la responsabilità dell'uomo, il quale, non essendo Dio,non può dare la vita, è però in grado di dare morte a ciò che vive. Il discernimento apostolico non riguarda tanto le priorità apostoliche o le analisi accurate delle situazioni, anche se sono utili o necessarie, e non riguarda per sé neanche l'oggetto della Missione,ma il “come” realizzarla. Questo “come” è la povertà, l'umiliazione e il fallimento che ne conseguono. E' associazione a Cristo e alla Sua stessa fiducia filiale nel Padre che solo riscatta dalla morte. Per il discepolo, lo strumento adeguato, è la Croce del Suo Signore, che ha salvato il mondo.
(Santi e beati) In un paese vicino a Benevento, a Pietrelcina, il 25 maggio 1887, nasce uno dei santi più popolari e invocati del mondo, San Pio. Già da bambino, sente la vocazione verso il sacerdozio: prega per delle ore in chiesa. A sedici anni entra in convento tra i frati francescani cappuccini e indossa il saio Nel 1910 diventa sacerdote e viene trasferito a San Giovanni Rotondo (Foggia), alla guida della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove vi resterà per tutta la vita. Padre Pio mangia pochissimo, un po’ di verdura, e confessa tutto il giorno i pellegrini che arrivano da ogni regione d’Italia. Egli sa leggere nei cuori delle persone. Sa essere dolcissimo oppure burbero con i peccatori che non si pentono. Nel 1918 su mani, piedi e costato di Padre Pio compaiono le stimmate, i segni della crocifissione di Gesù. Per i fedeli questa è la prova della sua santità. La popolarità di Padre Pio aumenta: tanti i miracoli di guarigione e un intenso profumo di viole accompagna sempre il santo che ha il dono della “bilocazione”, di trovarsi, cioè, in due luoghi contemporaneamente. Grazie alla “Divina Provvidenza” e alle offerte che arrivano dai devoti, fa costruire il grande Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, tuttora operativo, e una nuova basilica che sorge accanto alla piccola Chiesa Santa Maria delle Grazie. Oggi a San Giovanni Rotondo si innalza un grande santuario dove ogni anno confluiscono milioni di pellegrini, provenienti da ogni parte del mondo. Padre Pio muore all’età di 81 anni, il 23 settembre 1968, giorno in cui spariscono le stimmate dal suo corpo.
(di Mons. Angelo Comastri) Padre Pio, tu sei vissuto nel secolo dell'orgoglio e sei stato umile. Padre Pio tu sei passato tra noi nell'epoca delle ricchezze sognate, giocate e adorate:e sei rimasto povero. Padre Pio, accanto a te nessuno sentiva la voce: e tu parlavi con Dio; vicino a te nessuno vedeva la luce: e tu vedevi Dio. Padre Pio, mentre noi correvamo affannati, tu restavi in ginocchio e vedevi l'Amore di Dio inchiodato ad un legno, ferito nelle mani, nei piedi e nel cuore: per sempre! Padre Pio, aiutaci a piangere davanti alla croce, aiutaci a credere davanti all'Amore, aiutaci a sentire la Messa come pianto di Dio, aiutaci a cercare il perdono come abbraccio di pace, aiutaci ad essere cristiani con le ferite che versano sangue di carità fedele e silenziosa: come le ferite di Dio! Amen
Gesù,Verbo e Parola di Dio, non potevi donarci un abbraccio più grande di questo! Ascoltare Te e Vivere nella Tua Volontà è fare parte della Tua Famiglia, Vivere insieme nell' Amore più Grande !!! Custodiscici !!!Rimani in noi e fa' che noi rimaniamo in Te!!!
Antifona
RispondiEliminaI tuoi sacerdoti, o Signore, si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi santi. (Cf. Sal 131,9)
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
per grazia singolare
hai concesso al santo presbitero Pio [da Pietrelcina]
di partecipare alla croce del tuo Figlio,
e per mezzo del suo ministero
hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia;
per sua intercessione concedi a noi,
uniti costantemente alla passione di Cristo,
di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Portarono a compimento la costruzione del tempio e celebrarono la Pasqua.
Dal libro di Esdra
Esd 6,7-8.12b.14-20
In quei giorni, [il re Dario scrisse al governatore e ai funzionari della regione dell’Oltrefiume dicendo:] «Lasciate che lavorino a quel tempio di Dio. Il governatore dei Giudei e i loro anziani costruiscano quel tempio di Dio al suo posto. Ed ecco il mio ordine circa quello che dovrete fare con quegli anziani dei Giudei per la costruzione di quel tempio di Dio: con il denaro del re, quello delle tasse dell’Oltrefiume, siano integralmente sostenute le spese di quegli uomini, perché non vi siano interruzioni. Io, Dario, ho emanato quest’ordine: sia eseguito integralmente».
Gli anziani dei Giudei continuarono a costruire e fecero progressi, grazie alla profezia del profeta Aggèo e di Zaccarìa, figlio di Iddo. Portarono a compimento la costruzione per ordine del Dio d’Israele e per ordine di Ciro, di Dario e di Artaserse, re di Persia. Si terminò questo tempio per il giorno tre del mese di Adar, nell’anno sesto del regno del re Dario.
Gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati celebrarono con gioia la dedicazione di questo tempio di Dio; offrirono per la dedicazione di questo tempio di Dio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli e dodici capri come sacrifici espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù d’Israele.
Stabilirono i sacerdoti secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per il servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di Mosè.
I rimpatriati celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese. Infatti i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme, come un sol uomo: tutti erano puri. Così immolarono la Pasqua per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti e per se stessi.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 121 (122)
R. Andremo con gioia alla casa del Signore.
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore»!
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! R.
Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore. R.
Secondo la legge d'Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che ascoltano la parola di Dio
e la osservano. (Lc 11,28)
Alleluia.
Vangelo
Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 8,19-21
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Parola del Signore.
23 - 9 - 26
EliminaAntifona
I tuoi sacerdoti, o Signore, si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi santi. (Cf. Sal 131,9)
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
per grazia singolare
hai concesso al santo presbitero Pio [da Pietrelcina]
di partecipare alla croce del tuo Figlio,
e per mezzo del suo ministero
hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia;
per sua intercessione concedi a noi,
uniti costantemente alla passione di Cristo,
di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane.
Dal libro dei Proverbi
Prv 30,5-9
Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia.
Non aggiungere nulla alle sue parole,
perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo.
Io ti domando due cose,
non negarmele prima che io muoia:
tieni lontano da me falsità e menzogna,
non darmi né povertà né ricchezza,
ma fammi avere il mio pezzo di pane,
perché, una volta sazio, io non ti rinneghi
e dica: «Chi è il Signore?»,
oppure, ridotto all’indigenza, non rubi
e abusi del nome del mio Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 118 (119)
R. Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola.
Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento. R.
Per sempre, o Signore,
la tua parola è stabile nei cieli.
Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero,
per osservare la tua parola. R.
I tuoi precetti mi danno intelligenza,
perciò odio ogni falso sentiero.
Odio la menzogna e la detesto,
amo la tua legge. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)
Alleluia.
Vangelo
Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,1-6
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
Parola del Signore.
PAROLE DEI PAPI
RispondiElimina“Coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica”. Queste sono le due condizioni per seguire Gesù: ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica. Questa è la vita cristiana, niente di più. Semplice semplice. Forse noi l’abbiamo resa un po’ difficile con tante spiegazioni che nessuno capisce. La vita cristiana è così: ascoltare la Parola di Dio e praticarla. Ogni volta che noi facciamo questo, apriamo il Vangelo, leggiamo un passo e ci domandiamo: “Con questo, Dio mi parla? Dice qualcosa a me? E se dice qualcosa, cosa mi dice?” Questo è ascoltare la Parola di Dio, ascoltarla con le orecchie e ascoltarla col cuore, aprire il cuore alla Parola di Dio. I nemici di Gesù ascoltavano la Parola di Gesù, ma gli stavano vicino per cercare di trovare uno sbaglio, per farlo scivolare, perché perdesse autorità, ma mai si domandavano: “Cosa dice Dio per me in questa Parola?” E Dio non parla solo a tutti: sì, parla a tutti, ma parla ad ognuno di noi, il Vangelo è stato scritto per ognuno di noi. Gesù riceve tutti, anche quelli che vanno a sentire la Parola di Dio e poi lo tradiscono. Pensiamo a Giuda: “Amico”, gli dice nel momento in cui Giuda lo tradisce. Il Signore sempre semina la Sua Parola, chiede soltanto un cuore aperto per ascoltarla, e buona volontà per metterla in pratica. (Papa Francesco - Omelia Santa Marta, 23 settembre 2014)
Queste sono le due condizioni per seguire Gesù: ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica. Questa è la vita cristiana, niente di più. Semplice, semplice. Forse noi l’abbiamo fatta un po’ difficile, con tante spiegazioni che nessuno capisce, ma la vita cristiana è così: ascoltare la Parola di Dio e praticarla.( P. Francesco Santa Marta, 23 settembre 2014)
Gli viene detto: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano» (v. 32). Egli risponde: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?», e guardando le persone che stavano intorno a Lui per ascoltarlo aggiunge: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre» (vv. 33-34). Gesù ha formato una nuova famiglia, non più basata sui legami naturali, ma sulla fede in Lui, sul suo amore che ci accoglie e ci unisce tra noi, nello Spirito Santo. Tutti coloro che accolgono la parola di Gesù sono figli di Dio e fratelli tra di loro. Accogliere la parola di Gesù ci fa fratelli tra noi, ci rende la famiglia di Gesù.
Quella risposta di Gesù non è una mancanza di rispetto verso sua madre e i suoi familiari. Anzi, per Maria è il più grande riconoscimento, perché proprio lei è la perfetta discepola che ha obbedito in tutto alla volontà di Dio. Ci aiuti la Vergine Madre a vivere sempre in comunione con Gesù, riconoscendo l’opera dello Spirito Santo che agisce in Lui e nella Chiesa, rigenerando il mondo a vita nuova. (PAPA Francesco Angelus, 10 giugno 2018)
Non c’è andare senza stare: prima di inviare i discepoli in missione, Cristo – dice il Vangelo – li “chiama a sé” (cfr Mt 10,1). L’annuncio nasce dall’incontro con il Signore; ogni attività cristiana, soprattutto la missione, comincia da lì. Non si impara in un’accademia: no! Incomincia dall’incontro con il Signore. Testimoniare il Signore, infatti, significa irradiarlo; ma, se non riceviamo la sua luce, saremo spenti; se non lo frequentiamo, porteremo noi stessi anziché Lui – mi porto io e non Lui –, e sarà tutto vano. Dunque, può portare il Vangelo di Gesù solo la persona che sta con Lui. Uno che non sta con Lui non può portare il Vangelo. Porterà idee, ma non il Vangelo. Ugualmente, però, non c’è stare senza andare. Infatti seguire Cristo non è un fatto intimistico: senza annuncio, senza servizio, senza missione la relazione con Gesù non cresce. (…) In altre parole: abbiamo un dono, perciò siamo chiamati a farci dono; abbiamo ricevuto un dono e la nostra vocazione è noi farci dono per gli altri; c’è in noi la gioia di essere figli di Dio, va condivisa con i fratelli e le sorelle che ancora non lo sanno! Questo è il perché dell’annuncio. Andare e portare la gioia di quello che noi abbiamo ricevuto. (…) Ecco come si annuncia: mostrando Gesù più che parlando di Gesù. E come mostriamo Gesù? Con la nostra testimonianza.
Elimina(Francesco - Udienza generale, 15 febbraio 2023)
FAUSTI – Questo brano segna l'inizio dell'opera dei discepoli chiamati da Gesù a continuare la Sua stessa opera. Da Lui e come Lui, anch'essi sono inviati. Fine di questa e di ogni missione sarà l'Eucaristia, il servizio del pane di Vita – come fine del servizio di Cristo fu il dono del Suo Corpo.
EliminaNell'Eucaristia noi ripresentiamo “oggi” al Padre il Suo Figlio donato a noi ; e in Lui presentiamo al Padre noi stessi, che di questo Dono viviamo.
I Discepoli dopo la chiamata alla sequela (c 5), la scelta dei Dodici (c 6) e la formazione (c 8) che ha come capisaldi l'ascolto e una verifica costante, perchè “siano con Lui” ora chiamati perchè siano “come Lui”. Li invia infatti a continuare la Sua stessa Missione che termina nell'Eucaristia.
Luca pone l'inizio del ministero dei Dodici nel tempo del Gesù terreno e vede in esso prefigurata e fondata la Chiesa.
Questa prolunga oggi nello spazio e nel tempo la Sua opera, con lo stesso potere e la stessa autorità. C'è un invio analogo dei 72 Discepoli (c 10), Luca intende le due missioni in continuità, come quella tra fondazione ed edificio. In quella dei Dodici si compie la promessa ad Israele e alle sue 12 tribù ; in quella dei 72 essa si apre a tutti i popoli della terra.
Le consegne che Gesù dà ai Dodici servono da “breviario di viaggio” per la Missione della Chiesa. Contengono l'avvertimento unico che Gesù dà sulla Missione . Esso consiste in un imperativo negativo “non prendete” (seguito da 5 specificazioni...né...né...) più l'ordine di “dimorare” o di “scuotere la polvere”.
Il termine “uscire” ricorre tre volte e indica la realtà della Missione.
Le Parole di Gesù non riguardano l'oggetto dell'annuncio. Esso è ovvio : è il Regno di Dio, udito e visto in Lui, è Lui stesso!.
Ciò che non è ovvio , e su cui Gesù insiste , è “come” deve vivere e presentarsi chi annuncia.
Per noi l'importante non è cosa dire, che non dipende da noi, ma come essere, per non contraddire con la vita ciò che annunciamo con la bocca. Ciò che sei fa da cassa di risonanza a ciò che dici.Questo brano ci dà la carta di identità degli inviati : devono riprodurre i lineamenti di Chi li invia.
Non sono consigli,ma ordini.
Non è che la fede di chi ascolta dipenda dalla credibilità di chi annuncia.
La Parola è viva ed efficace di per Sé. Chi annuncia ha però il tragico potere , per quanto sta in lui, di offuscare o annullare l'annuncio : se non ha il potere di renderlo credibile, è tuttavia in grado di renderlo incredibile. E' la responsabilità dell'uomo, il quale, non essendo Dio,non può dare la vita, è però in grado di dare morte a ciò che vive.
Il discernimento apostolico non riguarda tanto le priorità apostoliche o le analisi accurate delle situazioni, anche se sono utili o necessarie, e non riguarda per sé neanche l'oggetto della Missione,ma il “come” realizzarla.
Questo “come” è la povertà, l'umiliazione e il fallimento che ne conseguono. E' associazione a Cristo e alla Sua stessa fiducia filiale nel Padre che solo riscatta dalla morte.
Per il discepolo, lo strumento adeguato, è la Croce del Suo Signore, che ha salvato il mondo.
(Santi e beati) In un paese vicino a Benevento, a Pietrelcina, il 25 maggio 1887, nasce uno dei santi più popolari e invocati del mondo, San Pio. Già da bambino, sente la vocazione verso il sacerdozio: prega per delle ore in chiesa. A sedici anni entra in convento tra i frati francescani cappuccini e indossa il saio
RispondiEliminaNel 1910 diventa sacerdote e viene trasferito a San Giovanni Rotondo (Foggia), alla guida della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove vi resterà per tutta la vita. Padre Pio mangia pochissimo, un po’ di verdura, e confessa tutto il giorno i pellegrini che arrivano da ogni regione d’Italia. Egli sa leggere nei cuori delle persone. Sa essere dolcissimo oppure burbero con i peccatori che non si pentono.
Nel 1918 su mani, piedi e costato di Padre Pio compaiono le stimmate, i segni della crocifissione di Gesù. Per i fedeli questa è la prova della sua santità. La popolarità di Padre Pio aumenta: tanti i miracoli di guarigione e un intenso profumo di viole accompagna sempre il santo che ha il dono della “bilocazione”, di trovarsi, cioè, in due luoghi contemporaneamente. Grazie alla “Divina Provvidenza” e alle offerte che arrivano dai devoti, fa costruire il grande Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, tuttora operativo, e una nuova basilica che sorge accanto alla piccola Chiesa Santa Maria delle Grazie. Oggi a San Giovanni Rotondo si innalza un grande santuario dove ogni anno confluiscono milioni di pellegrini, provenienti da ogni parte del mondo. Padre Pio muore all’età di 81 anni, il 23 settembre 1968, giorno in cui spariscono le stimmate dal suo corpo.
PREGHIERA A SAN PIO
Elimina(di Mons. Angelo Comastri)
Padre Pio, tu sei vissuto nel secolo dell'orgoglio e sei stato umile. Padre Pio tu sei passato tra noi nell'epoca delle ricchezze sognate, giocate e adorate:e sei rimasto povero. Padre Pio, accanto a te nessuno sentiva la voce: e tu parlavi con Dio; vicino a te nessuno vedeva la luce: e tu vedevi Dio. Padre Pio, mentre noi correvamo affannati, tu restavi in ginocchio e vedevi l'Amore di Dio inchiodato ad un legno, ferito nelle mani, nei piedi e nel cuore: per sempre! Padre Pio, aiutaci a piangere davanti alla croce, aiutaci a credere davanti all'Amore, aiutaci a sentire la Messa come pianto di Dio, aiutaci a cercare il perdono come abbraccio di pace, aiutaci ad essere cristiani con le ferite che versano sangue di carità fedele e silenziosa: come le ferite di Dio! Amen
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Gesù,Verbo e Parola di Dio, non potevi donarci un abbraccio più grande di questo! Ascoltare Te e Vivere nella Tua Volontà è fare parte della Tua Famiglia, Vivere insieme nell' Amore più Grande !!! Custodiscici !!!Rimani in noi e fa' che noi rimaniamo in Te!!!
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